Monthly Archives: aprile 2013

PD, LA MAPPA DEL POTERINO LOCALE
Correnti, coerenti, incoerenti e perdenti
La lista (in progress) della nomenklatura

PD, LA MAPPA DEL POTERINO LOCALE
Correnti, coerenti, incoerenti e perdenti
La lista (in progress) della nomenklatura


napo(Da Prima Pagina)

CIVATIANI

Paolo Gandolfi, Alessio Mammi, Mirko Tutino, Marzio Iotti, Mauro Ponzi, Marcello Moretti, Gianluca Rivi, Andrea Capelli, Alessandro Anceschi, Raul Daoli, Luca Parmiggiani

BERSANIANI DELUSI VERSO BARCA

Luca Vecchi, Roberto Ferrari, Antonella Incerti, Andrea Costa

pertiniRENZIANI PURI

Graziano Delrio, Marcello Stecco, Beppe Pagani, Massimo Gazza, Vanna Iori,
Natalia Maramotti, Gianluca Marconi, Andrea Tagliavini

FRANCESCHINI AREA DEM
(ex Popolari e Mariniani)

Gian Maria Manghi, Pierluigi Castagnetti,
Gianluca Chierici, Emanuela Caselli

LETTIANI

Pierluigi Saccardi, Marco Barbieri, Ilenia Malavasi, Emanuele Cavallaro

TORTELLO MAGICO

Maino Marchi, Raffaele Leoni, Ugo Ferrari, Valeria Montanari, Roberta Rivi,
Silvana Cavalchi, Oreste Zurlini

col-sangue-nostroNONOSTANTE TUTTO BERSANIANI

Andrea Rossi

GIOVANI TURCHI

Roberta Mori, Federico Montanari, Paolo Cervi

DALEMIANI

Elena Montecchi

VELTRONIANI

Leana Pignedoli, Sonia Masini, Fausto Giovanelli,
Franco Corradini

LOBBY GAY, LESBO, TRANSGENDER, SADOMASO, BONDAGE

(non pervenuta)

->MOZIONE SDRONCOCOBUS
Casalgrande, lo psicodramma Pd (anima, cuore e quorum) smuove emozioni sedimentate. Lo sfogo sincero e commosso del “Colombiano” (oggi Mosquito Red, sezione di Mazzalasino) raccoglie 60 “mi piace” su FB, scatenando un dibattito amicale (catartico, esorcistico) tra tanti militanti smarriti, sindaco compreso. Gli risponde (con una “lettera a un amico”) il fratello del co-lead vocal della stessa band di rock porcellanato, gli Sdronco (sezione Alibabar). Insomma: toni da nostalgia rossa per i bei tempi che furono e dunque facce da funerale politico per il presente cinico e baro, ovvero: i due “roberti” sono delusi per come s’è involuta (o avviluppata su se stessa) quella sinistra che un giorno – secoli fa – li seppe convincere e coinvolgere. Una sinistra che, tra utopie ed exploit, li fece sperare in un futuro di società migliore e quindi di libertà non a ore, forte di radici solide, ideali potenti e leader convincenti. Quella stessa sinistra che oggi, invece, tra correnti fratricide e franchi tiratori, appare più sedicente che seducente. Le due epistole
->Ieri la coppia ha aderito al Mov. D.a.r.l.a

->MOZIONE SDRONCOCOBUS
Casalgrande, lo psicodramma Pd (anima, cuore e quorum) smuove emozioni sedimentate. Lo sfogo sincero e commosso del “Colombiano” (oggi Mosquito Red, sezione di Mazzalasino) raccoglie 60 “mi piace” su FB, scatenando un dibattito amicale (catartico, esorcistico) tra tanti militanti smarriti, sindaco compreso. Gli risponde (con una “lettera a un amico”) il fratello del co-lead vocal della stessa band di rock porcellanato, gli Sdronco (sezione Alibabar). Insomma: toni da nostalgia rossa per i bei tempi che furono e dunque facce da funerale politico per il presente cinico e baro, ovvero: i due “roberti” sono delusi per come s’è involuta (o avviluppata su se stessa) quella sinistra che un giorno – secoli fa – li seppe convincere e coinvolgere. Una sinistra che, tra utopie ed exploit, li fece sperare in un futuro di società migliore e quindi di libertà non a ore, forte di radici solide, ideali potenti e leader convincenti. Quella stessa sinistra che oggi, invece, tra correnti fratricide e franchi tiratori, appare più sedicente che seducente. Le due epistole
->Ieri la coppia ha aderito al Mov. D.a.r.l.a


