Monthly Archives: agosto 2015

Esclusivo! FestaReggio, profughi e dintorni: la fronda interna Pd inforna un novissimo documento anti-Renzi. Nostalgia giaguara

Esclusivo! FestaReggio, profughi e dintorni: la fronda interna Pd inforna un novissimo documento anti-Renzi. Nostalgia giaguara


In anteprima, il sugoso e simpatico documento anti-Renzi vergato dalla malmostosa e gufesca minoranza interna. Il “samizdat” sarà fatto girare a fuoco lento (forno a legna) tra i tavoli della festa Pd al campovolo. Eccolo…

pizza ottavia

MENU A’ LA CARTE (CONSTITUTIONNELLE)

1) Ottavia doppia mozzarella, già Margherita

2) Ottavia Bella Napolitano con cavolini di Bruxelles
a merenda

3) Ottavia ben cotta… con capperi di Boretto

4) Ottavia capricciosa con i gufi (tutta “indivia” la loro
- cioè scarola)

5) Ottavia quattro stagioni ma della prima ora

6) Ottavia al samarottino piccante

7) Ottavia “o mangi questa minestra o sennò non diventi ministra”

8) Ottavia con Fornero a legna per esodati alla Civati

9) Ottavia che “fa calzoni / dai risvolti umani” (Panella-Battisti)

10) Ottavia per politiche da asporto – e poi presenta il conto

11) Ottavia col grembiulino alla marinara che più bianco non si può

12) Ottavia che serve ai tavoli programmatici

13) Ottavia pomodorina e prezzemolina

14) Ottavia ai frutti di Boschi

15) Ottavia alla Leopolda con impasto integrale

16) Ottavia prosciutto e fanghi (mediatici)

17) Ottavia mare-e-Monti

18) Ottavia tirata con sovrapprezzo (paga Tutino)

19) Ottavia al tonno così tenero che si taglia con un Fassino (Delrio Mare)

20) Ottavia ai funghi soncini

pesce

Scandiano, l’Inferno di Ganassi in Rocca

Scandiano, l’Inferno di Ganassi in Rocca


rocca

Un fiore spezzato
è un foglio strappato
e vendetta sarà:
me l’imparo a memoria
tra l’odore dei vini
nei bicchieri a metà.

Come quando una madre
sopravvive a se stessa
sulla bara d’ucciso dell’unico figlio av-vinto:
l’amore è la faccia, punto,
e la pancia del giusto chiede lance
appuntite, bilance che abbian bracci che si perdano in abbracci.

L’onore è l’ònoma della vita
e romantica non è
(negromantica nemmeno)
la semantica divina
nel decider se recider
solo il gambo con le spine o l’intero suo sistema.

Se concederci il respiro
giusto il tempo d’un saluto – quando abracadabra accadrà:
siamo appesi e siamo rose,
quattro petali di senso
(la vendemmia segue il filo d’ogni fio)
lungo i grappoli a settembre.

Mentre l’erba si fa fascio
d’un destino che si disfa nello sfalcio
d’un discorso ormai arreso all’evidenza,
col presente che pressante ridiventa
tutto diaspore tra amici
e d’intorno spore a lutto.

Tutto scorre ma tutto torna. Il senso è il ritorno (Ulisse vs Eraclito, Nietzsche la sintesi)

Tutto scorre ma tutto torna. Il senso è il ritorno (Ulisse vs Eraclito, Nietzsche la sintesi)


son_de_mar_poster“Porta sempre Itaca nella tua mente,
ma non affrettare mai il ritorno”
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L’EROTICO E’ UROBORO
“Sul profondo e calmo mare incombono due serpenti con immense volute.
I petti irti tra i flutti e le creste sanguigne sovrastano le onde.
Mentre il resto del loro colpo si snoda a fior d’acqua, uno di essi ora mi avvinghia la vita due volte e mi opprime col doppio nodo del suo amore e io mi sforzo di svellere il suo nodo” (dal film “Son de mar”, 2001)

I fiori del mare, i frutti del cielo
Nei flutti del cuore, deriva di naufrago

I fiori del mare, i frutti del cielo
Nei flutti del cuore, deriva di naufrago


[“Per me scrivere è tirare fuori la morte dal taschino, scagliarla contro il muro e riprenderla al volo”]
(C. Bukowski)

Riccione, 23 agosto 2015

Riccione, 23 agosto 2015

“Non si raggiunge l’illuminazione immaginando figure di luce,
ma portando alla coscienza l’oscurità interiore.
Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia” (Jung)

L’ultimo Casanova, da purosangue a ronzino

L’ultimo Casanova, da purosangue a ronzino


"Visage du Grand Masturbateur" (1929), Salvador Dalì

“Visage du Grand Masturbateur” (1929), Salvador Dalì. Sotto, un’altra opera del celebre artista

"Jeune vierge autosodomisée par les cornes de sa propre chasteté" (1954), Salvador Dalì

“Jeune vierge autosodomisée par les cornes de sa propre chasteté” (1954)

“Sono come un cavallo di razza che la sfortuna ha fuorviato tra gli asini ed è costretto a soffrirne le scalciate, perché ha avuto la necessità di sfamarsi alla stessa mangiatoia”
(Giacomo Casanova in Boemia, rifugiatosi nell’attività letteraria
e ormai dedito solo alle sue memorie)

