Da genio schivo a mito invisibile ma vivido
Quando Lucio disse addio a foto e interviste

Da genio schivo a mito invisibile ma vivido
Quando Lucio disse addio a foto e interviste


Le due foto sono tratte dal libro "Battisti talk" (Coniglio editore, 2009), da noi acquistato proprio il 18 maggio dello stesso anno a Napoli

Le due foto di questo post sono tratte dal libro “Battisti talk” (Coniglio editore, 2009, da noi acquistato proprio il 18 maggio dello stesso anno a Napoli). Scattate il 18 maggio 1979 a Zurigo. Fieschi è il giovane intervistatore

Lucio Battisti (omonimo di Dalla e nato il giorno dopo, stesso anno: 1943) si esibisce l’ultima volta in Italia, per la radio, il 12 dicembre 1972 (registrazione poi mandata in onda il giorno di Natale).

L’ultima intervista in Italia la rilascia il 3 dicembre 1978 (per TV Sorrisi e Canzoni) e l’ultima in assoluto, il 18 maggio 1979, la rilascia a un’emittente Svizzera (Rete 1 della Radio Svizzera Italiana).

L’ultima sua foto autorizzata è datata 1979, mentre l’ultima foto ufficiale è quella contenuta in “E già” (1982, primo album senza Mogol): di spalle, di fronte a uno specchio, in una spiaggia deserta.

L’ultima volta che appare sulla copertina di un suo disco è in occasione dell’uscita di “Una donna per amico”, anno 1978, il suo album più venduto.

battistiL’ultimo album con Mogol, a rottura già avvenuta ma formalmente non ancora consumata, esce nel 1980. Battisti abbandona la scena, si può dire, al massimo della gloria. Da sempre o quasi detesta giornali e televisione. Ma la sua attività musicale continua: appartata, in silenzio.

Dal 1986, anno di uscita del primo dei cinque album “bianchi” con i testi di Panella, scompare anche nelle note dei dischi, che tra l’altro da lì in avanti usciranno senza alcun annuncio o promozione. Unica testimonianza del suo genio sempre in evoluzione (melodie e sonorità a parte, molto avanti e sperimentali per l’epoca) saranno i criptici disegni sulle copertine vuote: sempre più scarni, con pochi tratti.

L’ultimo album, “Hegel”, uscito il 29 settembre 1994 (stessa data del titolo della famosa canzone, da lui incisa nel 1969, 25 anni prima, e portata al successo nel 1967 dall’Equipe 84), ha in copertina solo una “E” maiuscola.

Il 9 settembre del 1998 lascia questa terra, a soli 55 anni. Oggi ne avrebbe 72.

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