darla“E’ tutta la giornata che sono incazzato, deluso, senza forze… è la conseguenza di qualche giorno di passione, di pensieri non troppo positivi, di ore passate davanti alla tv per cercare di capire cosa cazzo stava succedendo… mi ritengo, con leggera autostima, un militante, un combattente (sono sceso in piazza diverse volte, vedi Craxi e tutte le puttanate degli ultimi 30 anni, Roma diverse volte, Caorso, Reggio Emilia, la mia patria) di sinistra, della buona sinistra (oggi serve fare questo distinguo), ho passato 35 anni della mia vita come volontario delle Feste (dall’Unità a Festa dei Democratici ecc ecc ) e sinceramente non ho ancora capito cosa è successo e perché è successo. Prima domanda: perché non Rodotà? perché Napolitano (ma soprattutto perché Marini e Prodi???)… perché!!! Dopo tutto quello che ho pensato, passato, dopo tutto il tempo che ho regalato tutto me stesso, con il cuore, a un partito, a un movimento, a una aggregazione di persone amiche quasi fraterne, non ce la faccio più!!!!! Scusatemi, ma in questi giorni mi tornano alla mente le “notti” passate a sorvegliare i capannoni delle piccole feste di provincia assieme ad una manciata di ex-partigiani e a dissetarmi dei loro racconti… dalle serate passate con la mano nell’orecchio a mo’ di spia insieme ai cori degli ubriaconi di turno e fino alle orchestrine di turno che iniziavano le loro performance con Bandiera Rossa!!! Perché??? Il mio desiderio è che tutti facciano un passo indietro, un piccolo bagno in un passato che ci riconduca alle origini (che non sono quelle della Bindi e di Franceschini!!!!!), che ci permetta ancora di andare a letto e sperare in un buon sogno, scacciando gli incubi che mi perseguitano da qualche anno a questa parte!!!!! Scusate lo sfogo ma non ce la faccio più!” (Roberto Bedeschi)

frecciaLettera a un amico
“Stamattina ho letto e riletto più volte il tuo sfogo caro amico Roberto Bedeschi e mi ritrovo qua a tenerti compagnia dedicandoti queste mie considerazioni. Capisco perfettamente il tuo sfogo e conoscendoti so quant’è sincero e profondo, siamo amici da una vita e credo senza possibilità di smentita che sai quanto ti stimi. Io non ho mai partecipato a picchetti o fatto volontariato alle varie feste dell’Unità, ma ho sempre seguito con una certa passione le vicissitudini politiche del nostro paese. Ho cominciato a votare a sinistra, e più precisamente PCI, nel 1982, quando avevo ancora i capelli lunghi e giravo con la mia bellissima Dyane ascoltando gli Eagles e Neil Young. Ricordo perfettamente quel periodo, erano la fine degli Anni di Piombo e si respirava politica ovunque, nelle scuole, nelle fabbriche, e le manifestazioni di piazza erano quasi all’ordine del giorno (come gli attentati). Ricordo d’aver pianto alla morte di Berlinguer e conservo ancora nel mio comodino una vecchia cassetta Vhs con registrato lo speciale che dedicarono al suo funerale. Ricordo il titolo dell’Unità quando con orgoglio urlarono al paese d’essere il primo partito politico col 33%. Ho assistito spesso con indignazione (e un tantino di rassegnazione) alle numerosissime spaccature, alle liti interne che comunque facevano pur sempre parte della politica. Ho resistito anche all’ingresso nel Partito Democratico di persone come la Bindi (di cui francamente non so il significato) e in passato ad alleanze con Mastella (mio Dio… ho resistito anche a questo, non so come ma ce l’ho fatta). Ho resistito a tantissime altre cose che un po’ ho fortunatamente dimenticato, tipo non aver fatto il conflitto d’interessi quando ne avevamo avuto la possibilità. Ho resistito a un fallimento dietro l’altro, a un pressapochismo e autolesionismo politico degno dei migliori masochisti. Ho resistito anche al vedermi invecchiare con davanti sempre le stesse facce, e sentir dire sempre le stesse cose… anni dopo anni… e il Silvio sempre lì con la sua faccia sorridente, uscirne sempre indenne. Poi arriva il punto di rottura e fortunatamente per me è arrivato, e sono sempre più convinto d’aver fatto la scelta giusta. La sinistra è casa mia, conservo nel mio cuore (e lo sai) le chiavi di quello che ho considerato per 30 lunghi anni il mio posto, la mia scelta politica. Ma il mio voto va meritato, come tutte le cose, amicizie comprese. Non do più nulla per scontato o per abitudine, comincio sempre più a valutare il merito, il contenuto. E se altrove trovo quei valori, quei concetti che la sinistra purtroppo, e ripeto purtroppo, non sa più darmi, ho la forza morale di cambiare e di fare la scelta che ritengo migliore. Con stima e affetto, amico Robby” (Roberto Mattioli)

