Pensiero e dibattiti in Italia: il nuovo realismo è un populismo? Alcuni libri

Pensiero e dibattiti in Italia: il nuovo realismo è un populismo? Alcuni libri


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DIBATTITI / Il saggio a tre appena uscito

DIBATTITI / Il saggio a tre teste appena uscito

Il populismo in filosofia è una banalizzazione del pensiero che mira a riscuotere il consenso del vasto pubblico. Sotto questo aspetto il nuovo realismo non solo è un populismo, ma rappresenta la forma di populismo per eccellenza. Perché non nasconde, ma anzi rivendica la bontà etico-politica della propria manovra riduttiva.

Non si tratta di condannare la popolarizzazione della filosofia nell’epoca della democrazia di massa. Piuttosto il problema è non confondere la popolarizzazione con il suo doppio osceno: il populismo. Si può essere popolari senza sacrificare la complessità del pensiero, il rigore dell’argomentazione, la creatività concettuale.

manifesto-del-nuovo-realismoIl nuovo realismo di Maurizio Ferraris sceglie la scorciatoia del populismo e degrada così la filosofia a una modesta terapia che mira a rafforzare il buon senso. Appare perciò l’esito di quel populismo mediatico che ha dominato in Italia ed è un tipico prodotto nostrano che ambisce, senza riuscirci, all’esportazione su scala globale.

Animato da propensioni demagogiche, attraversato da una vena autoritaria, anche nelle sue vicissitudini storiche il populismo si rivela dogmatico e a tratti intollerante. Denuncia l’avversario, o meglio, il nemico, e chiede il plauso al popolo accattivandoselo. In realtà lo rende prigioniero instaurando un rapporto di passiva sudditanza. Come nei suoi esiti ultimi il populismo si va affermando grazie ad una malintesa semplificazione della democrazia, così il nuovo realismo vorrebbe imporsi attraverso una piatta semplificazione della filosofia, chiamata ad aderire alla realtà dei fatti.

bentornata realtàE chi non è d’accordo? Chi legge i fatti diversamente? Chi non crede sia giusto subordinarsi a quella che viene presentata come l’unica vera e giusta realtà? Evidentemente si sbaglia o è in malafede. Il nuovo realista, che vuole imporre la propria visione della realtà come l’unica possibile, non lascia spazio al dibattito. Perché questa sarebbe già una concessione ai “postmoderni”, cioè agli “amici dell’interpretazione”.

derridaSi delinea allora un’alternativa bellica tra un sì e un no, dove a soccombere è anzitutto il pensiero. Gli autori di questo volume provengono da ambiti filosofici differenti e il loro comune denominatore potrebbe essere questo: nessuno di loro, a differenza di Ferraris, ha mai dedicato saggi al postmoderno. Si sono ritrovati insieme non per difendere dunque una qualche corrente o scuola filosofica, ma per criticare filosoficamente il nuovo realismo e metterne in luce i limiti etici e politici.

Sotto questo aspetto, mentre danno voce a imbarazzi, disagi, contrarietà suscitati dall’operazione di Ferraris, convengono nell’indicare nel nuovo realismo un ostacolo alla discussione filosofica in Italia.

Donatella Di Cesare, Corrado Ocone, Simone Regazzoni – Il Nuovo Melangolo

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