Monthly Archives: dicembre 2017

Oggi presentazione alla biblio Panizzi del libro “Dove va il calcio italiano?” con lo storico della filosofia Pagnini da Firenze

Oggi presentazione alla biblio Panizzi del libro “Dove va il calcio italiano?” con lo storico della filosofia Pagnini da Firenze


present. alla Panizzi con Pagnini e Piccinini

Nella notte dalla disco tornano
i ragazzi in festa e nel forno
di paese alla cassa c’è la ressa,
sembra giorno: cercano gli amici
in fila mentre pago, si chiamano 
per nome, sciamano felici in un sabato
a far tardi tra una pasta e una pizzetta
con lo sguardo ballerino ubriacato
dai bei culi prima in pista e ora in testa
qui all’incrocio che dà sulla piazzetta.

NATALE IN MONTAGNA

BONSAI GUITAR IL 25/12 IN MONTAGNA

E io che quando bevo li capisco
ci rinasco per un niente nello scoppio
inubicato di quegli anni – ora che tutto
dal ritiro che mi è caro si fa stretto
o fuori posto (giù a ritroso, sulle spine,
chiodi ai muri) nell’andazzo di una vita
che non sfama più il suo scopo ma si svita
in differita col suo opposto: oppio puro
che si fuma dallo scorno di una fuga
nullescente nello smazzo dell’età.

E nel rimugino del tasto ci ricasco
a muso duro come un fallo ventunenne
fuoriuscente dalla tasca, basta un attimo
alla falla per riaprirsi nello smacco
del balugino del tempo: è lo spacco
senza toppe di avversioni capitali,
è il brindare divertito alla loro condizione
e punto i piedi – io che a casa non ci torno
miro ai ponti d’occasione lungo i pianti
sparsi a caso nell’invano della giostra…

…nei rigiri sul divano verso altre colazioni.

Immagine: Edward Hopper, “Early Sunday Morning” (domenica mattina presto), 1930

hopper

Passioni razionali, ragioni passionali

Passioni razionali, ragioni passionali


socrate

Quando una persona di spirito, dotata di ragguardevole spessore spirituale o di grande apertura mentale, discute con una persona di nobile profondità, animo sensibile, esperienza di mondo, belle venature e acute sfumature, entrambe ne escono soddisfatte e arricchite, l’una grata all’altra per lo scambio di vedute, dove la riconoscenza diventa riconoscimento reciproco, sintesi armoniosa di mezzi e fini, ideali e azioni.

AL PRANZO DI NATALE

AL PRANZO DI NATALE

Quando però una persona di specchiata statura civile o invidiabile levatura morale discute con una persona di spelacchiata cultura o claudicante coscienza critica, la prima corre il rischio, ahinoi, di venire scambiata per la caricatura di qualcuno o di qualcosa, mentre la seconda, stretta negli imbuti logici e dunque in affanno sul piano razional-argomentativo, arriva in breve tempo a rivelare la propria limitata o deludente caratura, per non dire natura.

Ben vengano, a dar pepe alle dinamiche e olio ai meccanismi, le suggestioni emotive o le esplosioni emozionali, talvolta traumatiche fino al proiettivo e dogmatiche fino al protettivo: inevitabili, spesso decisive e pazienza. Così come la fattualità, l’oggettività, la realtà e la verità, che sono punti di partenza importanti per capirsi, certo; ma il più irrinunciabile presupposto-requisito di un dialogo paritetico resta l’esercizio (praticato, non solo predicato) di una dose anche minima di onestà, intellettuale ed esistenziale insieme, condita da un pizzico di auto-consapevolezza e da quell’ingrediente in più che è il dubbio conoscitivo, atteggiamento costruttivo che, portatore sano di comprensione e compassione, unisce, dissolve e risolve.

Tutto ciò per dar forma alle cose e forza al confronto dialettico, ovvero sostanza consustanziale al rispetto che si deve a se stessi e all’interlocutore, alla libertà di espressione e al sentimento di giustizia, quindi tanto all’amicizia quanto alla vita.

IDOLA

Oggi in pelucheria (con poesia inedita)

Oggi in pelucheria (con poesia inedita)


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…adoravi le galline,
gli animali da cortile,
le colline sperse da salirci
in bici: quei piccoli segreti
da altalena sul sagrato,
le palline di rimbalzo
contro il muro dell’asilo…

(…le spiagge che odoravano
di pioggia, ricordi?:
le rincorse – appena ieri
che sapevano di mare,
le docce al sole coi pensieri
in tiro e i baci fino all’alba
quando c’eri…)

…le rose dal fioraio – quante,
le tante cose buone del fornaio
sulla strada verso casa:
cinque gocce per dormire
e i risvegli nella notte a c*** duro,
con te che mi dicevi “Sbagli!”
e io che ti dicevo “Scegli!”…

Con Enrico Ruggeri il 28 novembre a Milano nella sede del Sole24Ore

INCONTRI. Con Enrico Ruggeri il 28 novembre a Milano nella sede del Sole24Ore

Taccuino fiorentino (10 spunti e appunti)