sdronco

->UNA SFIDA TUTTA REGGIANA
Anche Ruini indossa la T-shirt “Il diavolo sveste Prodi”! Conclave quirinale: nell’eterna sfida a distanza tra il cardinale e l’ex premier, don Camillo oggi gode come un riccio episcopale per il clamoroso ko tecnico subito dal “cattolico adulto”
Un’interessante ricognizione di Crippa

->UNA SFIDA TUTTA REGGIANA
Anche Ruini indossa la T-shirt “Il diavolo sveste Prodi”! Conclave quirinale: nell’eterna sfida a distanza tra il cardinale e l’ex premier, don Camillo oggi gode come un riccio episcopale per il clamoroso ko tecnico subito dal “cattolico adulto”
Un’interessante ricognizione di Crippa


prodicardinale ruini

“Quel cattolicesimo elitario e tecnocratico (l’ulivismo dossettiano)
che né la chiesa né i comunisti hanno mai digerito”
(Il Foglio)

Non serve essere cattolico per il Quirinale. Matteo Renzi avrebbe forse fatto meglio a specificare quale tipo di cattolico. Affossato con malagrazia l’epigono un po’ tardo del laburismo e del popolarismo (demo)cristiano, Franco Marini, la rovinosa caduta di ieri di Romano Prodi sulla strada della presidenza della Repubblica suona come la bocciatura di un altro modello cattolico, che ha la stessa età della Costituzione. E’ il trionfo mancato, ancora una volta, di una particolare piccola ecclesia, di un sodalizio, se non una lobby: insomma la vena aurea di un cattolicesimo minoritario, eppure egemonico, nella storia politica e nei centri di potere dell’Italia e del cattolicesimo italiano. Ruggero Orfei, giornalista e intellettuale d’area, li definì i “dossettiani non democristiani”.

prodi-bersani

Sono i cattolici elitari, progressisti ma non cattocomunisti, forgiati dal magistero di Giuseppe Dossetti, sempre in bilico tra politica e spirito. Quelli che dopo decenni di conflittuale rapporto col dogma del collateralismo brindarono alla fine della Dc come all’inizio “di una nuova fase” (Pietro Scoppola), in cui poter finalmente realizzare la “democrazia dei cristiani”, più tardi “cattolici adulti”. Sotto il totem della Costituzione che, parola di Prodi, per Dossetti valeva in quanto “ethos intessuto di valori universali e transtemporali”. Un manipolo plasmato soprattutto, a cavallo tra Prima e Seconda Repubblica, da Nino Andreatta, la personalità di maggior statura tra gli eredi di Dossetti, l’unico in grado di elaborarne il progetto e adattarlo alla storia. Il “vero padre dell’Ulivo”, come lo salutarono quando morì, aveva in realtà generato per tempo altri due figli. Prodi è appunto figlio della precoce intuizione andreattiana di superare il partito cattolico (e anche quello comunista, a Dio piacendo), nell’embrione ideologico di quello che sarà l’Ulivo a metà degli anni 90.

DIAVOLO

Suo gemello in provetta fu Nanni Bazoli, il “Professor Nessuno” che Andreatta trasformò nel dominus bancario capace di ridisegnare il potere della finanza bianca tracollata tra lo Ior e l’Ambrosiano, blindandolo nelle mani della sinistra dossettiana. Con un decennio d’anticipo sulla fine del potere dc.

Stando al pallottoliere di Montecitorio di venerdì, tutto questo non basta a giungere al Quirinale. Il sogno di Dossetti, poi sviluppato dagli Andreatta dai Prodi in un continuo scambio con parti del mondo ecclesiale (la Scuola di Bologna) e in un continuo scontro con altre sue anime, è in fondo sempre rimasto identico: laicizzare al massimo la presenza politica dei cattolici, nel segno di una loro modernizzazione, sottraendola così all’ingerenza della gerarchia. E’ ciò che nell’ultimo ventennio si è chiamato ideologia ulivista: qualcosa di difficilmente diluibile persino nel grande pentolone delle “due culture” che è il Partito democratico. Non è un caso che la componente ex popolare e i cosiddetti “prodiani” non si siano mai amalgamati granché (vale anche con gli ex Pci). Penultimo a farne le spese era stato proprio Franco Marini. E ieri, con tutta evidenza, Prodi ha subìto il contrappasso.

