Monthly Archives: aprile 2013

“UNA VITA DA GRAZIANO” (LIGA)
La prima volta non si “scorta” mai

“UNA VITA DA GRAZIANO” (LIGA)
La prima volta non si “scorta” mai


liga

LORENZIN

family

Una vita da Graziano
a recuperar lettiani
nato con i PD buoni
lavorarsi Berlusconi

Una vita da Graziano
mica un sindaco per caso
far carriera tra i renziani
poi scalare i ministeri

Lì, sempre lì
lì all’Anci
finché ce n’hai stai lì
stai lì

Una vita da Graziano
a recuperar poltrone
tra Dossetti e il buon La Pira
per finir democristiano

Lì, sempre lì
lì ai Teatri
finché ce n’hai stai lì
stai lì

Una vita da Graziano
da uno che si brucia presto
perché quando hai il vitalizio
devi andare e fare posto

Una vita da Graziano
adorato dai giornali
anni in Regione e lotte
per finire con Alfano

Qui, sempre qui
pure a Reggio
finché ci fai stai qui
stai qui

Una vita da Graziano
con in testa sempre Roma
che nemmeno il suo Del Bue
ha mai avuto tanta lena

Qui, sempre qui
qui in Sala
Tricolore
finché nessuno dice bao
stai qui

Asse Reggio-Roma – 3
Reggio stordita: a sinistra non si sa reagire

Asse Reggio-Roma – 3
Reggio stordita: a sinistra non si sa reagire


primo peloLa situazione è drammaticamente, grammaticamente (la sintassi dei malpancisti zoppica, specie sui social) e gastricamente seria. In aumento a Peggio Emilia i mugugni (sempre più sonori, al limite della flatulenza molesta) del Pd di sinistra all’indirizzo del governissimo, e in aumento pure la fronda anti-ministro, anche se – per soggezione o suggestione o suspicione – manca il coraggio di dirlo pubblicamente, dando finalmente il “la” a una corale jam “scission”.
Piccole arrampicate sugli specchi, qualche sottile distinguo, appelli teneroni e soffocati commenti su bacheche più o meno private o provate, molto provate da comprensibile frustrazione ideologica (ideale, logica).
Ma la musica deve cambiare: qualche pugile ex Ds ancora stordito dalle ultime performance non certo edificanti salga sul ring e suoni il gong, sennò non ci sarà ripresa alcuna e un po’ tutti si morirà democristiani senza ripassare dal via-vai di nomine.

Asse Pisa-Roma – 2
Cronache marziane, cronache mariane

Asse Pisa-Roma – 2
Cronache marziane, cronache mariane


linguaCori d’evirati cantori (Farinelli), osanna e peana (canti di fringuelli).

Si registrano perdite di memoria e polluzioni social, vetrinette acritiche ed edicole votive, convenienze antiche e gonzo-frustrazioni, magisteri senza portafoglio e minestre riscaldate, salivazioni parossistiche e altre ovazioni parodistiche lungo le navate centrali e/o in prossimità degli inginocchiatoi tutti: alla sua nobile STORIA, massicciamente e onorevolmente a sinistra, la città X di un mondo Y (oggi finta demi-vierge) si risveglia immersa nel…LA-GIOGRAFIA romana.

Materie entrambe troppo delicate e strategiche (la storia e la-geografia, nevralgiche perché identitarie) per accettare che siano sottratte nottetempo al volere del popolo o magari abbandonate armi e bagagli e ragli ai poteri forti o prepoteri storti.

Che dire: un’altra inquietante pagina (anzi, più e più paginate, settimane e settimane di reality show) è stata scritta. Roba da rimandarli a settembre, da ritirare loro patentino e aspersorio, tesserino e passeggino.

Asse Pd/Pdl – 1
Domani è un altro Giorgio

Asse Pd/Pdl – 1
Domani è un altro Giorgio


altan* Per ribilanciare o ricicciare le forze in senso resistenziale, per compensare o esorcizzare il dolore da prematura partenza sindacale verso il lindo lido capitale, per dare continuità alla historia cittadina riequilibrando a sinistra la junta politico-militare: per queste e per altre ragioni che le regioni non conoscono, simboliche o concrete, proporrei il Comandante Diavolo primo cittadino di Reggio (con portafoglio e magari pure armato). Giuramento e insediamento immediati, poi tutti in clandestinità a fare la rivoluzione sulle nostre montagne.

* Monarchia presidenziale, asse Dallas-Pisa. Comanda Re Giorgio e ha sempre più potere: pur potendo sciogliere le Camere e mandare tutti al voto, “DomaniE’UnAltroGiorgio” ha preferito cooptare i gabinetti politici democristiani e perpetuare il potere dei poteri forti e anche un po’ storti. Un governo nato dall’esperienza commissariale dei 10 saggi, insomma un piccolo colpo di status (quo): tutto cambia affinché nulla cambi. Da rivalutare assolutamente Bersani, personalmente estraneo al club Bilderberg, all’Aspen Institute, alla commissione Trilaterale, ai vari thinktank o fondazioni della finanza padrona (con la p).

