Monthly Archives: luglio 2015

Fenomenologia del cialtrone diffuso

Fenomenologia del cialtrone diffuso


COPERTINA BAUMAN DEFINITIVO Il cialtrone è dappertutto: è il nostro compagno di scrivania, il nostro capo, quella nonna che al mare da bambini ci faceva fare il bagno almeno tre ore dopo pranzo, quando ormai era ora di fare merenda. E’ l’ospite fisso alle trasmissioni televisive, il vicino di ombrellone che passa la giornata a raccontare barzellette ad alta voce, si crede il clone di Fiorello e per questo si sente in dovere di intrattenere gli altri con gag di dubbio gusto e se per caso vi sente parlare di qualcosa (qualsiasi cosa) interviene raccontando un aneddoto personale proprio su quel tema. Il cialtrone lo incontri alle feste, lo vedi veleggiare da un capannello di persone all’altro a dire la sua su qualsiasi argomento. Conosce tutto ma non sa niente, vive di luoghi comuni (“Il tango è la danza più sensuale”), egoistiche ripicche (annuncia che a Natale non farà regali a nessuno e poi si offende se non ne riceve), è generalmente codardo (dice cattiverie tremende seguite da “Scherzo!”), banale e privo di autoironia.

Questo libro è un’illuminazione: Andrea Ballarini mette a nudo il cialtrone con bella e ironica scrittura, lo analizza senza pietà facendocelo riconoscere nel nostro vicino di casa, nel copywriter che si crede geniale, nell’amico che è convinto di essere uno scrittore perché al liceo prendeva 8 al tema, nel laureando in Scienze della comunicazione o in Interior design, in quell’attore (il più delle volte italiano) che piace tanto. Per evitarlo dobbiamo conoscerlo, però, anche se fino alla fine dei nostri giorni non potremo mai considerarci immuni: come spiega Ballarini, “la cialtroneria non si crea né si distrugge, si può solo distribuire”. Un consiglio: non fate l’esilarante test a punti alla fine del libro. Potreste scoprire che cialtroni non sono soltanto gli altri… Read the rest of this entry

Quella sete di Lete (bozza incipit poesia inedita)

Quella sete di Lete (bozza incipit poesia inedita)


Non c'è peggior tordo di chi non vuol zirlare

Non c’è peggior tordo di chi non vuol zirlare

Lete-rnità è un come che scordiamo,

il dove ci perdiamo mentre ci spostiamo,

un nome proprio (proprio quello)

che ci smuove quando nulla scorre

e tutto passa invano – noi che almeno

ci proviamo a dirci l’uno all’altro

quel che ancora non troviamo

o che scorgiamo di nascosto

dall’avorio della torre…

Secondo appuntamento con gli autori del ciclo “Catòmes Pòet”

Secondo appuntamento con gli autori del ciclo “Catòmes Pòet”


Il poeta televisionario Gianpar (nella foto mentre promuove il romanzo "L'ultimo cuba libre", 2006) non esclude che alla serata possa partecipare anche lo scrittore reggiano Pier Francesco Grasselli. Atteso per domani anche don Ranza

Il poeta televisionario Gianpar (nella foto mentre promuove il romanzo “L’ultimo cuba libre”, 2006) non esclude che alla serata di domani possa partecipare anche lo scrittore reggiano Pier Francesco Grasselli

Secondo appuntamento domani, giovedì 30 luglio dalle 21.00, al circolo Catòmes Tòt di via Panciroli in piazzale Fiume a Reggio, della rassegna letteraria Catòmes Pòet che nell’occasione diventa Catòmes History, ovvero quando il romanzo storico parla reggiano. Dopo la prima serata, ad alto tasso poetico e in attesa del gran finale, sempre in versi, questa volta tocca prevalentemente alla prosa.

Va in scena infatti il Futuro Storico (due romanzieri in levare), ormai a 500 anni dalla prima edizione de L’Orlando Furioso. Carlo Baja Guarienti condurrà la ballata ariostesca presentando i romanzi di Alessandro Di Nuzzo “La stanza del principe” (Wingsbert House) e di Elisa Guidelli “Il romanzo di Matilda” (Meridiano Zero).

Un filo rosso lega le coincidenze temporali di questi giorni e l’edizione di questi libri; oltre all’imminenza della prima edizione de L’Orlando come dicevamo, nei giorni scorsi è stato celebrato il 900° anniversario della morte della Grancontessa. Ma non sarà una serata tutta o solo rivolta al passato, sarà anche l’occasione per fare il punto della scrittura colta dalle nostre parti. Ingresso libero.

“Vattene amore” e “Canzoni”. By Panella

“Vattene amore” e “Canzoni”. By Panella


ondaDue dei pezzi più riusciti della musica leggera italiana di sempre. Melodia, armonia e arrangiamento irresistibili, basta ascoltarli. E con lo zampino – pure questo si sente – del sommo Pasquale Panella, autore dei testi. Panella, paroliere del “periodo bianco” di Lucio Battisti (5 album, ’86-’94), firmò anche “Canzoni”, brano col quale Mietta, nell’89, vinse il Festival di Sanremo a soli 19 anni.

CANZONI (1989) di Minghi-Panella-Augusto Martelli (Clicca e ascolta)

L’attacco è un capolavoro: “Quello che sta succedendo sarà forse sì musicale, ma si tratta di noi. Ti ricordi di noi? Non sono cose che puoi dirle in musica e farne via via melodia. E allora Tara Tara Tara Tatta Tatta Tatta. Ti ripeto Tara Tatta Tatta che si tratta di noi. Quello che capita nelle canzoni non può succedere in nessun posto del mondo”.