LIBERO

C’è che il mondo elitario dei dossettiani ha sempre vantato, o millantato, un’altra genetica rispetto a quelle, pur a volte meticce, delle altre correnti della chiesa italiana: quelle del laburismo popolare, quelli del cattolicesimo senza targhe ma vagamente papalino che ha sempre alimentato il corpaccione della Balena bianca, specie nel suo grande e grasso centro andreottiano, fino alle forze di punta degli anni ruiniani. Di fronte a tutto questo, la cifra intima del prodismo è sempre rimasta quella di un odio antropologico che ne fa quasi una versione clericale dell’azionismo. Vagamente giansenista in religione e tecno-modernista in politica (economica).

cane

E’ questa antropologia politica quella che, al culmine della stagione dell’Ulivo, nel 2007, andò a sbattere contro il “non possumus” dei vescovi italiani guidati da Camillo Ruini sul disegno di legge sui Dico. Non fu solo lo scazzo momentaneo tra una legittima rivendicazione di autonomia politica e una gerarchia particolarmente interventista. Fu lo scontro tra visioni diverse della presenza della chiesa nel corpo della Seconda Repubblica. Per i prodiani, il vero punto di scontro simbolico era la condanna di una chiesa che ancora una volta si schierava, e ancora una volta dalla parte della conservazione etica, e per di più sostenuta dalla “parte del male” (Berlusconi).

Attorno alla candidatura di Prodi al Quirinale si gioca anche questa versione aggiornata della questione cattolica, anche se molto è cambiato rispetto al passato. Dall’altra parte del Tevere c’è un Papa cui, alle viste, interessa poco la politica italiana. In Laterano non regna più Ruini, ma non è escluso che ieri sera, don Camillo abbia sorriso.
(Maurizio Crippa, “Il Foglio”, oggi)

Per un Pd coerente e conseguente: ora si dimetta la segreteria reggiana

Per un Pd coerente e conseguente: ora si dimetta la segreteria reggiana


fluo

CANDIDATI ABORRITI=PARTITI ABORTITI. SERVIREBBERO GESTI DI FRANCHEZZA TIRATRICE A CASCATA. I REGGIANI PER ESEMPIO: SI DIMETTANO LE SEGRETERIE LOCALI, TUTTE LI’ A CHIAGNERE E FOTTERE COL (RIM)PIATTINO IN MANO.
O ALMENO LA PIANTINO DI AMMORBARE FB CON PILLOLE DEL GIORNO DOPO

Agenzia Ansa-Ansia/LaPress-LoStress
“C’è un sindaco emiliano un po’ in affitto e un po’ in carriera, afflitto per le figuracce Pd in n-eurovisione di ieri e affranto per l’improvviso scioglimento (prematura scomparsa) della Gloriosa Ditta, nonché già affetto da perigliosa “incontinentia verbis” di stampo vetrinesco-dichiaratorio (propagandistico-declamatorio) e oggi in evidente stato “contusionale” per via di un’insidiosa overdose a base di stampa “psicopompa” compiacente e compiaciuta, che ha convocato per stasera gli Strazi Generali del partito presso il rinomato thinktank politologico-demagogico-terapeutico-contenitivo del San Lazzaro-Samarotto allo scopo di rilanciare la candidatura (onoraria, simbolica) di Dossetti al Colle, di La Pira Premier e del conte Mascetti alla Supercazzola Prematurata con doppio turno alla francese”…

sasha grey

Un giovane curdo contro i Giovani Turchi
Salgono tutti sullo stesso Barca!!!
Folgorato sulla via tv di Canale 5

Apostasia! Andrea Rossi abiura il suo (ormai ex e un tantino caduto in disgrazia) padrone e padrino politico Bersani (che non lo ha portato con sé a Roma: affrontooo!) e sale sul carretto del rampante Renzi reduce da Amici: “Mi sono stancato di molti personaggi del mio partito, a partire dai grigi e tristi giovani turchi”. Il mandato comunale sta per scadere e il noto juventino si riposiziona (mozione Fonzarelli, con tanto di chiodo nero). “Android” abbandona Prada: lo vedremo dalla De Filippi?
Finocchiaro: “Da Renzi attacco miserabile”