***

Giacomo Casanova nella sua vita è stato un diplomatico, scrittore, avventuriero, filosofo, cabalista, giocatore, violinista, frequentatore del bel mondo e ospite delle più importanti corti, studioso, agente segreto, quasi abate e quasi avvocato che ha vissuto da protagonista il Settecento veneziano ed europeo. Eppure è solitamente considerato solo come il seduttore per antonomasia, il libertino incorreggibile e senza remore. Ma una nuova versione della sua famosa autobiografia, Histoire de ma vie (Storia della mia vita),  Read the rest of this entry

Il genetliaco

Il genetliaco


compleCompleanno perché io sono, compleanno perché sono io

“Ad ogni mio compleanno ripenso a come ho speso il mio tempo, a ciò che ho realizzato, a quali rimpianti ho, a come ho cercato di rendere il mondo un posto migliore, a cosa ho fatto della mia vita durante i 365 giorni trascorsi. Poi dico a me stesso: ‘Cazzo, mi sarebbe piaciuto scopare più spesso'” (R. M. Weiner)

RECENTI FESTEGGIAMENTI

2008 – Mega-cena di compleanno al Paprika a Reggio E.

2009 – Giornata a Ligonchio con cena e pernottamento a Casalino

2010 – Cenetta solitaria al ristorante Della Torre a San Polo, raggiunto in scooter

2011 – Mega-cena di compleanno con grigliata in collina a Regnano a casa di Daniela

2012 – Mega-cena di compleanno all’aperto in collina a San Romano a casa di Cristina

2013 – Cenetta solitaria al ristorante Circus a Casalgrande, raggiunto in auto

2014 – Cena con una dozzina di eroi a base di gnocco e pasta alla Lokanda di Rivalta

2015 – Cenetta tra indigeni (9 persone) a base di pizza a casa mia a Salvaterra

Tutti poeti? “Deriva populista sulla poesia”

Tutti poeti? “Deriva populista sulla poesia”


DAL COCORICO' AL COCOMERO'

TENDENZE. DAL COCORICO’ AL COCOMERO’

DIBATTITI & PROVOCAZIONI
“La poesia è viva, evviva la poesia”. Così domenica scorsa sulla Lettura del Corriere della sera suonava il festoso grido domenicale con cui è stato titolato un lungo articolo di Paolo di Stefano. Il rasserenante messaggio (palline di zucchero lanciate al popolo dei poeti) era specificato nei sottotitoli: il numero e la qualità degli autori contraddicono i catastrofisti, ci sono “editori eroici, gli spazi sono salvi, i versi trovano lettori, ma s’è perso il dialogo tra le generazioni di scrittori”… Read the rest of this entry

Blitz ferragostano. Ode a Matteo (tìn bòta!)

Blitz ferragostano. Ode a Matteo (tìn bòta!)


torta

PornHub di là e il RenzLab di qua,

il Reggiano da tavola e il fiorentino da favola,

consorzi e consorterie o amori a prima svista,

Grana Padano e grane padane coi recalcitranti trinariciuti sinistrati,

i filmazzi hot sul mercato Usa e i codazzi spot del tipo “osa-e-getta”,

le correnti e gli accorrenti, gli adoranti balbuzienti e tutti i lai dei giornalai,

l’ottimismo della volontà e il pessimismo della ragione,

l’estate del nostro scontento perché “spesso il male di vivere ho incontrato”

dice il popolo iscritto (già orfano di Bersani, D’Alema, Fassina, Letta, Civati)

che un bel dì si ritrovò Orfini o la Serracchiani a spasso con Verdini,

i selfie e le self-fulfilling prophecies delle cassandre rottamate,

il marketing e il parketing sul Secchiang con vista su Rignano,

i volontari spintanei e i figuranti subitanei,

il Corpo del Capo e punto e a capo,

i prezzemolini e i pomodorini con miagolii e scodinzolii,

cioè i morti di fama e la “hall of fame”,

comunque sempre meglio di quei fenomeni di criticoni e dei malmostosi sempre,

con la puzzetta sotto il naso e la bocca a culo di gallina,

o degli haters da social in servizio permamente afflittivo per via d’un decifit affettivo,

per non dire dei radical-chic e dei ridicol-choc del Vietnam parlamentare,

che gli incassi saranno piovosi ma i gufi sono bell’e che smentiti

e finalmente il Pd passa il Rubicone e quel fiume in pena detto “il Rosicone”

(a Cesare quel che è di Cesare, e balcanizzazione o no, guai a fare prigionieri),

quindi “vieni avanti, pretino!” sul tema-anatema dell’immigrazione

e soprattutto lo scatto di reni del “non siamo i passacarte delle procure”

(da scolpire nella Storia, altro che boria!), cioè #lasvoltabuona e #falacosagiusta,

ed era ora, quindi tìn bòta e una botta e via,

come due anni or sono quasi un secolo fa:

una gran stretta di mano a quest’Italietta che ha fretta

di cambiare – ma non per non cambiare mai, bensì per non sbagliare più,

evvai!, se ci sei e lo fai davvero tutti grideranno all right!, e lo sai, sennò bye bye:

per il resto, largo ai giovani che ridono e che ogni giorno a Villalunga si fanno il culto

della Boschi, echissenefrega se piove a Ferragosto oh nostro amato governo glabro!