- VATTENE AMORE (1990) di Minghi-Panella (Clicca e ascolta)

“Perderemo il sonno. Credi di no? I treni e qualche ombrello; pure il giornale leggeremo male: caro vedrai, ci chiederemo come mai, il mondo sa tutto di noi” (…) “E il tuo nome sarà il nome di ogni città, di un gattino annaffiato che miagolerà (nella strofa dopo diventa “di un gattone arruffato che mi graffierà”, ndr); il tuo nome sarà su un cartellone che fa (enjambement ritmico-metrico, ndr) della pubblicità, sulla strada per me e io col naso in su, la testa ci sbatterò”. Stupendo!

E continuavano a chiamarlo Sua Tronità…

E continuavano a chiamarlo Sua Tronità…


W LA FRIGA!

CON QUESTO CALDO: W LA FRIGA!

Rassegna di scritture “Catòmes Pòet – Contro il cinguettìo della vita moderna” (prima edizione, c/o centro socio-culturale “Catòmes Tot”, a Reggio E., con 10 autori in dialogo tra loro): giovedì 6 agosto, ore 21.15, performance teatral-letteraria di C.A.P.

ELUCUBRATIO PRAECOX (mini-biobibliografia)

C.A.P., nato postumo da genitivi inattuali), tre aure sonoris causa in teratologia, tanatoprassi  e tassidermia, è considerato “il maggior poeta morente” oggi in Italia.

Grammaturgo “notturbino” e internettuale cartivoro, tra le altre e tante e inutili cose ha pubblicato due raccolte giovanili (simil-Ortis nel 1998 e simil-Werther nel 2001) e soprattutto, di recente, il logocentrico “Tabula rosa” (thedotcompany 2015), hypomnemata meditato in montagna e definito dalla critica “un classico della letter-altura contemplo-ranea” (in autunno, per Adelchi, uscirà “Fabula rasa”, lato B di cotanta pietra biliare).

Per fine anno, poi, ha in preparazione il mini-saggio “Ossi di Sé” (omaggio a Montale nel 90° della celebre raccolta seppiata) e, per il 17/8/2021 a.C. (il genetliaco!), stavolta per Mondazzoli (collana Edipo RE, dove “RE” sta per Reggio Emilia), il volitivo e voluminoso “Tir-esia”, sua prima camionbiografia non autorizzata (sotto forma di centone cinquanthology dedicato al bibliofilo Borges e al bibliotecario Jorge da Burgos), tradotta anche in lingua cieca.

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ALTRE FREDDURE ESTIVE

1) La vita è un grande gioco dell’ocra, dove tutti passano col giallo.

2) Se la Merkel è Cancelliera, perché non cancella il debito greco?

3) Avere molti “fallower” = Avere tanti seguaci del cazzo sui social.

Superjazz: Marcotulli, Erskine e Danielsson in concerto a Campagnola lunedì (trio MED)

Superjazz: Marcotulli, Erskine e Danielsson in concerto a Campagnola lunedì (trio MED)


Campagnola Emilia ospiterà il lunedì 27 luglio il trio MED, ossia tre musicisti jazz di grande fama come Peter Erskine, leggendario batterista statunitense, Rita Marcotulli, raffinata pianista italiana, e Palle Danielsson, grande contrabbassista svedese dal ’74 al ’79 con Keith Jarrett nel suo quartetto europeo. Il concerto in Piazza Roma.

Trio MED

FREDDURE ESTIVE

C’è vita (breve) sul pianeta nano: tutti col naso all’insù davanti al Plutone d’esecuzione.

Crocefisso con falce e mantello in dono, il Papa giustiziere pone la questione Morales.

Il mio gruppo preferito ha un cantante più cinico che raro. Ah, sono i “Rochi ma buoni”.

Dostoevskij tra Cristo e Don Chisciotte: la “scandalosa” lezione del principe Myskin

Dostoevskij tra Cristo e Don Chisciotte: la “scandalosa” lezione del principe Myskin


io giornali piccolaIl protagonista del grande romanzo di Dostoevskij “L’idiota”, pubblicato nel 1869, è il principe Myskin, creatura spiritualmente superiore in cui la generosità d’animo e la candida fede nel prossimo si accompagnano ad una sorta di paralisi della volontà. Indifeso e fiducioso nel prossimo, il suo atteggiamento bonario ed innocente è considerato da “idiota” (un ritorno allo stato di purezza dell’infanzia come rifiuto del male del mondo, l’unico moto di autodifesa possibile per il protagonista che non vuole più vivere in una società malata e crudele)… Questo è il messaggio eversivo del principe Myskin, che si afferma come una legge nuova, la legge della compassione, che non ha nulla di normativo dal momento che la sua attuazione si ha soltanto in presenza dell’incontro tra il dolore radicale dell’uno e la disponibilità immediata dell’altro ad assumerlo su di sé: lo splendore della bellezza. Una figura di assoluta, incontaminata purezza, che cerca di redimere il mondo con la sua innocenza, simile a Cristo ma anche a Don Chisciotte, in quanto la bestialità dell’uomo lo costringe a rientrare nel suo stato di follia per non contaminarsi… Read the rest of this entry