Un giovane curdo contro i Giovani Turchi
Salgono tutti sullo stesso Barca!!!
Folgorato sulla via tv di Canale 5

Apostasia! Andrea Rossi abiura il suo (ormai ex e un tantino caduto in disgrazia) padrone e padrino politico Bersani (che non lo ha portato con sé a Roma: affrontooo!) e sale sul carretto del rampante Renzi reduce da Amici: “Mi sono stancato di molti personaggi del mio partito, a partire dai grigi e tristi giovani turchi”. Il mandato comunale sta per scadere e il noto juventino si riposiziona (mozione Fonzarelli, con tanto di chiodo nero). “Android” abbandona Prada: lo vedremo dalla De Filippi?
Finocchiaro: “Da Renzi attacco miserabile”


bersani

“Seppur stanco dei toni usati da diversi esponenti del mio partito, che con troppa frequenza ultimamente sento, segnalo questa lettera di Matteo Renzi che sottoscrivo e condivido… sono in diversi che mi stanno stancando, a partire dai grigi e tristi Giovani Turchi (Il sindaco di Casalgrande un’ora fa sul suo profilo FB)

“Da Renzi un attacco davvero miserabile. Sono dell’opinione che chi si comporta in questo modo potrà anche vincere le elezioni, ma non ha le qualità umane indispensabili per essere un vero dirigente politico e un uomo di Stato” (Anna Ikea Finocchiaro, Pd)

IL COLLEGA MAMMI INTANTO STUDIA DA NORCINO

E Mammi intanto studia da norcino

20070924-gorila

Un sindaco salumaio per Scandiano: “Farò a fettine i renziani”—–>

Se il “capitalismo formato Euro” uccide
Tre suicidi in un solo giorno: che schifo
Ripensare subito la funesta e mai risolta dialettica capitale-lavoro e correggere il beffardo art. 1 della nostra Costituzione

Se il “capitalismo formato Euro” uccide
Tre suicidi in un solo giorno: che schifo
Ripensare subito la funesta e mai risolta dialettica capitale-lavoro e correggere il beffardo art. 1 della nostra Costituzione


bambidueUn’ecatombe. Altre tre persone si sono tolte la vita in un giorno solo a causa della crisi economica in Piemonte, Emilia e Lazio. Un grossista di ortofrutta di 62 anni di Torino si è ucciso sparandosi un colpo di fucile alla gola. Una donna di 55 anni, di Bologna, si è suicidata gettandosi in mare nel Pesarese. Infine ad Isola del Liri, nel Frusinate, è stato trovato impiccato un uomo di 38 anni, disoccupato da mesi.

A Bologna, la 55enne ha lasciato delle lettera di addio nell’auto, parcheggiata vicino alla spiaggia di Vallugola, a Gabicce Mare, in cui chiede scusa per il suo gesto disperandosi per la mancanza di lavoro. Sul molo sono stati trovati dei barbiturici e una bottiglia di liquore. Tutto lascia pensare che la donna , disoccupata, si sia gettata dal porto di Vallugola. La sua Smart è stata trovata parcheggiata nelle vicinanze.

LA DEDICA (A UN GIOVANE CRONISTA REGGIANO, ANNO 1994) DELL'ERUDITO FRANCESCANO PADRE BERGAMASCHI - SUL FRONTESPIZIO DI UN SUO SAGGIO SU SAN FRANCESCO

LA DEDICA (A UN GIOVANE CRONISTA REGGIANO, APRILE 1994) DELL’ERUDITO CAPPUCCINO PADRE BERGAMASCHI – SUL CONTROFRONTESPIZIO DI UN SUO SAGGIO SU SAN FRANCESCO

Un grossista di ortofrutta di 62 anni di Torino si è invece ucciso sparandosi un colpo di fucile alla gola. La convivente, che era in casa con lui, ha raccontato alla polizia che l’uomo aveva manifestato da tempo il proposito di togliersi la vita perché sommerso dai debiti e non sapeva più come proseguire nella sua attività lavorativa. Dopo avere minacciato nuovamente di uccidersi, ha pulito l’arma regolarmente registrata, si è steso sul letto e si è sparato. Dietro il suicidio ci sarebbe anche un debito con il fisco, decine di migliaia di euro. “Diceva che non ce la faceva più, che voleva farla finita”, ha raccontato la compagna alla polizia, intervenuta sul posto. Il suicidio si è consumato a poche ore dal grido dall’allarme lanciato da Confindustria proprio a Torino. Infine, triste epilogo di questo bollettino di disperazione, ad Isola del Liri, in via Roma, nel Frusinate, è stato trovato impiccato un uomo di trentotto anni, disoccupato da tre mesi con moglie e figlio di pochi mesi a carico. Le ragioni del suicidio sono state spiegate in un biglietto. Sul posto i Carabinieri della Compagnia di Sora.

