Monthly Archives: novembre 2015

30-4/30-11: 7 mesi fa usciva un’opera aperta
Sviluppo con progressione inedita del primo verso di una poesia di Tabula rosa, libro cult

30-4/30-11: 7 mesi fa usciva un’opera aperta
Sviluppo con progressione inedita del primo verso di una poesia di Tabula rosa, libro cult


violinorosa

I

Soffro d’assolitudine,
nell’Io mio virtuoso che a dosi
di note sordine s’è fatto
di sé nel suo formichiere:
m’offro al miglior offendente,
suono il perturbante più sturbo
di me nel dentro d’un tuorlo
d’un nuovo dio-uomo che sono
a metà o anche solo che scovo
nel solco del sogno diuturno
che sfoglio di voglia la sera
seduto vicino al mio posto.

II

Che pirla mi sento e m’apparto e mi parlo,
mi cito eccitato e s’arrapa la burla di senso
che scarto un po’ a caso via via dalle cose,
nell’urto di nomi che scanso o setaccio
o m’invento e in un urlo li vanto poi rido
e mi taccio - dal rosa già legno d’un trillo
conteso (Count Basie, il suo blu musichiere)
sino al frollo contesto d’un piano scordato
che lento ricorda chi c’era e richiama chi c’è
nelle pause labiali in cui scalzo mi caccio:
ed è sempre più bello rialzarsi col sole
e scoprirmi a sapere chi sono quand’ero.

gatti libri

Natale con i toy, con Pasquale quando vuoi
Segmenti di mercato, alle milf piacciono boy

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Segmenti di mercato, alle milf piacciono boy


spara

EVVIVA I MILLENNIAL, GIOVANI CRESCIUTI CON LE MAMME IN CARRIERA E IL PORNO ON LINE. ”VENTENNI CHE SANNO AMARE DONNE FORTI, FARE SESSO EGREGIAMENTE E ACCETTARE CHE UN NO E’ UN NO. IN PRATICA, I VENTENNI DI OGGI SONO IL MASSIMO DELLA LIBIDO FEMMINILE”. “I QUARANTENNI/CINQUANTENNI SONO SESSUALMENTE FRUSTRANTI. CAUTI, ADDIRITTURA SPAVENTATI, O, AL CONTRARIO, ESTREMI, E TUTTI HANNO PROBLEMI AD ACCETTARE UN RIFIUTO”. “UNA VOLTA TOLTI I VESTITI, NON ESISTONO PIÙ REGOLE PER LORO. UNA DONNA NUDA È UNA PUTTANA, UN PEZZO DI CARNE, O PEGGIO, UNA COSA TROPPO PREZIOSA PER ESSERE TOCCATA” (Titolone di Dagospia)

milfDopo 14 anni di monogamia e 10 di matrimonio, mi sono ritrovata madre e single a 30 anni inoltrati. Amici, siti di incontri e potenziali amanti mi chiedevano velocemente cosa stessi cercando e io non avevo risposte. Sapevo solo che non volevo saperne del mio ex marito.

CLASSICA BATTUTONA DA NERD

CLASSICA BATTUTONA DA NERD

Ho scoperto presto che c’erano un oceano di possibilità: relazioni senza impegno, divertimento con apertura verso l’impegno, diventare la fidanzata di una coppia sposata. Ho scelto la cosa più semplice, cioè cercare un uomo della mia città e della mia età, ma ho scoperto che i quasi quarantenni losangelini escono solo con le ventenni. Ho rivisto degli ex, incontrato potenziali partner on line e al bar, ma qualcosa non funzionava. Ero troppo vecchia? Non avevo abbastanza pratica? Oppure intimidivo, visto che tutti mi dicevano quanto fossi in gamba?… Read the rest of this entry

Da vizietto a ossessione: il caso Mondazzoli ridà fiato ai teorici della supposta (infilata da chi? e dove?) incompatibilità-superiorità antropologica tra moralisti sinistri in servizio permanente effettivo e impresa liberale (de-ideologizzata) con tanto di eredità affettiva paterna. Parla Marina B.

Da vizietto a ossessione: il caso Mondazzoli ridà fiato ai teorici della supposta (infilata da chi? e dove?) incompatibilità-superiorità antropologica tra moralisti sinistri in servizio permanente effettivo e impresa liberale (de-ideologizzata) con tanto di eredità affettiva paterna. Parla Marina B.


