Monthly Archives: febbraio 2016

Ecco The New Day, giornale di carta senza sito web, pacato e di servizio, senza scoop o altre ossessioni, che non vuole fare politica ma raccontare e basta. Follia o medicina?

Ecco The New Day, giornale di carta senza sito web, pacato e di servizio, senza scoop o altre ossessioni, che non vuole fare politica ma raccontare e basta. Follia o medicina?


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Non ha un sito, non ha gli editoriali, ha i commentatori ma non ha i commenti: ecco “The New Day”, il quotidiano uscito nelle edicole britanniche, gratis per il lancio, da oggi a 25 penny per due settimane, fino al prezzo stabilito, fifty pence, più dei giornali concorrenti, che costano anche la metà. L’editore è Trinity Mirror, che pubblica già il Daily e il Sunday Mirror, tabloid tendenza laburista, ma la direttrice del “nuovo giorno” dice che il suo giornale non vuole avere connotazioni politiche, non vuole commentare le notizie della giornata e poi posizionarsi, vuole semplicemente raccontare. E lo fa prendendo i contenuti dal Mirror, rielaborandoli, ma senza spendere troppi soldi per crearne di nuovi: si tratta di mettere in ordine quel che già c’è… Read the rest of this entry

Viaggio al termine d’un seduttore. Céline nelle lettere alle amanti: invettive, lussuria e consigli scurrili. “Niente amore senza preservativo, altrimenti da dietro” (che saggezza: tipica di un medico scrittore!)

Viaggio al termine d’un seduttore. Céline nelle lettere alle amanti: invettive, lussuria e consigli scurrili. “Niente amore senza preservativo, altrimenti da dietro” (che saggezza: tipica di un medico scrittore!)


celine

raduzione di Nicola Muschitiello Piccola Biblioteca Adelphi 2016, pp. 257

Traduzione di Nicola Muschitiello
Piccola Biblioteca Adelphi
2016, pp. 257, 15 euro

A sei donne incontrate fra il 1932 e il 1935, quasi tutte sue amanti occasionali, sono indirizzate queste lettere di Céline, dove sempre risuona la petite musique del suo stile.

Sei donne che Céline continua a seguire e proteggere: e, se si guarda bene dal parlare d’amore, non lesina consigli su come usare gli uomini nel modo migliore, cioè «per il piacere e per i soldi».

Ma soprattutto, lettera dopo lettera, con una generosità che rende lacerante la violenza autodenigratoria («Già vecchio, depravato, non ricco, malmesso insomma. Tutt’altro che un buon partito. Battona e malfido»), non cessa di illuminare per barbagli, a loro beneficio, il mondo. In fondo, scrive a Évelyne Pollet, «Crepare dopo essersi liberato, è almeno questa l’impresa d’un uomo! Aver sputato ogni finzione…».

Le lettere di Céline alle amiche/amanti ora pubblicate da Adelphi si muovono per lo più tra le tonalità del cinico, del viscido, del querimonioso.

All’occasione, dello scurrile. Dipende dal grado di soggezione che il dottor Destouches mostra di provare nei confronti della destinataria.

Davanti alla pianista Lucienne Delforge si prostra: Quanto ho bisogno di teRead the rest of this entry

Lessico e verbi del giornalismo di provincia

Lessico e verbi del giornalismo di provincia


Tra bici bleu asportate e volti dei malfattori travisati i giornali locali ricamano e narrano i piccoli eventi quotidiani come grandi romanzi ottocenteschi di Mirko Volpi, Il Foglio, 22/2

gatto pcIn queste terre di Lombardia verdi e pianeggianti e operose, dove le cose non accadono o perché siamo troppo impegnati a lavorare per accorgercene o perché, semplicemente, non accadono (beati i luoghi che non hanno bisogno di eventi!), le notizie giacciono traguardate sul frigo dei gelati nei bar, parcamente commentate a interruzione di un decorosissimo tragitto quotidiano di noia, o percorse di fretta alla ricerca del nome noto, del luogo natio citato. Per gli avanguardisti, poi, al posto del frigorifero c’è addirittura internet. Ciò che non cambia è il racconto di tali notizie affidato ai da più parti celebrati cronisti di provincia.

