Populismi, giovani e hard news

Populismi, giovani e hard news


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IMG-20170716-WA0001 tagliataRevelli ci piace, scrive bene e con eleganza, inanella parole e concetti stranieri ed è molto ben documentato nella sua saggistica. L’argomento della sua analisi è quantomai attuale ed il libro è del marzo di quest’anno. Trump, Le Pen, ma anche il caso italiano (Grillo, Salvini, Renzi). Il populismo è la malattia senile delle democrazie, il sintomo di una crisi di rappresentanza quale segno dell’impoverimento delle classi medie occidentali e della sconfitta storica del lavoro, o meglio, delle sinistre che lo rappresentavano.

“Indaffarati”, invece, del critico letterario La Porta, è un volumetto (maggio 2016) che parla delle e alle nuove generazioni, del loro rapporto con la lettura, quindi dell’ansia da mondo nuovo, dove tutti siamo iperconnessi. Poi la sua tesi di fondo: i giovani oggi sono indaffarati, non sfaccendati. Cercano qualcosa di nuovo, vogliono essere messi alla prova. Per loro l’intelligenza non è quella libresca, ma quella pratica, magari legata a nuove pratiche e nuovi codici, nuovi linguaggi e nuove sfide. Ciò che si dice è ciò che si fa, e il loro impegno è nel quotidiano, non nell’ideologia. Un umanesimo disincarnato, dove il vissuto concreto, quotidiano, prevale sul culturalismo parolaio.

La raccolta delle migliori titolazioni (e battute) di “Lercio“, infine, marzo 2017, è un vademecum brillante di notizie tanto surreali quanto capaci di cogliere lo spirito del tempo (riti del media system, tic sociali condensati in poche righe, parodia dei costumi, critica sublime ai luoghi comuni etc). Un libro – regalatomi da un amico curioso cui piace spaziare e sperimentare, e con tanto di firma autografa di uno degli autori – che gronda intelligenza, laddove il parossistico e paradossale scatena risate. Fulmini, illuminazioni, luci comiche contro il buio della comunicazione mainstream.

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