"Un malato d'eccezione: la sinistra italiana. Una malattia subdola: l'antipatia. Una cura possibile: prenderne coscienza e correre ai ripari. In questo libro si evidenzia come la sinistra sia antipatica non solo alla destra, ma anche ai non schierati, al vasto arcipelago degli elettori che non si sentono né di destra né di sinistra. Quattro sono le sue malattie: il linguaggio codificato (io sì che la so lunga), il politicamente corretto (tu non devi parlare come vuoi), gli schemi secondari (tu non puoi capire) e la supponenza morale (noi parliamo alla parte migliore del paese). Luca Ricolfi insegna Metodologia della ricerca psicosociale all'Università di Torino, dirige l'Osservatorio del Nord Ovest e una rivista di analisi elettorale"

“Un malato d’eccezione: la sinistra italiana. Una malattia subdola: l’antipatia. Una cura possibile: prenderne coscienza e correre ai ripari. In questo libro si evidenzia come la sinistra sia antipatica non solo alla destra, ma anche ai non schierati, al vasto arcipelago degli elettori che non si sentono né di destra né di sinistra. Quattro sono le sue malattie: il linguaggio codificato (io sì che la so lunga), il politicamente corretto (tu non devi parlare come vuoi), gli schemi secondari (tu non puoi capire) e la supponenza morale (noi parliamo alla parte migliore del paese). Luca Ricolfi insegna Metodologia della ricerca psicosociale all’Università di Torino, dirige l’Osservatorio del Nord Ovest e una rivista di analisi elettorale”

Dopo vent’anni di risse siamo ancora all’«incompatibilità antropologica»? Sì. Sarà per la crisi di astinenza degli antiberlusconiani (Renzi non dà le stesse soddisfazioni) o per i colpi di coda del Biscione. Ieri, con una lettera al Foglio, Marina Berlusconi ha ribaltato la tesi di chi, come Umberto Eco e Michele Serra, la dileggia come «incapace» di «capire» le ragioni per cui Elisabetta Sgarbi, con altri editor e scrittori, lascia la Bompiani mondadorizzata per fondare un nuovo marchio, La nave di Teseo.

«Capire la differenza tra un libro e un detersivo non è cosa poi così complicata, perfino io ci sono arrivata», scrive la presidente di Mondadori; Michele Serra su Repubblica ha scritto di lei come di una «manager capitombolata in mezzo ai libri, una materia che deve suonarle estranea come il sanscrito»: non capisce che «commerciare telenovelas e poi cultura» non è la stessa cosa» e a Serra fa «quasi tenerezza».

Marina però alla fine trasforma l’insulto in vanto. E rilancia: «Essere considerata incompatibile con chi mostra una tale arroganza e un tale disprezzo verso le opinioni e le posizioni altrui non mi dispiace affatto». Un colpo per i nostalgici del ventennio (anti)berlusconiano, orfani dello scontro antropologico tra chi avrebbe un complesso di inferiorità (la destra, ciò che ne resta) e chi un complesso di superiorità (la sinistra, o presunta tale).

Qui l’antropologia non è già lo studio umilissimo intorno all’essere umano, bensì una forma triste di un’ideologia senza idee, intrisa di odio, ancora presente. Una «mis-antropologia» che ha creato carriere di moralisti e libertini, e tanta confusione. Eco nel 2001 fece un appello morale agli elettori di centrosinistra per battere i «drogati delle telenovelas», che poi fecero vincere Berlusconi. Il quale, alla vigilia della sconfitta del 2006, pensava che solo pochi «coglioni» avrebbero votato Prodi. Quando la finiremo di confondere politica e antropologia? (Luca Mastrantonio, “Corriere sella Sera”)

-> Ma quanta acqua imbarca La Nave di TeseoRead the rest of this entry

Sì! Nel suo nuovo romanzo lo scrittore di bestseller Carrisi (anche lui, dopo big Eco in “Numero zero”) punta il dito – indice? medio? pollice verso? comunque è nella piaga – contro eccessi, storture e miserie del tristemente noto circo (equestre, mai equanime) mediatico-giudiziario. Due doverose letture pulp, per fermarsi a riflettere (senza cioè genuflettersi al brodo colato della stampa, a sua volta troppo spesso inginocchiata all’accusa e all’audience) e dire no!

