Monthly Archives: maggio 2014

Scandiano: Alessio e Le Storie Tese
Stasera nelle vie e nelle piazze del centro storico (cioè grande centro democratico cristiano) si celebra il 67% dei consensi del riconfermato sindaco Mammi. Una grande festa:
la folle Notte (della Balena) Bianca!

Scandiano: Alessio e Le Storie Tese
Stasera nelle vie e nelle piazze del centro storico (cioè grande centro democratico cristiano) si celebra il 67% dei consensi del riconfermato sindaco Mammi. Una grande festa:
la folle Notte (della Balena) Bianca!


champagne due

La Francia omaggia Caproni

La Francia omaggia Caproni


Convegno alla Sorbona. Invito a riscoprire un poeta italiano tra i più liberi

"Erba francese", 1978 (Giorgio Caproni)

“Erba francese”, 1978 (Giorgio Caproni)

Il ritratto più essenziale di Giorgio Caproni? Lo si deve a Mengaldo che ha scritto: le sue «canzonette sono un po’ a spigoli, un po’ a spirale, di fil di ferro come il magnifico uomo che le ha scritte».

Parole che vanno d’accordo con quelle di Pasolini: Caproni (1912-90) è «uno degli uomini più liberi del nostro tempo letterario». A me piace molto Citati quando scopre nella poesia di Giorgio «il respiro incorporeo e lievissimo del segno taoista». Non può dunque stupire la crescente fortuna, anche fra i giovani, di questo poeta ormai considerato a ragione uno dei più grandi del Novecento italiano. Rallegra perciò che la Sorbona, la prestigiosa università di Parigi, gli dedichi tre giornate di studio (5-7 giugno).

L’occasione? La traduzione, in lingua francese, dell’opera caproniana. Più di mille pagine, escono in questi giorni. Si tratta di un’impresa assai impegnativa, anche sul piano scientifico, cui hanno lavorato Isabelle Lavergne e Jean-Yves Masson…  Read the rest of this entry

L’individuazione mediante l’Altro

L’individuazione mediante l’Altro


Preso ieri in biblio a Casalgrande, lo stiamo leggendo: molto buona la prima impressione, un libro di grande interesse e finalmente chiaro

Preso ieri in biblio a Casalgrande, lo stiamo leggendo: positiva la prima impressione, un libro di discreto interesse e finalmente chiaro

“Una biografia di Carl G. Jung che colma un vuoto nella nostra comprensione del celebre psicologo svizzero perché si concentra sulla dimensione occulta e mistica della sua vita e della sua opera, un aspetto essenziale ma spesso frainteso della sua carriera e rifiutato anche da lui stesso.

A un docente di psicologia dell’università di Huston che lo intervistò nel 1957 ebbe a dire: “Chiunque asserisca che io sono un mistico è semplicemente un idiota”. Jung, che per primo parlò di inconscio collettivo, di teoria archetipica, di sincronicità, si sforzò, infatti, di evitare qualsiasi associazione con il misticismo e l’occulto.

Eppure egli visse una vita ricca di esperienze paranormali, portando argomenti a favore dell’esistenza dei poltergeist, partecipando a sedute spiritiche, incorporando l’astrologia nel suo lavoro terapeutico, riferendo un’esperienza personale di quasi morte e collaborando con J.B. Rhine, il padre della moderna parapsicologia, che conduceva ricerche nel campo delle ESP”.