Libreria CAP. Un libro che acquistammo nel 1997, all'epoca in cui "fummo" cronisti d'assalto

Un libro (oggi introvabile) che acquistammo nel 1997, all’epoca in cui “fummo” cronisti d’assalto

Ah, il giornalismo locale! Ah, i reporter che ancora si sporcano le scarpe e consumano le suole scendendo in strada! Solo così si fa un giornalismo di fatti, qui è il futuro della carta stampata! Oppure no? Scarpe sporche, ma la penna è linda?

Io non lo so. So solo che pochi giorni fa a Nosadello, cuore simbolico dell’Oceano Padano, paese del nulla attraversato da una strada provinciale, è avvenuto un furto, in farmacia. Essendo evento ricorrente con cadenza all’incirca ventennale, ne hanno parlato almeno tre testate locali. Il resconto dei fatti si sostanzia in una pluristilistica mescidanza tra narrazione romanzesca, con incalzanti verbi all’imperfetto, e verbale dei carabinieri. “Un ignoto malfattore entrava nella farmacia parzialmente travisato da una sciarpa” – malfattore non così “ignoto” se poco dopo si certifica essere “il 37enne XY di Pandino, tossicodipendente”, ma soprattutto “travisato”, impavido arcaismo per ‘camuffato’ (vedi il Manzoni, su altra genia di bricconi nostrani: “due o tre bravi ben travisati”), forse suggerito da qualche segreto manuale del mestiere, vista la frequenza dell’impiego (“Aveva un cappellino, ma il volto non era travisato”, “Due malviventi, non armati e travisati da sciarpe”, a proposito di altri furti, altrove)… Read the rest of this entry

->Piccolo con-tributo enciclopedico Ecografia. Mente lucida, ludica e curiosa… in questi vecchi brani pure anticonformista. Patchwork di 5 suoi pezzi d’antan (+ uno)

->Piccolo con-tributo enciclopedico Ecografia. Mente lucida, ludica e curiosa… in questi vecchi brani pure anticonformista. Patchwork di 5 suoi pezzi d’antan (+ uno)


costume eco1) “La storia dell’obiettività fa parte della ideologia del giornalismo moderno…  Dicendo “ideologico” intendo dire che si tratta di una sovrastruttura teorica elaborata per coprire altre cose…

‘Mito dell’obiettività’ significa dire: non si dà una notizia se non interpretandola, se non altro per il fatto di sceglierla. Per di più un giornale si fa coi titoli, col loro corpo e il loro carattere, con l’impaginazione e il taglio dell’articolo, con la collocazione dell’articolo in una pagina piuttosto che nell’altra

Il giornalista non ha un dovere di obiettività, ma di testimonianza… Il che non è male, è umano e ragionevole: basta non nasconderlo al pubblico… Il compito del giornalista non è quello di convincere il lettore che egli sta dicendo la verità, bensì di avvertirlo che egli sta dicendo la ‘sua’ verità”.
(“L’illusione della verità”, 1969) Read the rest of this entry

Piccolo omaggio (contro l’ecolalia social)

Piccolo omaggio (contro l’ecolalia social)


"Eco e Narciso" (1903), di John William Waterhouse

“Eco e Narciso” (1903), di John William Waterhouse

Effetto Bowie, si sente l’Eco.
#apocalitticimaintegrati

Eco merita tutti i necro-elogi possibili.
Ma i Narciso social, parlando di lui, esaltano se stessi.
#‎ilnomedellaposa‬

Con undici suoi libri in casa non possiamo astenerci da un piccolo fototributo.
#tagliarelatestaaltomo

Libreria CAP

Libreria CAP

(*) “L’ecolalia è un disturbo del linguaggio che consiste nel ripetere involontariamente,
come un’eco, parole o frasi pronunciate da altre persone”

Stereotipario moderno: nuove frasi s-fatte

Stereotipario moderno: nuove frasi s-fatte


culicchiaGiuseppe Culicchia, con molta voglia di giocare e altrettanta di mettersi in gioco, ha dato forma a una sua personalissima versione del Dizionario dei luoghi comuni.