Sì! Nel suo nuovo romanzo lo scrittore di bestseller Carrisi (anche lui, dopo big Eco in “Numero zero”) punta il dito – indice? medio? pollice verso? comunque è nella piaga – contro eccessi, storture e miserie del tristemente noto circo (equestre, mai equanime) mediatico-giudiziario. Due doverose letture pulp, per fermarsi a riflettere (senza cioè genuflettersi al brodo colato della stampa, a sua volta troppo spesso inginocchiata all’accusa e all’audience) e dire no!


«La giustizia non fa ascolti. La giustizia non interessa a nessuno. La gente vuole un mostro… E io le do quello che vuole». La ragazza nella nebbia ha il merito di raccontare il nostro tritacarne mediatico quasi quotidiano (specie tele-lesivo, ndr) attraverso una storia paradossale, come spesso devono essere le storie esemplari, che si legge di un fiato e lascia dietro di sé un retrogusto amaro (…) Carrisi descrive bene un sistema che ormai si morde la coda (…)”

"Non gli interessa nulla del dna, non sa che farsene dei rilevamenti della scientifica, però in una cosa è insuperabile: manovrare i media. Attirare le telecamere, conquistare le prime pagine. Ottenere sempre più fondi per l’indagine grazie all’attenzione e alle pressioni del «pubblico a casa». Santificare la vittima e, alla fine, scovare il mostro e sbatterlo in galera. Questo è il suo gioco, e questa è la sua «firma». Perché ci vuole uno come lui, privo di scrupoli, sicuro dei propri metodi, per far sì che un crimine riceva ciò che realmente gli spetta: non tanto una soluzione, quanto un’audience"

USCITO LUNEDI’ 23 NOVEMBRE. “Non gli interessa nulla del dna, non sa che farsene dei rilevamenti della scientifica, però in una cosa è insuperabile: manovrare i media. Attirare le telecamere, conquistare le prime pagine. Ottenere sempre più fondi per l’indagine grazie all’attenzione e alle pressioni del «pubblico a casa». Santificare la vittima e, alla fine, scovare il mostro e sbatterlo in galera. Questo è il suo gioco, e questa è la sua «firma». Perché ci vuole uno come lui, privo di scrupoli, sicuro dei propri metodi, per far sì che un crimine riceva ciò che realmente gli spetta: non tanto una soluzione, quanto un’audience”

“A cercarla arriva uno di quelli che vengono sempre chiamati superpoliziotti, carico di medaglie e reduce da un brutto scivolone professionale: le prove falsificate sul conto di un presunto colpevole accusato di lasciare tubi esplosivi nei supermercati. E poi ci siamo noi, i veri protagonisti. Nel senso dei media (…)

Carrisi ha deciso di sporcarsi le mani infilandole nel cesto della cronaca nera italiana, e la precisazione geografica purtroppo si rende necessaria, perché il nostro modo di raccontare i fatti violenti e morbosi ormai è diventato davvero unico, e sappiamo tutti che non è ragione di vanto, anzi (…)

"Una redazione raccogliticcia che prepara un quotidiano destinato, più che all'informazione, al ricatto, alla macchina del fango, a bassi servizi per il suo editore... Un perfetto manuale per il cattivo giornalismo che il lettore via via non sa se inventato o semplicemente ripreso dal vivo (...)". Un giornale che parla del domani, del giorno dopo la pubblicazione, che quindi ipotizza, suggerisce, allude a fatti che non sono ancora successi ma che potrebbero succedere e coinvolgere personaggi illustri. Uno strumento molto potente, insomma, in grado di condizionare e indirizzare il comportamento di molte persone. Su questo nuovo mestiere di giornalista, che deve saper prevedere e suscitare reazioni, creare notizie dal nulla e affossare verità conclamate, il direttore basa le sue quotidiane lezioni durante le riunioni di redazione, offrendo a tutti i suoi giovani collaboratori le “armi” del mestiere.

