Monthly Archives: ottobre 2013

# Circus

# Circus


buio

Un’ora fa, sempre là.

Stesso posto, stesso desco, ritrovata fedeltà.

Un’altra sigaretta, senza fretta, e la sera si farà.

Metto il cappotto ed esco, parlo in libertà.

Ho caldo, ho sete, mi addosso tutto e tutto il bene che ci sta.

Se solo potessi, senza lasciarmi più.

Mi sento, mi va, mi dò… tabù.

Sono io, lo so, e adesso riesco…

La prima regola per essere felici?
Non cercare mai la felicità. Sarà…

La prima regola per essere felici?
Non cercare mai la felicità. Sarà…


mascherina

Realizzare se stessi non è altro che un’illusione evolutiva / Non si sa mai bene cosa si intenda con la parola «felicità», e non mi riferisco a cosa ne pensavano Proust o Leopardi: perfino un sopravvalutato come Alberto Moravia era arrivato alla conclusione che la felicità è impossibile perché «il solo fatto di avere un corpo è una forma di inquietudine». Figuriamoci la «felicità coniugale», i cui disastri sono un oggetto narrativo molto interessante, una prigione psicologica da esplorare… Read the rest of this entry

Clan Destini

Clan Destini


attrazioni

“Sono una persona emotiva che comprende la vita solo poeticamente, musicalmente,
nella quale i sentimenti sono molto più forti di qualsiasi ragione. Sono così assetata di meraviglia che solo lo straordinario ha potere di su me. Tutto ciò che non riesco a trasformare in qualcosa di straordinario, lo lascio andare. La realtà non m’impressiona. Credo solamente nell’ebbrezza, nell’estasi, e quando la vita ordinaria mi vincola fuggo,
in un modo o in un altro”
(Anais Nin)

Carceri, giustizia e interesse nazionale

Carceri, giustizia e interesse nazionale


napoLa discussione sulla proposta di amnistia e di indulto avanzata solennemente dal presidente della Repubblica nel suo messaggio alle Camere non offre segni di miglioramento. A leggere i giornali parrebbe che il problema del sovraffollamento delle carceri, l’inciviltà del sistema di detenzione italiano, non abbiano alcun rilievo. L’unica domanda cui si deve rispondere è se le eventuali misure di clemenza avranno o meno qualche effetto e di che tipo su Silvio Berlusconi. E’ già strabiliante che a questa inversione logica si prestino esponenti politici interessati a esibire patenti di antiberlusconismo, spesso perché non dispongono di altri argomenti per raccogliere consenso, ma fa impressione che cada in questa trappola anche la titolare del ministero della Giustizia, Annamaria Cancellieri, che proviene dalla carriera amministrativa e prefettizia e non ha connotati politici da esibire. Invece, quando ha esposto le previsioni quantitative sugli effetti dell’eventuale provvedimento, anche lei ha voluto rispondere alla domanda su un singolo individuo, naturalmente Berlusconi. In questo modo si alimenta la campagna sull’amnistia “generale meno uno” che è priva di senso logico e politico e ricade nel novero delle leggi “contra personam” che Enrico Letta aveva esplicitamente escluso da quelle che sarebbero state promosse dal governo che presiede. L’idea che il dispositivo legislativo che decreta riduzioni di pena debba essere costruito non in base a criteri generali e tendenzialmente oggettivi, ma confezionato con la sola preoccupazione di evitare che Berlusconi ne possa trarre un qualche vantaggio è giuridicamente mostruosa. Identificare l’interesse nazionale nella persecuzione giudiziaria di un leader politico è la negazione di tutti i principi basilari di una democrazia liberale, a cominciare da quello dell’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. L’occasione che, forse tardivamente, Napolitano ha voluto fornire per liberare la politica dalla sindrome manettara dovrebbe essere colta come occasione di responsabilità e pacificazione. Se invece anche questa viene immiserita e tradita da nuove forme di discriminazione, vuol dire che ormai la deformazione della democrazia italiana è irrimediabile. (Il Foglio)

# Erba di fortuna

# Erba di fortuna


parco due

…la città che dorme appare vuota di pensieri
il parco appaga buio e l’invenzione della ruota…
l’intenzione della sera e il cielo gonfio che m’arrapa
le (ri)forme della luna e la messa di domenica
l’antica (ci)viltà ellenica qui all’Arco di Trionfo:
una festa delle medie
con la testa nella fuga…

… io sognante io ignorante io presente
io regnante d’un laghetto ch’è già lago…
vago di ghetto in ghetto sul sentiero dell’assente
alter ego del mio doppio
bado al sodo e vado solo:
non invado e non indago
penso al bene d’una luce…

…in quest’ottobre di salite
mi ricucio e non mi spiego
slaccio i pesi e prendo slancio
un po’ ci sono e non mi faccio
prendo appunti e mi staziono:
giusto il rancio d’una vita
messa insieme con i Lego…

# IL PENDOLO

# IL PENDOLO


pendolo_2

…e spesso nel tango gitano di queste ore corte rimango sospeso

nell’ormai noto non-essermi-mai-speso-fino-in-fondo

né in questo né in quell’altro im-mondo

e appeso come un orango al ramo

(come un naufrago al remo)

riciondolo e ridondolo

tra una rima bassa

e una nota alta

disperando

che nulla

accada

scada

cada

!

(17 luglio 2013)

# L’ultimo assolo

# L’ultimo assolo


balanced stones

…ci sono giorni in cui ci sono notti
che sanno di tramonti in riva al fiume
di ponti su autostrade lunghe libere diritte
di sere vere all’ora del rientro a casa
di ricordi di ritorni nudi ai quattro nonni
di vie innevate insensibili alle slitte
di piume d’albatro al largo d’un oceano mare
d’albe piene d’alberi che gocciolano natura
di cieli dipinti col bianco alato d’un liocorno
d’inserti di paura tra le dune d’un deserto
di lacrime mai piante sulle foglie d’una palma

…nella calma di un’idea svanita nella bruma…
…anima di conchiglia figlia della sua marea…

ci sono giorni in cui ci sono volti
(finti o avvinti o avvolti in pelli d’avvoltoi)
che sono specchi e voglion vetro

…echi di fanciullo in sprechi di diamanti…

giorni belli di feriti differiti infiniti amanti avanti e indietro

notti che sanno di tè alla pesca
fino al filtro convissuto e muto

della mia polpa viva…