Dai municipi ai Facebook di tutta Italia
Si sentono “eletti” (promossi non si sa bene da chi per fare non si sa bene cosa) solo perché sono consiglieri comunali. Si dosi la retorica, grazie…

Dai municipi ai Facebook di tutta Italia
Si sentono “eletti” (promossi non si sa bene da chi per fare non si sa bene cosa) solo perché sono consiglieri comunali. Si dosi la retorica, grazie…


C.A.P. IN SALA DEL TRICOLORE A REGGIO (SEDE DEL CONSIGLIO COMUNALE) SIEDE SULLO SCRANNO CHE E' STATO DEL SINDACO DELRIO

C.A.P. IN SALA DEL TRICOLORE A REGGIO (SEDE DEL CONSIGLIO COMUNALE) SIEDE SULLO SCRANNO DEL SINDACO DELRIO (copertina di “Tuttoreggio”, 2006)

La chiamano funzione di rappresentanza. C’è di mezzo il popolo, cioè la democrazia, quindi l’istituzione repubblicana. Tutto bello e nobile, se non fosse che…

La cooptazione e/o ambizione politica (da candidati di partito o da autocandidati: nessun merito scientifico acquisito o qualità umana richiesta, nessun gran giurì a valutare se non il simbolo elettorale di una fedele appartenenza) ha portato centinaia di persone comuni in una qualche grigia assemblea di provincia. Tale fisiologico approdo, agevolato dal marketing e giustificato dalla teoria statistica, per alcuni degli eletti è stato vissuto come un evento miracoloso, quasi da chiamata divina riservata appunto a tanti e tali “Eletti” (con la “e” maiuscola).

Certo, alcuni hanno lottato e faticato per farsi eleggere, dunque ben venga una sana isteria liberatoria post-nomina. Qualcuno con le preferenze ha compiuto piccoli miracoli, ok, e il sistema agonistico democratico ringrazia per l’impegno profuso. Nella maggior parte dei casi, però, si tratta di promozioni annunciate, di pronostici prevedibili (nel senso che la matematica non è un’opinione: come se una passeggiata al chiaro di luna sotto casa venisse scambiata per la maratona di New York e narrata a mo’ di impresa epico-titanica per le piccole e temporanee gioie di un ego fin lì trascurato e mai lusingato, stimolato o soddisfatto).

Da ore, su e giù per la Penisola del Belpaese, sulle proprie bacheche Fb trasformate in propaganda (dite loro che la campagna elettorale è finita e che domenica si è votato), salutano l’episodio – in sé vuoto di contenuti di merito – alla stregua di una laurea ottenuta con il massimo dei voti dopo anni di studio e di sacrifici. Come il matrimonio o la nascita di un figlio, come una vincita di milioni di euro al Totocalcio. Come se avessero vinto un Oscar o il premio Nobel. Sembrano discorsi alla nazione a reti unificate, sbarchi su Marte, accessi ai sogli (agli spogli) pontifici. Casistiche di psico-sociologia, di antropologia culturale: non di politica, per quanto partecipata sia.

YOUUn evento cosmico, di importanza storica, una svolta epocale: come se i consigli comunali contassero qualcosa (a parte il ruolo simbolico, di ratifica), come se interessassero alla gente (ogni incontro, che è pubblico, va deserto: non c’è platea), come se fossero anche solo dei parlamentini con funzione deliberativa (laddove a parlare sono i soliti due o tre, e il più delle volte per dar aria ai denti, senza cioè esercitare un reale potere esecutivo, spesso nemmeno d’indirizzo e quasi sempre neppure di controllo: insomma, una terra di peones, di comparse numeriche, di temi a scomparsa – specie dopo l’introduzione della cosiddetta elezione diretta del sindaco: fanno tutto le giunte, tra l’altro nominate dai sindaci… bontà loro!).

Meno retorica e più senso della misura, please. Meno solennità e meno fanfare (per non dire fanfaroni: molti quando possono bigiano l’assemblea, e ne hanno ben donde). Meno demagogia e più senso pratico: meno supercazzole astratte prima e più interventi puntuali e incisivi dopo. Meno auto-incenso e più umiltà. Grazie.

TANTO NON CAMBIA NULLA
Casalgrande, ecco i 16 “nuovi” consiglieri

TANTO NON CAMBIA NULLA
Casalgrande, ecco i 16 “nuovi” consiglieri


ZarathustraCasalgrande decadence (dilettanti allo sbaraglio? debuttanti allo sbadiglio?)