USCITO I PRIMI DI GENNAIO DI QUEST’ANNO. “Una redazione raccogliticcia che prepara un quotidiano destinato, più che all’informazione, al ricatto, alla macchina del fango, a bassi servizi per il suo editore… Un perfetto manuale per il cattivo giornalismo che il lettore via via non sa se inventato o semplicemente ripreso dal vivo (…)”. Un giornale che parla del domani, del giorno dopo la pubblicazione, che quindi ipotizza, suggerisce, allude a fatti che non sono ancora successi ma che potrebbero succedere e coinvolgere personaggi illustri. Uno strumento molto potente, insomma, in grado di condizionare e indirizzare il comportamento di molte persone. Su questo nuovo mestiere di giornalista, che deve saper prevedere e suscitare reazioni, creare notizie dal nulla e affossare verità conclamate, il direttore basa le sue quotidiane lezioni durante le riunioni di redazione, offrendo a tutti i suoi giovani collaboratori le “armi” del mestiere.

Quel che davvero interessa a Carrisi è il racconto della nostra anomalia… Il superpoliziotto è un tipo esperto, ha annusato gli ingredienti giusti per uscire dall’anonimato e dall’indifferenza ai quali vengono consegnate tante vicende simili. Lui sa come fare. Perché ormai conosce bene gli ingranaggi del meccanismo che porta un crimine a diventare mediatico, aggettivo che è come una manna per tutti, i media ma anche quello speciale indotto di poliziotti, esperti o presunti tali (…)

Lui orchestrerà questo coro con cinismo, dividendo il pane delle notizie, vere o false che siano non importa, ci si accontenta del verosimile, le esigenze sono altre (…)

ALTRO ROMANZO APPENA USCITO. "Quindici gustosi quadretti in cui si racconta il mestiere del giornalismo prima dell’avvento del computer. Storie al Chianti servite al sangue, carne di taccuino. Storie di sottane, soffiate, notti in bianco e strade consumate. Di macchine da scrivere, fiuto da detective, rotative voraci e dettagli in cronaca.  Quando in redazione si respirava fumo di sigarette e arrosto di scoop (tra gli scherzi dei colleghi e un soprannome che è per sempre) e le dita dei redattori si sporcavano d’inchiostro. L’epoca mitica - epopea gloriosa - in cui il cronista era dentro la notizia, e a volte la creava. Racconti in agrodolce: squarci di cinica purezza, nel circo dell’umano. Brevi di cronaca nera".

ALTRO LIBRO DI RACCONTI APPENA USCITO (Stampeditore). “Quindici gustosi quadretti in cui si racconta il mestiere del giornalismo prima dell’avvento del computer. Storie al Chianti servite al sangue, carne di taccuino. Storie di sottane, soffiate, notti in bianco e strade consumate. Di macchine da scrivere, fiuto da detective, rotative voraci e dettagli in cronaca.
Quando in redazione si respirava fumo di sigarette e arrosto di scoop (tra gli scherzi dei colleghi e un soprannome che è per sempre) e le dita dei redattori si sporcavano d’inchiostro. L’epoca mitica – epopea gloriosa – in cui il cronista era dentro la notizia, e a volte la creava.
Racconti in agrodolce, squarci di cinica purezza nel circo dell’umano”.

Certo, il superpoliziotto che neppure cerca la ragazza perduta nella nebbia ma si dedica con mezzi ignobili alla costruzione di una storia a misura dei media, è una figura abnorme. Ma quale cronista non si è mai imbattuto in un funzionario o in un maresciallo che davano la notizia con il titolo già confezionato, fatto apposta per ingolosire? Diciamoci la verità, i tempi della grande cronaca nera raccontata da Dino Buzzati e da altri giganti come lui, quando i delitti erano lo specchio nel quale una società guardava se stessa, un modo per raccontarla, sono finiti.

E forse non solo per l’estinzione dei maestri. In Italia ormai i media sono parte essenziale della cronaca nera, del delitto che raccontano. Sono un attore protagonista che spesso influenza gli altri soggetti, crea e disfa seguendo l’unica stella cometa dell’emozione, del dettaglio che possa dividere, innocentisti da una parte, colpevolisti dall’altra, le opposte fazioni come garanzia di audience e sopravvivenza pubblica (…)

L’unica persona che si salva in questo sfacelo morale è l’anziana ex direttrice del giornale locale, omaggio alla cara vecchia carta stampata, al mestiere fatto in un certo modo, rispettando le persone e i fatti. È quasi una scelta di campo, comunque un giudizio sulle diverse responsabilità di ognuno. In un angolo, messa da parte, c’è sempre la vittima, entità astratta, semplice casella di partenza della giostra, subito dimenticata e spesso oltraggiata (…)”.

