Category Archives: Jarrettiana

Metti una serata con taccuino a Rubiera Jazz: lacerti di concerto
in 13 divagazioni semiserie a latere (di stampo molto autobiografico).
E la prima edizione è subito un successo

Metti una serata con taccuino a Rubiera Jazz: lacerti di concerto
in 13 divagazioni semiserie a latere (di stampo molto autobiografico).
E la prima edizione è subito un successo


20150711_175446Sul palco ci sono tre musicisti a tutto tondo, di grande tecnica ed esperienza, e perché no, simpatia al servizio di quella che si dice interplay: il pianista e compositore panamense che ride sempre Danilo Pérez (48 anni), il batterista e cantautore magro con un solo tom Brian Blade (44 anni) e il bassista a 5 corde nonché contrabbassista di origini calabresi e cittadino onorario dal 2011 di un comune di Cosenza John Patitucci (55 anni). Talento a parte, tutta gente che ha studiato e sudato parecchio. Complimenti a chi ha messo in piedi e reso possibile l’evento.

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Il sindaco di Rubiera con i quattro Yellowjackets (concerto del 6 luglio)

Il sindaco di Rubiera con gli Yellowjackets (6 luglio)

Una superband, ma soprattutto, da 15 anni a questa parte, “i ¾ del quartetto di Wayne Shorter”, mitologico sassofonista oggi 81enne già vate dei Jazz Messengers di Art Blakey, quindi in forza a Miles Davis per 6 anni fino al ’70 e, soprattutto, colonna dei Weather Report (sì: con l’austriaco Zawinul, scomparso a 74 anni nel 2007, e poi col di lui figlioccio Pastorius, morto a soli 35 anni nell’87 per un’emorragia cerebrale a seguito di un brutale pestaggio da parte del buttafuori d’un malfrequentato locale della Florida). Parentesi fretless su Jaco: ricordo di averlo scoperto nello splendido album d’esordio di Pat Metheny, Bright Size Life, del ’75, acquistato in vinile quasi 25 anni fa, quando mi dividevo tra l’opera omnia dei Deep Purple e quella di Chopin; quindi di averlo apprezzato insieme al chitarrista francese manouche Biréli “Django” Lagrène nel disco dal vivo che salta perché preso usato “Stuttgart Aria” dell’86 e, infine, terzo acquisto, di averlo compulsato in cd nel suo omonimo album solista d’esordio del ’76, comprato in un Fnac di Parigi nel 2002.

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dorflesBassisti elettrici e non: nelle note biografiche wikipediane di Patitucci leggiamo che ha una grande passione avicola, nel senso che alleva galline (con cui si rapporta quotidianamente, personalmente) sulla terrazza del palazzo in cui vive: magari è un modo più o meno inconscio per ricordare la celebre Birdland (da non confondere col recente “Birdman”, il film che ha vinto quattro premi Oscar, la cui colonna sonora per batteria è del 43enne Antonio Sànchez, lanciato proprio dal pianista Pérez, suo mentore), ma soprattutto il brano The Chicken, forse il più conosciuto – e coverato – del più imitato degli indimenticati… Read the rest of this entry

8/5/1945: 70 anni in 88 tasti. Oggi è il suo compleanno, celebrato con due album (solo e classica) + concerto a Napoli (unica data: noi ci saremo) + libro di foto esclusive

8/5/1945: 70 anni in 88 tasti. Oggi è il suo compleanno, celebrato con due album (solo e classica) + concerto a Napoli (unica data: noi ci saremo) + libro di foto esclusive


-> Leggi un articolo su IlSole24Ore del 7/5 e un’intervista su La Repubblica del 28/4

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L’artista da cucciolo ha i pantaloni a zampa d’elefante, la capigliatura afro e un gran sorriso che negli anni successivi non gli sarà facile mostrare. Eccolo lì Keith Jarrett ventottenne, a Bergamo nel 1973, già famoso ma non ancora divinità inavvicinabile dell’improvvisazione pianistica, e così spiritoso da farsi ritrarre anche con la custode delle toilette.

L’immagine riemerge dagli archivi del fotografo Roberto Masotti ed è una delle perle di un libro in uscita per Arcana, Keith Jarrett, un ritratto, che insieme festeggia i 70 anni del venerato pianista, l’8 maggio, e una collaborazione fra autore e casa editrice. In attesa di tornare a sentire il maestro del Köln Concert in Italia, come solista, il 18 maggio al San Carlo di Napoli, e in due nuovi dischi per la Ecm, Creation e Barber/Bartók/Jarrett.

Racconta Masotti, uno che, spesso in coppia con la moglie Silvia Lelli, ha fotografato ossi duri come Carlos Kleiber e Maurizio Pollini, che quel giorno a Bergamo Jarrett gli sembrò «docile, scherzoso, collaborativo, e tuttavia ben determinato a sostenere un ruolo artistico, sempre e comunque».