Taccuino fiorentino (10 spunti e appunti)


Il 15 dicembre in centro a a Pistoia

Il 15 dicembre in centro a a Pistoia

1) Scarseggia l’intelligenza naturale, abbonda quella artificiale. Si predica, ingenuamente o furbescamente, un’onestà distrattamente intesa o astrattamente fraintesa o artatamente contesa, roba da conato di “monito”: pochi però praticano quella cosiddetta intellettuale, collocabile tra lo spirito critico e l’autocritica spiritosa. Si parla per sentito dire, si tace per partito preso. Vigono due pesi e due misure, dati per dispersi i contrappesi e le contromisure: l’apparenza impazza, l’appartenenza inganna.

2) In una routine incline alla tumescenza, sospesa tra l’escandescenza per un apostrofo a inchiostro e l’escrescenza di una colleganza apocrifa, due sole cose contano per chi voglia sentirsi vivo fuori e antidivo dentro: il saper D’ESISTERE e il saper DESISTERE.

In partenza per Roma

In partenza per Roma (23/11)

3) Scarseggia l’intelligenza emotiva (per definizione senza confini), abbonda l’imbecillità senza motivo (per definizione sconfinata). Da “La prevalenza del cretino” di Fruttero & Lucentini a “Le leggi fondamentali della stupidità umana” di Cipolla col Mulino. Un contagio diffuso, un’epidemia senza antidoto che riguarda tutti: immuno-deficienza efficiente.

4) Ma quali titoli, macché retroterra: ciò che distingue un uomo è l’ostile (eleganza polemica). Per essere un typo bisogna avere carattere.

5) Il pensiero è in saldo, la mediocrazia avanza, l’umanità sembra avviata al suo ultimo stadio? In questo tutti-contro-tutti dominato da conformismo, pressapochismo e qualunquismo (in questa sfida all’esibizione digital-genitale, in questa sfilata di Signor Nessuno) ha ragione chi dagli spalti grida allarmato allo “sconto” di civiltà.

6) Via de’ Cerretani, Firenze. Gli Invisibili e gli Indifferenti, categorie sociali per certi versi (non in rima) a me afferenti, si contendono il centro senza scontro alcuno. Entrambe sembrano aver raggiunto la pace dei “senza”.

7) “Beato chi ha sete di giustizia, perché sarà giustiziato”, si diceva una volta. Mi sovvengono episodi personali, situazioni ascrivibili alla mia grossolana misericordia (un mix di remissione e compassione) e faccio tesoro di una frase dello scrittore italo-argentino Rodolfo Wilcock riportata dall’ottimo Vitiello in un articolo che cita il Grande Inquisitore di Dostoevskij a pagina due del Foglio di ieri: “L’ingiustizia è la giusta punizione di chi si offre al giudizio dei suoi inferiori”. Quindi: è da idioti somigliare all’Idiota di un altro capolavoro del romanziere russo? Dipende, ma non credo. Per il socio-filosofo Byung-Chul Han ci salveremo solo se saremo idioti, perché l’idiota è l’outsider non conforme, è il folle (in senso jobsiano) fuori catalogo che sfugge alla convenzione, è l’idiosincratico che non si lascia controllare o addomesticare né dal potere né dallo spirito del tempo (“Idiotismo”, ultimo capitolo del saggio “Psicopolitica”, ed. nottetempo 2016).

COLAZIONE A SCANDIANO (8 dicembre)

COLAZIONE A SCANDIANO (8 dicembre)

8) Ho appeso uno striscione nella mia camera di consiglio: “Più aforismi, meno algoritmi”. In una libreria di Pistoia l’occhio destro cade su una sentenza attribuita a Shakespeare mentre quello sinistro sbircia una massima di Gervaso, ovvero: 1) “Se è bella deve essere corteggiata, se è donna può essere conquistata”; 2) “All’uomo di potere la donna perdona tutto, anche l’impotenza”.

9) Spesso le donne tendono a minimizzare (dimezzare) i loro “precedenti penali”, gli uomini invece quasi sempre tendono a enfatizzarli (raddoppiarli). Le prime agiscono per sottrazione (rimozione), i secondi per moltiplicazione. Le prime peccano di omissione, i secondi di ammissione. Le dimensioni del fenomeno, dunque, sfuggono alla lealtà statistica, così come quelle dell’organo deputato vanno in deroga al principio di realtà stabilito dall’ecosistema metrico decimale. E ancora: le une è come se sperassero in un condono “trombale” laddove gli altri, di contro, gioirebbero per una condanna per direttissima perché colti in fallo ovvero arrestati in “fregnanza” di reato. In entrambi i casi, tuttavia, la pena suscitata (cioè inflitta a chi ascolta) è massima.

10) Rimario minimo su binario morto. Ovunque tu vada / comunque si metta / c’è sempre un freno da azionare al volo / c’è sempre un treno che riporta a casa.

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