(Marco Imarisio, “La Lettura”, area cultura
del Corriere della Sera, 22 novembre)

Al cinema per una lunga storia di successi
Robbi Caroli ha festeggiato i primi 20 anni di Ceramicanda lunedì all’Emiro di Rubiera

Gran aperiparty e super allestimento con attrazioni visive, gustative e sonore (anche tattili e olfattive), quindi tanta ed elegante bella gente e, come ciliegina e/o mattonella sulla torta, la proiezione in privato di 007

-> 1999: noi tra le prime firme del magazine

E in aprile celebreremo il 20° anniversario del primo numero dell’Occhio (1996-2016)

Al cinema per una lunga storia di successi
Robbi Caroli ha festeggiato i primi 20 anni di Ceramicanda lunedì all’Emiro di Rubiera

Gran aperiparty e super allestimento con attrazioni visive, gustative e sonore (anche tattili e olfattive), quindi tanta ed elegante bella gente e, come ciliegina e/o mattonella sulla torta, la proiezione in privato di 007

-> 1999: noi tra le prime firme del magazine

E in aprile celebreremo il 20° anniversario del primo numero dell’Occhio (1996-2016)


"Nixon" con gli amici della vecchia guardia scandianese

“Nixon” (1° da destra) con amici della vecchia guardia scandianese. Mega-festa, lunedì, al cinema multisala di Rubiera, per celebrare i primi 20 anni di Ceramicanda, network editoriale dedicato al mondo della piastrella con sede a Veggia di Casalgrande. In coda all’evento, proiezione gratuita di “Spectre”, il nuovo film con Bond

Il taxi londinese old style di Ceramicanda e le tre hostess addette a regali e cappotti

Il taxi londinese old style di Ceramicanda e le tre hostess addette a omaggi e cappotti. Centinaia gli invitati

Il carretto del gelato firmato Sweet Cream di Scandiano

Il carretto del gelato di Sweet Cream di Scandiano. Poi si è cucinato pesce, tostato tigelle e servito ottimi vini

Roberto intervistato dal suo braccio d'estro Daniela e il banqueting con lasagnee

Roberto intervistato dal suo braccio d’estro, l’ottima Daniela. Quindi l’angolo della tavola calda con lasagne e risotto very cool. Nel corso della festa, poi, è stato proiettato su maxi-schermo un docu-film di 80 minuti sulla storia personale e professionale del patron della tv della piastrella. Per il compleanno, inoltre, sono state stampate edizioni speciali sia del giornale “Dstretto” sia della rivista patinata. In regalo a tutti gli intervenuti, infine, è stata consegnato un cd del direttore d’orchestra Comini, che si è esibito dal vivo con la sua big band

Va bene l’euristica (metodo trial and error, fast and frugal: da non confondere con l’eristica, cioè l’arte di battagliare con le parole), ma occhio ai bias cognitivi (fallacie, pregiudizi, semplificazioni… e pure sapere nostalgico etc). La difficile arte della scelta, tra saggezza atavica e rischi assoluti, ovvero: il crepuscolo dell’intellettuale (aura sacrale bye bye: salutam’a soreta!) ben spiegato da Kahneman e Gigerenzer - ma for dummies

Va bene l’euristica (metodo trial and error, fast and frugal: da non confondere con l’eristica, cioè l’arte di battagliare con le parole), ma occhio ai bias cognitivi (fallacie, pregiudizi, semplificazioni… e pure sapere nostalgico etc). La difficile arte della scelta, tra saggezza atavica e rischi assoluti, ovvero: il crepuscolo dell’intellettuale (aura sacrale bye bye: salutam’a soreta!) ben spiegato da Kahneman e Gigerenzer - ma for dummies


sasha okLa cultura non è uno strumento da usare contro gli altri, ma contro se stessi. Scegliere significa imparare a capire cosa danneggia le nostre scelte: una diversa forma di eleganza

