Monthly Archives: giugno 2015

Tabula rosa a teatro, buona la prima

Tabula rosa a teatro, buona la prima


Ieri sera a Casalgrande, col prof. Gino Ruozzi

FORMAT. Mercoledì sul palco del De André a Casalgrande, chiacchierando di poetiche col prof. Gino Ruozzi

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PIU’ LIBRI E MENO INFERNET? CHISSA’
Dall’aula magna alla pompa funebre: insomma, chiacchiere da “bara”.
La prima reazione all’invettiva di Eco è un necro-elogio: tutti lì (leggasi Lee) a vampirizzare – con un temporale estivo di lacrime – la scomparsa del caro estinto Dracula.
Tutti qui ad affondare i canini sul collo di un’esangue cinememoria (ah: entrambi i cognomi sono di tre lettere – due vocali e una consonante).
Apocariatidi o neo-dis-integrati, ecco “il nome della resa” (ai social inettwork, alla sambuca).
L’intellettuale mette l’eru-dito nella piaga: sì, il “barone” della cultura che invade ogni campo e che il mondo ci invidia versus l’internettuale da bancone più o meno instupidito. Sarà.
Numero uno con “Numero zero” da una parte o campioni di zelo dall’altra, comunque vada sarà un eccesso – di sicuro un web-accesso.

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DSC_2660 piccola per blog

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Patchwork parigino tra presente e passato

Patchwork parigino tra presente e passato


20150531_185453Fino agli anni Sessanta Parigi era la città che accumulava le stratificazioni delle epoche senza che il vecchio fosse spodestato dal nuovo, e una delle ragioni del suo fascino erano le botteghe antiquate, le insegne stinte, le facciate lebbrose. Aspetti d’una tradizione risparmiatrice e misoneista coesistevano coi segni dell’opulenza di capitale di un impero coloniale ancora non del tutto liquidato e ci permettevano di recuperare ultimi riverberi di belle époque e periferie di film di Carné anteguerra.

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Ma ormai il boom edilizio era maturato anche a Parigi e le costruzioni nuove, i negozi lustri, le insegne moderne infiltravano inattese prospettive milanesi in una città che dalla guerra in poi non aveva cambiato che minimamente la sua immagine; i grattacieli e i nuovi complessi affacciavano Tokyo agli spalti della Senna; la severità fiscale falcidiava il pulviscolo di bottegucce che da tempo immemorabile perpetuava la minuta vita commerciale e artigiana di Parigi, e al loro posto le catene di supermercati e le onnipresenti banche estendevano le loro anonime superfici… Read the rest of this entry