Ma allora il concertista schivo e irritabile, quello che terrorizza le platee minacciando di alzarsi al primo colpo di tosse? «Gli anni passano per tutti – sorride Masotti -. Provi ad andare su YouTube e a cliccare sul concerto del 1974 di Perugia, vedrà il caos, il viavai di persone sul palco: quella era la condizione abituale per i gruppi che contaminavano rock e jazz. Un musicista all’inizio della carriera doveva adattarvisi per forza. Poi, se si diventa star, aumentano le pressioni e le aspettative, ed è inevitabile che uno così esposto cerchi di difendersi: pensi alle nevrosi di Arturo Benedetti Michelangeli, ad Andras Schiff e ai suoi concerti interrotti. Nel caso di Jarrett c’è stata una malattia lunga e complicata, la sindrome da affaticamento cronico, che per molto tempo lo ha tenuto lontano dai tour e lo ha scoraggiato dalle improvvisazioni in pubblico. Eppure credo che, in fondo, sia rimasto lo stesso».

Conquistare la sua fiducia fino a quella che non è un’amicizia vera e propria, ma un affettuoso rapporto di collaborazione di sicuro sì, è stato un processo molto naturale: «L’avevo già fotografato a Bologna addirittura nel 1969, però senza andare a presentarmi. A Bergamo sono arrivato con un incarico ufficiale del mensile “Musica Jazz” e abbiamo fatto conoscenza. Sul palco gli giravo intorno con delicatezza, senza aggredirlo. A un certo punto ha capito che poteva lasciarsi andare. E poi nel corso del tempo, da Berlino a Bregenz, da Venezia a Ravenna, da solo o in trio con Gary Peacock e Jack DeJohnette, era come se mi dicesse: lo so che ci sei, ma sono tranquillo. Fa’ pure il tuo lavoro. Ho capito che non te ne stai approfittando».

(Egle Santolini, “La Stampa”)

Jarrett, piano solo il 18 maggio a Napoli Unica data italiana nell’amato San Carlo
E doppia uscita per il 70° compleanno

Jarrett, piano solo il 18 maggio a Napoli Unica data italiana nell’amato San Carlo
E doppia uscita per il 70° compleanno


Al San Carlo di Napoli Jarrett suonò in piano solo il 18 maggio 2009, proprio lo stesso giorno, 6 anni fa, e noi c’eravamo. Altre due volte, invece, l’ho ascoltato dal vivo in trio, e anche in questo caso la data è la stessa: il 21 luglio 2011 agli Arcimboldi (Milano) e il 21 luglio 2013 al Vittoriale (Gardone). Se si escludono i due concerti dello scorso anno (Venezia e Roma), Jarrett nel 2013, 2012, 2011, 2010 e 2008 pare non si sia mai esibito in piano solo in Italia. L’ultimo, appunto, a parte i due del 2014, è stato quello del 2009 a Napoli. Detto ciò, dal 2009 sono andato a sentirlo ogni due anni, dunque mi sembra doveroso mantener fede a detta scadenza. E’ l’unica data italiana e il concerto arriva 10 giorni dopo il suo 70° compleanno. Per i cultori della materia, un ultimo dato: Jarrett si è esibito per la prima volta in Italia in piano solo nel 1973 (Bergamo e Pescara), quindi cinque volte nel 1974 (di cui tre nell’ambito di Umbria Jazz).

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“Creation” (piano solo) and “Samuel Barber/Béla Bartók” usciranno l’8 maggio 2015, giorno del suo 70° compleanno.

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Pt. I, Toronto – Roy Thomson Hall, June 25, 2014
Pt. II, Tokyo – Kioi Hall, May 9, 2014
Pt. III, Paris – Salle Pleyel, July 4, 2014
Pt. IV, Rome – Auditorium Parco Della Musica, July 11, 2014
Pt. V, Tokyo – Kioi Hall, May 9, 2014
Pt. VI, Tokyo – Orchard Hall, May 6, 2014
Pt. VII, Rome – Auditorium Parco Della Musica, July 11, 2014
Pt. VIII, Rome – Auditorium Parco Della Musica, July 11, 2014
Pt. IX, Tokyo – Orchard Hall, April 30, 2014

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Samuel Barber – Piano Concerto op. 38 – 1. Allegro Appassionato
Samuel Barber – Piano Concerto op. 38 – 2. Canzone. Moderato
Samuel Barber – Piano Concerto op. 38 – 3. Allegro Molto
Béla Bartók – Piano Concerto No. 3 – 1. Allegretto
Béla Bartók – Piano Concerto No. 3 – 2. Adagio Religioso
Béla Bartók – Piano Concerto No. 3 – 3. Allegro Vivace
Nothing But The Truth (Tokyo Encore / Live At Kan-I Hoken Hall, Tokyo / 1985)

(www.keithjarrett.org)