lamponeM5S: “SERVE AZIONE URGENTE” – «Non possiamo che ribadire la necessità di un’azione urgente a favore dei ceti produttivi e dei lavoratori, schiacciati dalla crisi e da uno Stato troppe volte cieco e sordo». Così il capogruppo M5S al Senato Vito Crimi sulla sua pagina Fb commenta l’ecalation di suicidi che si stanno susseguendo nelle ultime ore. Per il senatore M5S deve arrivare un segnale da parte di tutti: «Non c’è bisogno di attendere un nuovo governo – osserva – c’è bisogno di esempi e di un Parlamento subito operativo e sovrano dal punto di vista legislativo, come prevedono la Costituzione ed i regolamenti parlamentari».
«Tutti i partiti rinuncino da subito ai rimborsi elettorali, come ha fatto il Movimento 5 Stelle che ha lasciato allo Stato 42 milioni di euro. Basta una firma. I parlamentari si autoriducano lo stipendio creando un fondo per il microcredito per lavoratori e piccole e medie imprese in crisi. Il Parlamento ritorni sovrano in maniera decisiva, come prevede la Costituzione. Si costituiscano subito le Commissioni permanenti». In questo modo si possono mettere al primo punto all’ordine del giorno «il Reddito di Cittadinanza, le misure a favore delle piccole e medie imprese, i tagli alla Casta dello Stato». (Leggo.it)

Consulenze, è un vero saccheggio
Malcostume nazio-locale, tra familismo immorale e turbo-clientelismo politico
Ministeri, regioni, province e comuni come sanguisughe: una vergogna tutta italiana

Consulenze, è un vero saccheggio
Malcostume nazio-locale, tra familismo immorale e turbo-clientelismo politico
Ministeri, regioni, province e comuni come sanguisughe: una vergogna tutta italiana


saccheggioSi parla tanto di sprechi pubblici ma finora nessuno li aveva messi a disposizione di chi, inconsapevolmente e con troppi sacrifici, li finanzia. Solo nel 2012 lo Stato italiano ha affidato quasi 500mila incarichi di consulenza con un costo vicino ai 2 miliardi di euro. Il ricorso alle consulenze esterne è ormai prassi ovunque: nei ministeri – che hanno speso quasi 20 milioni di euro –, nelle regioni dove il dato ammonta a 152 milioni, nei comuni con ulteriori 420 milioni di euro generosamente elargiti ad amici e parenti e così per tutte le altre diramazioni della Cosa pubblica. Il saccheggio è la prima inchiesta sugli uomini che sussurrano al potere e di fatto detengono le chiavi del Paese. Sono loro che controllano i grandi progetti dello Stato, affidano appalti alle aziende private, guidano i vertici delle istituzioni. Il giornalista de «la Repubblica», Daniele Autieri, firma un’inchiesta che farà tremare i Palazzi. Un sistema consolidato che parte da dentro le mura della presidenza del Consiglio guidata da Silvio Berlusconi – in cui proliferano gli incarichi affidati alle sorelle di presunte ex amanti del Cavaliere e ai fedelissimi di Mediaset – e si allarga alle assunzioni nei ministeri di ex soubrette e amici degli amici. Storie senza pudore, come quella della consulenza da 355.000 euro per redigere il piano di governo del comune di Colturano, un paesino di neanche duemila anime. Oppure la prezzolata prestazione per la sterilizzazione dei gatti randagi delle amministrazioni emiliane, gli incarichi per verificare la correttezza delle fatture emesse da Telecom Italia, la schiera dei mille consulenti del sindaco Gianni Alemanno o i collaboratori superpagati dell’ex ministro Corrado Passera: una vergogna italiana dove un esercito di uomini ha saputo districarsi tra le paludi dei partiti, schivando i grandi mutamenti e le rivoluzioni apparenti perché, come sapienti camaleonti, hanno appreso dalla natura l’arte della mimesi e la applicano per sopravvivere ai voltafaccia del potere. (Quarta di copertina)