Smanettoni. Italiani “mammoni” anche nel consumo hard digitale

Smanettoni. Italiani “mammoni” anche nel consumo hard digitale


bocceMilf, mature e “mom”. Implacabile Pornhub. Come ogni anno ecco la classifica dei temi più cercati sul portale di porno gratuito da 87,8 miliardi di video visualizzati all’anno. E per quel che riguarda gli utenti italiani non c’è scampo.

Ancora una volta le parole chiave più cercate in Italia nel 2016 si riferiscono all’area semantica che parte dalle signore mature, possibilmente con esperienza e figli a carico, per finire direttamente tra le braccia e i floridi seni di mammà. Per Pornhub, infatti, la categoria più cercata sul sito è proprio quella delle Milf, l’acronimo che indica appunto la passione sessuale per le signore in età con prole.

Al secondo posto, tanto per sottolineare l’assunto, c’è “mature”, mentre al terzo, quasi per contrasto, la categoria “Teen”. Tra le parole chiave fa capolino, un po’ come per tutte le nazioni, la parola “Italian”; ma al secondo posto senza colpo ferire risbuca Milf e al quarto “Mom”. Insomma, l’ossessione per le donne adulte, rigorosamente mamme, per gli utenti italiani di Pornhub è una costante.
(Davide Turrini, ilfattoquotidiano.it)

Donne. La tesi tranchant comparsa sul giornale della sinistra francese

Donne. La tesi tranchant comparsa sul giornale della sinistra francese


urlo

“La donna che si lascia corteggiare è paragonabile a una prostituta? La tesi è comparsa su Libération, il giornale della sinistra francese che non ha mai mancato una buona causa. A firma di una donna, Agnès Giard, e con l’appoggio di eminenti sociologi e antropologi, per i quali non ci sarebbe differenza tra salire sulla macchina di un cliente per soddisfarne le voglie o farsi offrire un drink da un tizio intenzionato ad avviare una storia.

Anzi, secondo gli illuminati di Libération, una differenza c’è: la prostituta non può sottrarsi all’obbligo della prestazione, mentre la corteggiata può scolarsi il drink e rispondere picche. Sarebbe proprio questo potere di negarsi a renderla moralmente peggiore della prostituta (opinione spesso condivisa dal corteggiatore respinto…) e a rendere moralmente peggiori anche gli uomini che le pagano il drink. Costoro infatti prediligono il corteggiamento perché alla certezza prosaica del risultato antepongono il brivido maschilista della caccia alla preda (…)”. (Massimo Gramellini, La Stampa)

Post-verità. Le fake news sono sempre esistite: il problema è saperle verificare. Riflessione

Post-verità. Le fake news sono sempre esistite: il problema è saperle verificare. Riflessione


BUFALIFICIO. Tanti modi per definire le notizie false. Categorie ragionate

pranzoGrazie al prestigioso Oxford dictionary, l’anno scorso abbiamo imparato la parola “post-truth”. L’ha citata Renzi nelle sue dimissioni e quasi ogni potente occidentale ne fa menzione nei discorsi pubblici. Riassumendo il suo recente sorgere, il celebre dizionario la inserisce tra i neologismi mentre la classe dirigente occidentale scopre che il potere di raccontare bufale o balle, di farle credere e di far poggiare su di esse il consenso ai propri scopi, non è più una sua proprietà esclusiva. Così dopo aver passato decenni a rimproverare, osteggiare, stigmatizzare chiunque avesse un’idea forte – o anche solo non debolissima – di verità, improvvisamente si mette a cercare garanti di verità. Cominciando da Zuckerberg e Pitruzzella, tutti adesso ci raccontano dell’importanza della verità e ne vorrebbero pure tutori e possessori, secondo una concezione positivista e scientista ben più forte e violenta di quella contestata negli ultimi decenni. Ma si sa, la coerenza, tanto più quella intellettuale, è importante soprattutto per gli altri. Prima di parlare della verità, complessa relazione dell’uomo con la realtà, cerchiamo almeno di ricordarci che anche le “bufale” si possono dire in molti modi e che coloro che ora le hanno in abominio le hanno sempre usate in molti modi… Read the rest of this entry

Buon compleanno Sciascia! Nato l’8 gennaio (1921), al 10 gennaio (1987: 30 anni fa) risale il suo intervento più discusso. Morì nell’89

Buon compleanno Sciascia! Nato l’8 gennaio (1921), al 10 gennaio (1987: 30 anni fa) risale il suo intervento più discusso. Morì nell’89


La profezia avverata di Sciascia sui professionisti dell’antimafia
di Felice Cavallaro, Corriere della Sera, 8 gennaio 2017

Quello appena concluso è stato l’anno della caduta di alcuni «miti», in particolare personaggi simbolo della lotta alla criminalità finiti sotto processo

L'ultimo libro di Sciascia (1921-1989), uscito un mese dopo la sua morte. Una raccolta dei suoi articoli e interventi scritti dal '79 all'88. Nel luglio 2015 ne ho trovata e acquistata una copia (dell'edizione originale) in una bancarella del mercatino di Albinea,

L’ultimo libro di Sciascia (1921-1989), uscito un mese dopo la sua morte. Una raccolta di articoli e interventi scritti dal ’79 all’88. Nel luglio 2015 l’ho trovato e acquistato (in edizione originale) in una bancarella del mercatino serale di Albinea.

Adesso che dal palcoscenico di un’antimafia di facciata rotola uno stuolo di “professionisti” travestiti da politici, imprenditori, giornalisti, preti, magistrati “duri e puri”, la profezia di Leonardo Sciascia viene spesso richiamata e condivisa anche da chi contestò lo scrittore eretico di Racalmuto.