* Larghe imprese(ntabili): spunta l’ipotesi di Previti alla Giustizia, Bush alla Difesa, Bondi alla Cultura, Bindi alle Politiche Asociali, Andreotti agli Interni, il compianto Andreatta al Prodismo-Lettismo, Marcinkus agli Esteri, Amato ai Rapporti con la Tunisia, Finocchiaro ai Mobili Componibili, Occhetto alle Gioiose Macchine da Guerra e Dracula all’Avis.

Il “lettino” (piccolo Letta) di Freud
Psicopolitica, governo sintomo di nevrosi. “Incesto edipico” e foglie di fica (7 donne)

Il “lettino” (piccolo Letta) di Freud
Psicopolitica, governo sintomo di nevrosi. “Incesto edipico” e foglie di fica (7 donne)


Lettino di freudQuesto è un governo nevrotico perché sintomatico.

La nevrosi nasce da desideri inconsci rimossi e si manifesta attraverso i sintomi che di solito sono simbolici ovvero simboleggiano in modo metaforico i desideri repressi che ci portano alla sofferenza. Il desiderio rimosso, inconscio, sotterraneo e viscido di parte della politica italiana era il famigerato inciucio che io chiamerei incesto.

anais ninIncesto perché la  pseudo sinistra che va a nozze con la destra nel nostro Paese non equivale ad armonico e sano dialogo tra le parti ma diventa vero e proprio incesto dissacrante. In un paese sano e non nevrotico nessuno impedirebbe ai progressisti e ai conservatori di dialogare su riforme ampie: qui non è possibile perché i conservatori sono estremisti capeggiati da un personaggio preoccupante.

Dunque questo governo di servizio è paragonabile a quelli che Freud chiamava “vantaggi secondari della nevrosi”: nella patologia tutta italiana della politica i desideri incestuosi inconfessabili dei franchi tiratori del Pd, filo-berlusconiani, ha creato un matrimonio edipico, cieco, malato. Il vantaggio secondario di questo governo nato su presupposti inconfessabili, su non detti nevrotici, non può portare ad un benessere.

psicoGli interessi delle parti in campo sono quelli di stabilizzare un paese intero in base ad un compromesso nevrotico, non equilibrato. E come se un paziente si definisse “sano” se si aggiusta la vita in base alle sue nevrosi: “Mi lavo 22 ore al giorno le mani, ma almeno sono pulite”. No, qui le mani non sono pulite ma consumate in un continuo stringersi ventennale.

I nevrotici sono spesso molto intelligenti, riescono a trovare un adattamento al sintomo, i desideri inconsci sono intelligenti: si mascherano bene. Infatti il sintomo principale, il desiderio di colludere con Berlusconi e con la destra, si è mascherato benissimo in questo governo nevrotico: 7 donne su 21 ministri, nomi nuovi, età media bassa. Bastano questi trucchetti per indorare la pillola? Per fortuna una parte sana del paese c’è, speriamo resista.
 (Barbara Collevecchio, psicologa – IlFattoQuotidiano.it)

->MORIREMO DEMOCRISTIANI!
->LETTA, LE ULTIME PAROLE FUMOSE
Le parole sono importanti (in politica no)
La Grande Stampa Unita (pensiero unico, tutto incenso e incesto) appoggia il solito Frankenstein politico (nato contronatura,
in provetta) voluto dal nuovo Re d’Italia

->MORIREMO DEMOCRISTIANI!
->LETTA, LE ULTIME PAROLE FUMOSE
Le parole sono importanti (in politica no)
La Grande Stampa Unita (pensiero unico, tutto incenso e incesto) appoggia il solito Frankenstein politico (nato contronatura,
in provetta) voluto dal nuovo Re d’Italia


vetrine

high voltagehigh voltage“Ha distrutto l’Italia, mai al governo con Berlusconi”. A sostenerlo non sono stati Grillo o Vendola. Ma è stato a più riprese il presidente incaricato Enrico Letta che nelle prossime ore giurerà come capo di un governo formato da esponenti del Pd e del Pdl. Qui una rassegna delle dichiarazioni più “energiche” nei confronti del centrodestra guidato da Silvio Berlusconi.

paraOccorre un grande patto costituente tra progressisti e moderati che escluda dal governo i populismi di Grillo, Berlusconi e Di Pietro (26-6-12).

Il governo si regge su un patto politico chiaro: il Pd si è assunto la responsabilità di stare in una maggioranza con chi ci ha ridotto così, a patto che l’interlocutore non fosse Berlusconi (3-7-12).

L’ipotesi di una grande coalizione col Pdl dopo le elezioni è molto lontana. E la lontananza è data dal ritorno in campo di Silvio Berlusconi, che rende questa ipotesi poco credibile” (22-8-12).