Mio nonno contadino aveva la quinta elementare e un solo vestito elegante. Una volta lo indossò per un matrimonio e il suo cane non lo riconobbe: lo aggredì. Negli ultimi anni della sua vita – siamo negli anni Settanta – quando venivano in paese i tecnici agrari per illustrare le novità nel settore, mio nonno si metteva il vestito buono. La cultura sembrava, allora, avere un alone sacrale. Chissà se questo alone non abbia poi contribuito a formare un’immagine dell’intellettuale, un sacerdote laico che riceve i contadini vestiti a festa e attraverso l’autorevolezza della parola insegna loro a vivere.

CIAO, DARWIN!

CIAO, DARWIN!

Forse sì, forse, appunto, è quello che chiediamo a un intellettuale, tuttavia non ci siamo mai fatti un paio di domande infami: chi garantisce l’autorevolezza dell’intellettuale? Il solo fruitore vestito a festa? E poi ormai abbiamo studiato e quel senso di distanza sacrale – che mio nonno provava – è venuto meno, e insomma ognuno di noi, a suo modo, è un intellettuale, in specie quando partecipa al dibattito pubblico. Come facciamo a essere sicuri dell’autorevolezza delle nostre stesse idee? La questione potrebbe essere posta in questo modo: l’intellettuale è un misuratore, concetto che a prima vista sembra poco nobile – roba da semplici geometri con carta millimetrata – e invece ha un lignaggio antico, si può far risalire a Platone e Socrate con la proposta di un téchne deliberativa.

Esempio di bias cognitivo

Esempio di bias cognitivo

Ma anche questo non basta, voglio dire, non è facile prendere le misure, cioè, che strumenti si usano? Sono ben tarati? Non è un problema da poco, siamo in democrazia, buona conoscenza produce un buon ceto politico che a sua volta farà buone leggi. Forse prima di misurare sarebbe il caso di analizzare il nostro organo primario, il cervello. Ecco, appunto, come lavora?

Ci sono due libri che offrono un contributo molto interessante alla suddetta questione: Daniel Kahneman, “Pensieri lenti e veloci” (Mondadori) e Gerd Gigerenzer, “Imparare a rischiare (come prendere decisioni giuste)” (Raffaello Cortina)… Read the rest of this entry

Sinottici, apocrifi e gnostici, rotoloni di Qumran e dieci piani apostolici di morbidezza esegetica, poi libri d’ipotesi, inchieste e indagini, persino film
La sai l’ultima? “Gesù sposò Maddalena”
No, non è Dan Brown, ma un codice in siriaco su pergamena del 570 d.C. (amen)

Sinottici, apocrifi e gnostici, rotoloni di Qumran e dieci piani apostolici di morbidezza esegetica, poi libri d’ipotesi, inchieste e indagini, persino film
La sai l’ultima? “Gesù sposò Maddalena”
No, non è Dan Brown, ma un codice in siriaco su pergamena del 570 d.C. (amen)


ipotesi su gesùinchiesta su gesùUn libro scritto nel 570 e ora custodito alla British Library racconta una storia diversa da quella dei quattro Vangeli canonici

Un altro tassello fortifica la ancora traballante tesi che Maria Maddalena fosse la moglie di Gesù e la madre dei suoi figli. Un libro scritto nel 570 in siriaco su pergamena, e ora custodito alla British Library, racconta una storia diversa da quella dei quattro Vangeli canonici, molto più vicina – come si è affrettata a ironizzare la Chiesa d’Inghilterra – al Codice da Vinci di Dan Brown. Ma il numero di antichi documenti che conferma questa tesi continua a crescere, e decine di seri studiosi vi si stanno dedicando senza pregiudizi.

indagine su gesùindagine sopraIl libro proviene da un monastero egizio ed era stato acquistato nel 1847 dal British Museum. Probabilmente si tratta di una traduzione dall’aramaico di un testo più antico. Redatto in 29 capitoli, racconta la storia di Joseph, un giovane molto noto all’epoca, conosciuto dall’imperatore Tiberio e dal faraone d’Egitto (forse Natakamani), che lo considerava figlio di Dio… Read the rest of this entry