L’assolo di Colonia compie 40 anni

L’assolo di Colonia compie 40 anni


The Köln Concert è una registrazione di Keith Jarrett per l’etichetta ECM. Si tratta di un’improvvisazione solista eseguita all’Opera di Colonia il 24 gennaio 1975. È considerato il più famoso album di piano solo, con 3 milioni e mezzo di copie vendute. Un critico ha definito The Köln Concert un capolavoro “che scorre con calore umano”.

kolnUn importante aspetto di questo album è la capacità di Jarrett di eseguire un gran numero di improvvisazioni su una vamp (equivalente jazzistico dell’ostinato) di uno o due accordi per periodi piuttosto prolungati di tempo. Ad esempio, nella parte I, Jarrett esegue ben 12 minuti di improvvisazione utilizzando praticamente due soli accordi, il la minore settima e il sol maggiore. A volte lo stile è calmo, a volte affine al blues, a volte vicino al gospel.

Fin dall’uscita dell’album (diviso in tre parti, per quattro tracce) furono pressanti le richieste su Jarrett di pubblicare una trascrizione della musica. Inizialmente Jarrett si rifiutò di soddisfare la richiesta, perché disse che il concerto era completamente improvvisato e secondo lui “doveva andarsene così come era venuto”, e poi che alcune parti del concerto non sono possibili da trascrivere, in quanto completamente fuori dal tempo metronomico. Col tempo però cambiò idea, ma pose la condizione di poter controllare tutte le fasi del processo di trascrizione… Read the rest of this entry

Pianismi / Nuovo album in duo con Haden
Jarrett stasera a Roma (piano solo)
E Sakamoto rivela d’avere il cancro
Oggi al via Umbria Jazz 2014: Bollani suona il 14 e Hancock il 16. Duello virtuoso Camilo-Hiromi il 17

Pianismi / Nuovo album in duo con Haden
Jarrett stasera a Roma (piano solo)
E Sakamoto rivela d’avere il cancro
Oggi al via Umbria Jazz 2014: Bollani suona il 14 e Hancock il 16. Duello virtuoso Camilo-Hiromi il 17


jarrettA dieci anni di distanza dal suo primo e ultimo concerto in piano solo all’Auditorium Parco della Musica, Keith Jarrett ritorna a suonare per il pubblico romano stasera, venerdì 11 luglio (Sala Santa Cecilia, ore 19, piano solo). E’ la seconda e ultima esibizione italiana di Jarrett quest’anno: l’8 luglio ha infatti suonato al teatro La Fenice di Venezia.

Poche settimane fa è uscito il nuovo Last Dance, che offre nuova musica della magica session da cui era stato tratto (quattro anni fa) Jasmine, registrato nello studio di casa di Keith Jarrett. In questa nuova selezione di brani, Jarrett e il contrabbassista Charlie Haden ampliano i contorni del progetto includendo classici del jazz come “Round Midnight” di Thelonious Monk e “Dance Of The Infidels” di Bud Powell.

La copertina di "Last dance" (Ecm), nuovo album di Jarrett-Haden

L’album “Last dance” (Ecm), nuova prova di Jarrett-Haden

Anche questa volta ampio risalto è dato a canzoni sentimentali con magnifiche versioni di “ My Old Flame”, “My Ship”, “It Might As Well Be Spring”, “Everything Happens To Me”, “Every Time We Say Goodbye” in aggiunta a takes alternativi di “Where Can I Go Without You” e “Goodbye”. “Quando suoniamo insieme, è come quando due persone cantano” dice Jarrett del suo sodalizio con Haden. La sostanza dei brani è scandagliata in profondità attraverso le sfumature di significato di una melodia esplorata strumentalmente. Haden racconta: “Keith ascolta realmente ed io ascolto. E’ questo il segreto. Ascoltare”.

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Ryuichi Sakamoto ha il cancro: «Cancello tutti gli impegni». Il compositore giapponese lo annuncia sul suo sito con una lettera. «Abbiate pazienza, tornerò»

sakamotoSi ritira dalle scene e lo annuncia sul web, con una lunga lettera dedicata ai suoi fan e ai collaboratori. Il grande compositore giapponese Ryuichi Sakamoto, che vive a New York, ha un cancro alla gola e cancella i suoi impegni. Sakamoto racconta tutto, con semplicità commovente, nel suo messaggio: tutto è nato da un semplice fastidio alla gola, dopo i controlli gli è stato diagnosticato un cancro della faringe.

«Sono profondamente dispiaciuto di causare notevoli disagi a così tante persone. Tuttavia, la prima ricchezza è la salute, e quindi questa è la mia amara decisione», scrive ancora il compositore della colonna sonora de L’ultimo imperatore e Il tè nel deserto. Sakamoto, 62 anni, aveva smesso di fumare anni fa, come spiega il Times nell’edizione giapponese, anche grazie all’agopuntura. Il primo impegno a venire cancellato è la sua partecipazione, come direttore, al Sapporo International Art festival. «Abbiate pazienza, prometto che tornerò. (Corriere della Sera)

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