Quella di una Grande Coalizione col Pdl è una prospettiva completamente affossata dal ritorno di Berlusconi, responsabile della situazione molto negativa nella quale il Paese si è ritrovato” (23-8-12)…

Nella prossima legislatura non possiamo governare con un patto politico con Berlusconi. Ha distrutto il lavoro di Alfano per rendere il Pdl un normale partito conservatore europeo e l’ha fatto tornare alla logica di Arcore, per noi inaccettabile (3-10-12)… Read the rest of this entry

FENOMENOLOGIA Chi è Letta si sa
Ma lo sapete chi è un “lettiano”?

FENOMENOLOGIA Chi è Letta si sa
Ma lo sapete chi è un “lettiano”?


sasha 12
(Dal Foglio del 13 ottobre 2012)

Il lettiano è gentile, elegante, colto, educato, garbato, indaffarato, impegnato, introdotto, trasversale, ma certe vote non può non ammettere di essere se non disperato quantomeno un po’ frastornato.

Il lettiano guarda Monti e dice “eccomi, sono io!”; guarda Renzi e dice “eccomi, sono io!”; guarda Bersani e dice “eccoci, siamo noi!”; e poi guarda il Pd, e guarda Fassina (che vuole rottamare Monti) e guarda Orfini (che vuole rottamare Monti) e guarda D’Alema (che vuole rottamare Monti) e guarda Vendola (che vuole rottamare Monti e in nome dell’ardire utopico dei pensieri lunghi sogna non un tecnico ma un Hugo Chávez a Palazzo Chigi) e dice “ma loro che ci fanno qui?, e noi che ci facciamo qui con loro?”.

Il lettiano medio, insomma, sogna Monti perché solo Monti può garantire all’Italia di essere ancora l’Italia, e non la Grecia; vota Bersani perché solo Pier Luigi può garantire al Pd di essere ancora il Pd, e non l’Udc o i Ds; ma non vota Renzi perché Matteo è Matteo, sì, è uno di noi, che la pensa come noi, che è cresciuto come noi, che ragiona come noi, che dice le cose che diciamo noi, che sogna il partito che sogniamo noi, ma è uno che divide e non unisce, uno che separa e non miscela e uno che probabilmente potrebbe vincere le elezioni ma che sicuramente potrebbe distruggere il nostro amato Pd.

E quindi il lettiano che fa? Si muove con tatto e discrezione, stringe rapporti su rapporti, coltiva contatti su contatti, organizza brunch su brunch, lunch su lunch, breakfast su breakfast, e prova dunque a unire invece che a disunire, ad aggregare invece che a disaggregare, a conciliare invece che a litigare, a combattere invece che nascondersi e arretrare (il lettiano non ama la tipologia del franceschiniano che fischietta e fa finta che va sempre tutto bene e si fa crescere la barba per mimetizzarsi in mezzo ai comunisti).

Come tutti nel Pd però il lettiano ha i suoi sogni e i suoi incubi: e se per il renziano l’incubo è il dalemiano, se per il dalemiano l’incubo è il veltroniano, se per il bersaniano l’incubo è il montiano, per il lettiano l’incubo è il fassiniano. Nel senso di Stefano, nel senso di Fassina, nel senso del responsabile Economia del Pd: che ogni volta che parla ai giornali fa tremare il lettiano, lo mette in ansia e quasi gli fa venire la tachicardia.

E così: c’è Fassina che dice che il montismo è da rottamare? Ecco che arriva la sculacciata del lettiano (“Hai superato il segno!”). C’è Fassina che dice che la Fiom fa bene a scioperare? Ecco che arriva la pernacchia del lettiano (“Così si scredita il governo!”). C’è Fassina che dice che il Pd non potrà mai seguire l’agenda Monti? Ecco che arriva la condanna del lettiano (“Così si spaventano i mercati!”).

Il lettiano insomma si dà da fare, si fa in quattro, si tormenta e si dispera ma comunque crede al Pd più di quanto credano al Pd molti esponenti del Pd, crede al progetto del centrosinistra senza trattino, crede al suo segretario, crede al montismo, crede al riformismo, crede all’andreattismo e crede che un Pd moderno debba tenere dentro tutti – da Fassina a Boccia, da Orfini a Renzi – ma che il leader di questo partito debba essere un uomo di mediazione, di sintesi e insomma trasversale, quasi di centro.

Il lettiano ci crede, crede che Bersani possa vincere, che il segretario possa essere un buon presidente del consiglio, che possa essere più lettiano che fassiniano e spera davvero, il lettiano, che il segretario lo ascolti, che lo segua e lo protegga e lo metta nelle condizioni un domani di non perdere la propria identità e di sentirsi a suo agio in questo Pd senza essere costretto a farsi crescere anche lui, come qualcuno, la barba fitta fitta per mimetizzarsi magari in mezzo ad alcuni vecchi comunisti. (Claudio Cerasa)