«Addominali – Ciò che conta in un uomo oltre alla carta di credito. Io che non ho mai badato a queste cose, un giorno ho scoperto che avrei dovuto averceli a tartaruga. Sono subito corso a specchiarmi, e ho constatato che invece ce li avevo a foca. Avete presente le foche? Ecco, io ne ho una che dorme beata lí dove dovrebbe esserci una tartaruga. Ora, quanto è tenera una foca addormentata? Perché svegliarla? E come dirle che dovrebbe sloggiare per far posto a una tartaruga?»

Ma quanto siamo stupidi? E soprattutto: come? Inutile girarci intorno: ogni volta che ci scappa una frase fatta, è l’ottusità del mondo che si sta impossessando di noi. Basta ascoltare le conversazioni sui tram, guardare i telegiornali, partecipare alle cene di sedicenti intellettuali. Oppure, semplicemente ascoltare ciò che ci esce di bocca. È questo che ha fatto Giuseppe Culicchia: con molta voglia di giocare e altrettanta di mettersi in gioco, ha dato forma a una sua personalissima versione del Dizionario dei luoghi comuni. Perché capita a ciascuno di noi, molte volte al giorno, di perdersi in un luogo comune. E questo libro ci farà ridere, prima di tutto di noi stessi. Mi sono perso in un luogo comune contiene frammenti di comicità pura, ma anche riflessioni piú malinconiche – sempre all’insegna dell’intelligenza. Un testo che si può leggere come si vuole: rispettando l’ordine alfabetico o aprendo le pagine a caso, divorandolo in una sola notte o a poche pillole al giorno. Comunque lo si affronti, ci si vedrà allo specchio, perché è un ritratto di tutti noi, sorpresi – nei nostri salotti reali o immaginari – a parlare senza pensare davvero, pronunciando frasi impronunciabili.

Il rasoio di Occam vs la schiuma da barbarie

Il rasoio di Occam vs la schiuma da barbarie


“Il pensiero critico è l’analisi e la valutazione di proposizioni di qualunque tipo,
al fine di verificarne la corrispondenza alla realtà. La facoltà della critica è generata dall’educazione e dall’allenamento. Si tratta di un abito mentale oltre che di una capacità. Essa è condizione prima dello sviluppo umano. È la nostra unica tutela contro l’illusione, l’inganno, la superstizione e la misconoscenza di noi stessi
e del mondo a noi circostante”
(William Graham Sumner)

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“Il pensiero critico è un tipo di pensiero caratterizzato dai processi mentali di discernimento, analisi, e valutazione. Comprende processi di riflessione su aree tangibili ed intangibili con l’intento di formare un giudizio solido che riconcilia l’evidenza empirica con il senso comune. Il pensiero critico trae informazioni dall’osservazione, l’esperienza, il ragionamento o la comunicazione. Il pensiero critico si fonda sul tentativo di andare al di là della parzialità del singolo soggetto: i suoi valori fondamentali sono la chiarezza, l’accuratezza, la precisione e l’evidenza… Una prospettiva molto utile nell’esercizio del pensiero critico è quella fornita dal rasoio di Occam. Il rasoio di Occam, detto anche “principio di economia”, afferma che non bisogna formulare più ipotesi di quelle strettamente necessarie. In altre parole, bisogna attenersi strettamente al modello “più semplice possibile”.

Caffè pomeridiano con portfolio, oggi, nel bar-salotto al 6° piano della Rinascente, di fianco al Duomo in centro a Milano

Caffè pomeridiano con libridini nel bar-salotto al 6° piano della Rinascente, c/o il Duomo di Milano