A trent’anni dalla pubblicazione del famoso e discusso articolo. Tanti ne sono trascorsi dal 10 gennaio 1987, quando nelle edicole e nella vita pubblica irruppe il provocatorio titolo del Corriere della Sera sui “professionisti dell’antimafia”.

Antimafia da vetrina
Con la sua profetica lungimiranza, senza che nessuno potesse allora immaginare la deriva dei nostri giorni, in tempi recenti segnata perfino dall’assalto di famelici magistrati ed avvocati sulla gestione dei beni confiscati, Sciascia, dal suo buen retiro di Contrada Noce, dalla casa di campagna a dieci minuti dai Templi di Agrigento, provava a smascherare i rischi dell’impostura, di una antimafia da vetrina.

E ne aveva titolo, lui che la mafia l’aveva fatta diventare caso nazionale negli anni Sessanta con saggi e romanzi, sbattendola in faccia ad una opinione pubblica distratta, ad una classe dirigente spesso connivente, indicando la strada da perseguire, quella dei soldi, delle banche, delle tangenti…
Read the rest of this entry

Oggi è importante saper parlare più “lingue” E le lingue morte (il latino) sono ancora vive

Oggi è importante saper parlare più “lingue” E le lingue morte (il latino) sono ancora vive


Un altro libro sulla cosiddetta "lingua morta" uscito nel 2016

Un altro libro uscito nel 2016

Latino renaissance. Un libro uscito nel 2016

Una renaissance. Libro recente

ESSERE DEI FINI LINGUISTI AIUTA ANCHE IN AMORE? PARE DI SI’

Un cortometraggio di animazione canadese, opera della cineasta di 25 anni Lori Malépart-Traversy, riesce a raccontare il destino anatomico, storico, culturale e sessuale del clitoride in 3 minuti e 16 secondi, con precisione e ironia. Lo stanno usando insegnati a scuola e programmi didattici alla tv francese, e intanto incassa un sacco di premi ai festival. Nonostante i progressi scientifici e socioculturali, il clitoride, organo di gioia e piacere femminile, resta uno sconosciuto, rannicchiato all’ombra della vagina e relegato al gioco dei preliminari. L’idea di un godimento femminile attivo e distaccato dalla penetrazione, ha un po’ angosciato gli uomini, che hanno messo il povero organo dietro ad un muro di non detto e ignoranza, quando invece aveva bisogno di affetto o del dolce accompagnamento di una lingua. Alexandre Buyukodabas per “LesInRocks”

clito
Titolazione del sito Dagospia

Facebook e WhatsApp come coltelli nelle piaghe d’amore (ferite tenute aperte online) Serve un nuovo codice etico delle relazioni

Facebook e WhatsApp come coltelli nelle piaghe d’amore (ferite tenute aperte online) Serve un nuovo codice etico delle relazioni


Lo psicodramma delle relazioni amorose ai tempi di Facebook e Whatsapp. Un bel libro (anche cinico, comunque non consolatorio) di Ester Viola uscito quest'anno per Einaudi

Lo psicodramma delle relazioni amorose ai tempi di Facebook e WhatsApp. Un libro spietato (anche cinico, comunque non consolatorio) di Ester Viola uscito quest’anno per Einaudi

“I social network hanno cambiato le reazioni delle persone. Un tempo ti lasciavi con qualcuno e mesi dopo, quando avevi già digerito o quasi la cosa, poteva capitarti di rivedere il tuo ex per strada con la sua nuova fiamma; oggi invece tre giorni dopo la rottura di una relazione, anche duratura, può succedere di vedere il tuo (o la tua) ex che esibisce la sua nuova felicità (la sua nuova conquista) su Facebook o Instagram.

Certo che esiste l’amore eterno: è quello non corrisposto. Lo sa bene Olivia, avvocato divorzista con la pericolosa tendenza ad allenarsi anche in privato nello sport estremo dell’abbandono. Ma quando si parla di affari di cuore, l’esperienza non serve a niente: finirai disperato ogni volta, finché non t’innamori di nuovo. Come dice Olivia, è Darwin applicato alla sciagura sentimentale: non il piú forte, ma il piú veloce a dimenticare è quello che sopravvive. Un romanzo d’esordio divertentissimo, affilato, cosí corrosivo da risultare terapeutico. Perché capita a tutti di toccare il fondo, ma è meglio se capita a qualcun altro.

Olivia ha trentadue anni e di mestiere fa divorziare le persone. La sciagura sentimentale è il suo pane quotidiano, tanto che divide i clienti in due categorie: i Lascianti e i Lasciati. Accomodanti e solitamente muniti di un amore nuovo di zecca i primi, agguerriti i secondi (hanno già perso nel matrimonio, non hanno nessuna intenzione di perdere nel divorzio). Anche Olivia è stata lasciata, ma siccome Dario continua a mandarle messaggi su WhatsApp è sicura che tornerà da lei, manca pochissimo. Del resto, «lasciarsi non è mai quando ci si lascia: è una cosa che succede quando non puoi piú negare che il tuo ex si è innamorato di un’altra». E oggi per scoprire che all’improvviso lui non è piú «disponibile», basta sbirciare su Facebook – comodamente da casa, in pigiama, versando lacrime sul sushi ordinato a domicilio.

Ester Viola ha il talento raro della battuta fulminante, quell’acutezza un po’ spietata che ci mette a nudo davanti a noi stessi. Racconta l’universo dei sentimenti in modo vivo e contemporaneo, perché da Jane Austen al Nick Hornby di Alta fedeltà l’amore è sempre la stessa cosa, ma adesso una notifica può cambiarti la giornata.