Da quest’anno i consiglieri comunali sono 16
(non più 20)

Il Pd ne ha 9 (fino a oggi la coalizione di maggioranza ne ha avuti 13). In ordine di preferenze ottenute: Paolo Debbi, Laura Trevisi, Cecilia Ruini, Francesco Magnani (riconfermato), Giuseppe Anceschi (riconfermato), Gabriele Torricelli (riconfermato), Simona Guidetti, Monis Sassi, Sara Bertolani.
Coincidenza: i due più votati sono cresciuti nella parrocchia di Salvaterra (lui, poi, faceva parte prima dei Police & Thieves e poi della Band allo sband)

Casalgrande è passione: Giuseppe Daviddi
(che “ruba” un seggio al Pd)

Movimento 5 Stelle (Beta version): Roberto Mattioli, Annalita Luppi, Fabio Manelli

Centrodestra: Filippo Monopoli (già consigliere 2009-2014: minestrina riscaldata)

Sinistra: Alessandro Medici (già consigliere 2009-2014: minestrina riscaldata)

Lista Civica: Alessandro Stanzione (erede di A. Ferrara, consigliere silente 2009-2014)

Anche i Richetti piangono. Anzi no…
Graziati da Renzi bum-bum
(5.474 voti ieri alle Europee)

Casalgrande, il Pd è un pelo sotto
il 50% (5.013 voti alle comunali)

Vaccari sindaco iron-man e “fighetto” (mangia sano, veste elegante, fa sport),
decisiva la fanta-lista “della passione”

Anche i Richetti piangono. Anzi no…
Graziati da Renzi bum-bum
(5.474 voti ieri alle Europee)

Casalgrande, il Pd è un pelo sotto
il 50% (5.013 voti alle comunali)

Vaccari sindaco iron-man e “fighetto” (mangia sano, veste elegante, fa sport),
decisiva la fanta-lista “della passione”


La sua giunta, ad esempio, è stata decisa secondo le solite logiche di fedeltà e appartenenza al partito

Cambiare verso? Magari fosse così. La sua giunta, ad esempio, è stata decisa secondo consunte logiche di fedeltà e/o appartenenza all’ortodossia di partito. Attendiamo segnali diversi. Lo si aspetta al varco.

Graziati da San Matteo. Miracolo Renzi, ha vinto persino il podista Vaccari (anche detto “il cavallino rampante”, scuderia Branchetti-Abbati), sulla carta il più a rischio della nidiata di nuovi sindaci di questa infornata di aspiranti politici on demand, in quanto insidiato da 5 competitor sindaci (francamente dormienti, anche in campagna elettorale) e da 6 liste avversarie (decisamente mansuete, magari per non dare troppo fastidio al prescelto di turno: siamo a Boglioni…).

Maranello in festa. Sacmi in festa. Parrocchie in festa. Dell’Anpi non si sa: magari festeggerà, chi lo sa. Felicitazioni pure dalla Technogym. Stasera caviale e champagne in villa – per i pochi mandarini Pd – nell’inaccessibile Bel Air di Sant’Antonino. Domani al bocciodromo, invece, buffet di salatini, presi al discount, per premiare la fedeltà dell’elettorato di riferimento (popolino over 65)…

#sischerza #liberastampa #satirapolitica

vaccari analisi

# Impromptu 23

# Impromptu 23


evil

(…smetto di mettermi in disparte, di promettermi al castigo…
smetto di dimettermi, di rimettermi al giudizio altrui nell’oppio delle ore…
smetto per permettermi di esserci, d’intromettermi senza compromettermi…

ricomincio dal nitore, al netto di una buccia che ri(s)copre la sua polpa:
un uomo premonitore che si è fatto vero senza farsi furbo,
quel furto d’idealità che abbandono in dono “e non mi sdoppio più”…

nello scoppio di me con il cuore all’insù…)