L’assolo di Colonia compie 40 anni

L’assolo di Colonia compie 40 anni


The Köln Concert è una registrazione di Keith Jarrett per l’etichetta ECM. Si tratta di un’improvvisazione solista eseguita all’Opera di Colonia il 24 gennaio 1975. È considerato il più famoso album di piano solo, con 3 milioni e mezzo di copie vendute. Un critico ha definito The Köln Concert un capolavoro “che scorre con calore umano”.

kolnUn importante aspetto di questo album è la capacità di Jarrett di eseguire un gran numero di improvvisazioni su una vamp (equivalente jazzistico dell’ostinato) di uno o due accordi per periodi piuttosto prolungati di tempo. Ad esempio, nella parte I, Jarrett esegue ben 12 minuti di improvvisazione utilizzando praticamente due soli accordi, il la minore settima e il sol maggiore. A volte lo stile è calmo, a volte affine al blues, a volte vicino al gospel.

Fin dall’uscita dell’album (diviso in tre parti, per quattro tracce) furono pressanti le richieste su Jarrett di pubblicare una trascrizione della musica. Inizialmente Jarrett si rifiutò di soddisfare la richiesta, perché disse che il concerto era completamente improvvisato e secondo lui “doveva andarsene così come era venuto”, e poi che alcune parti del concerto non sono possibili da trascrivere, in quanto completamente fuori dal tempo metronomico. Col tempo però cambiò idea, ma pose la condizione di poter controllare tutte le fasi del processo di trascrizione…

All’inizio della Parte I è possibile udire una risata di uno spettatore dovuta al fatto che Jarrett iniziò l’esecuzione citando una melodia dell’opera di Colonia che avvisava gli spettatori dell’inizio dello spettacolo” (Wikipedia)

“Quella sera Jarrett aveva chiesto che sul palco fosse portato uno Steinway, il suo pianoforte preferito, quello sul quale aveva per anni coltivato l’arte dell’improvvisazione. Qualcosa non andò nel verso giusto e lo Steinway non arrivò mai; sebbene molti dell’organizzazione cominciassero a tremare (Jarrett diventerà tristemente famoso anche per le sue sortite da primadonna), il pianista aveva chiesto che in sostituzione fosse portato uno dei due Bösendorfer che erano dietro le quinte, dopo averli provati. Ma quella sera era nata per essere speciale e, colmo di sfortuna, per un disguido, sul palco fu invece portato l’altro Bösendorfer. Tutti, Eicher (Ecm) compreso, erano a un passo dal gettare la spugna; ma non Jarrett che intravide in quella avversità uno stimolo in più per poter fare qualcosa di eccezionale. Con molto ritardo, il concerto ebbe inizio” (www.ondarock.it)

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