Arieccoci (dopo due mesi di pausa) Cento libri in un mese #quasi una bibliobio

Arieccoci (dopo due mesi di pausa) Cento libri in un mese #quasi una bibliobio


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Centro libri in 30 giorni, dal 2 al 31 agosto. Ogni giorno ne segnalerò 3, nel weekend magari 4. Sempre che ne abbia voglia, ovvio: non ho mai goduto di particolare forza di volontà. Una selezione personale, saltando di genere in genere. Sono quelli che ho letto (magari solo sfogliato, mica siamo Mandrake) nell’ultimo periodo o che ho riletto nel corso di questi ultimi 27 anni.

Con un'amica a Firenze (31 luglio)

Con una collega a una cena a Firenze (29 luglio)

Sì, perché se devo fissare una data di cominciamento di questa passione o meglio necessità più o meno insana, per comodità mnemonica la colloco con discreta precisione tra il luglio e l’agosto 1989, quando mi capitò per le mani “Al di là del bene e del male” di Nietzsche, edizione economica Newton Compton a sole 3.900 lire (collana Grandi Tascabili, che tanto successo ebbe fino a metà degli anni 90). Mi innamorai di una sezione, “Aforismi e intermezzi”. Risalgono a quell’estate, tra l’altro, e forse non è un caso, le mie prime prove poetiche e di poetica in senso lato, comprese le circumnavigazioni nel linguaggio ambiguo e paradossale.

La cultura – se così si può dire – in fondo è ciò che (ci) resta (non in testa ma nell’essere) dopo aver dimenticare tutto di quel che si è letto e sperimentato tanto.

Cento libri, dicevo. Saranno scelte sentimentali, talvolta umorali e comunque, come sanno i bibliomaniaci, sono loro, i libri, a scegliere noi: non siamo noi a leggerli, ma sono loro a leggerci. Ad oggi ne possiedo circa 15mila, laddove la parola “possiedo” indica vieppiù una possessione erotica (non a caso, e mi scuso per chi non è un “feticista cartaceo”, ogni sera, ma sarebbe dire ogni notte, me ne porto a letto almeno un paio… e qui mi fermo per pudore).

Pranzo veloce ai "banchi" del mercato gastronomico del mega centro commerciale "I Gigli" di Campi Bisenzio (Prato)

Pranzetto veloce  con sugo al lampredotto ai “banchi” del mercato gastronomico del mega centro commerciale “I Gigli” di Campi Bisenzio. In mattinata il giretto a piedi per le librerie del centro di Pistoia (a recuperare libri) ha riacutizzato il mai risolto dolore alla mia povera caviglia. Voglio i pattini!

Scherzi a parte – sul pudore, non sul fatto che me li porto a letto – penso che nessuno di loro mi abbia veramente salvato la vita (ricordo a tal proposito il titolo di un libro del ’92, “La poesia salva la vita“, che acquistai all’epoca), tuttavia molti di essi me l’hanno cambiata almeno in parte: qualche volta in peggio, dal momento che, consolazione cosmico-filosofica a parte, più si legge più le verità vengono meno, e su questa paradossale verità (da esercizio del dubbio, da pratica del pensiero critico) Socrate – con la sua massima adattata in mille modi – ci ha fatto una bella figura e un’imperitura fortuna (“Più so, più so di non sapere”).

Dal 1989 di libri di Nietzsche o su Nietzsche ne ho collezionati una cinquantina (almeno una decina in lingua non italiana, comprati in uno dei miei quattro viaggi a Parigi tra il ’99 e il 2004). Poi i tanti volumi di o su Freud e la psicoanalisi, quelli di e su Giorgio Caproni (il primo me lo donò Attilio Bertolucci al termine di una serata pubblica a Parma nel ’90: “Tutte le poesie”, Garzanti) e via andare cercandomi.

A proposito di ricordi devozionali: nel ’92, patito per i testi del poeta livornese, comprai un saggio monografico di Adele Dei uscito qualche settimana prima: 38mila lire, non poco per uno squattrinato studente di filosofia nella città ducale… studi mai completati – frequentai un anno e mezzo e diedi solo tre esami: mi ritirai subito per via di alcuni disturbi psicosomatici a testa e stomaco – ma col senno di poi, che era poi lo stesso senno di allora, credo che sia stato meglio così, e ne vado tutto sommato orgoglioso… dalla necessità alla virtù: ah, l’autodidassi!).

In centro a Reggio, a provare la nuova brasserie "La Casa delle Sementi"

In centro a Reggio in compagnia: per provare la cucina della “La Casa delle Sementi” (28 luglio)

Sopra, a destra, Le confessioni di Sant’Agostino, il secondo libro che acquistai nel sempre più lontano 1989. L’ho preso in mano tante volte ma non l’ho mai letto come forse si dovrebbe. In quell’anno, mistero, cominciai a maturare la mia rottura (temporanea, e comunque durata almeno 15 anni) con la religione, o meglio, con le gerarchie ecclesiastiche, tanto che per un periodo non breve, quasi per reazione, mi misi a comprare e a leggere diversi saggi e pamphlet di argomento cristologico, financo marxisti, tra teologia della liberazione e cattolici del dissenso, ma anche tra analisi mistiche e indagini storiche.

Poi feci pace con la Chiesa (con l’autorità in genere… appena un po’, non del tutto), ma soprattutto feci pace con me stesso, ammesso che per un animo curioso e inquieto, dominato da un sottofondo d’allegra depressione (o da un sottopancia di depressione allegra), sia ammesso parlare di pace: forse è meglio dire tregua, o magari è solo questione di testosterone. Vista l’età, quella dei sensi è in arrivo – dicono…

Troppe righe? Troppi incisi? Troppe glosse? Da domani sarò breve… ma non più di quanto basti (a volte poche parole sono poche, a volte troppe parole sono troppe).

IL 26 LUGLIO A GABICCE

LETTURA SERALE MENTRE ASPETTO UNA PIADINA, IL 26 LUGLIO A GABICCE

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