Monthly Archives: novembre 2012

Analfabetismo e narcisismo. Il 70% della fauna italiota (tra cui molti scolarizzati e professionisti, anche dell’informazione) non è in grado né di formulare né di comprendere un ragionamento profondo e complesso, articolato o astratto: tutto è schema basico, tutto è superficie liquida, tutto è interesse autoriferito, bidet

Analfabetismo e narcisismo. Il 70% della fauna italiota (tra cui molti scolarizzati e professionisti, anche dell’informazione) non è in grado né di formulare né di comprendere un ragionamento profondo e complesso, articolato o astratto: tutto è schema basico, tutto è superficie liquida, tutto è interesse autoriferito, bidet


Ci sono gli analfabeti e ci sono gli «illetterati». Rimanendo nella fascia di età tra i 15 e i 64 anni, cioè tra i cittadini italiani considerati attivi, secondo il censimento del 2001, gli analfabeti sono 362 mila, gli alfabeti privi di titoli di studio sono 768 mila, le persone che vantano solo la licenza elementare sono quasi sei milioni e mezzo. Nel totale, circa il 20 per cento della popolazione è gravemente carente quanto al possesso degli strumenti culturali di base. Sono questi gli illetterati? Sì e no. Perché nella sfera che gli inglesi chiamano illiteracy si devono aggiungere coloro i quali, pur avendo percorso un regolare iter scolastico, rivelano una limitatissima capacità di utilizzare la scrittura e la lettura, di comporre e comprendere testi sempliciRead the rest of this entry

ESEGESI – 2 (Tanto per capirsi)
Quell’articolo è “strepitoso”? Ma anche no!

ESEGESI – 2 (Tanto per capirsi)
Quell’articolo è “strepitoso”? Ma anche no!


LE PAROLE SONO IMPORTANTI

Memorie, apprendistati, entusiasmi, coscienze

Sempre io, sempre là: quando tra il 1994 e il 2002 scrivevo articoli di cronaca locale e nazionale per un quotidiano king size (non tabloid come quello concorrente, non pocket come lo stesso di oggi), capitava sovente che colleghi non in competizione ad gloriam o ad pecuniam (raro trovarne: per trovarne bisogna solitamente cercare tra quelli già regolarmente assunti con contratto a tempo indeterminato, che ti vedono come un bocia innocuo e non come un concorrente interno) o un mio fan tout court o un tifoso ad circumstantiam si avvicinasse per farmi i complimenti – disinteressati e non – o per lo scoop o per la scrittura o per il coraggio, e che, nell’esprimere icasticamente un giudizio su quanto letto, la stessa persona usasse ad abundantiam l’esclamazione “Strepitoso!”“Un pezzo strepitoso” (allora i social network o i local netword non esistevano), e devo dire che in quei casi più o meno motivati una certa carezza all’ego del sottoscritto poco più che ventenne arrivava.

Poi, però, risolti via via i conti con me stesso anche grazie a quel piccolo rifornimento d’autostima, mi accorsi che forse l’appellativo di “strepitoso” nascondeva un abito un po’ stretto per le mie velleità di reporter fedele alla logica e alla lealtà, giacchè la parolina magica poteva prestarsi a significati ambigui, non sempre lusinghieri (per non dire disdicevoli, ancorché involontari, enunciati comunque in buonafede).

Già: “strepitoso”. Il suono fondamentale indicato originariamente da questa parola resta quello di un rumore fastidioso. Uno strepito non è coinvolgente e umano come un clamore, e questo segna la differenza fra “strepitoso” e “clamoroso”. Uno strepito è brutto. E il significato più genuino dello strepitoso resta una babele assordante, aggressiva, che frastorna. Una discussione strepitosa è quella in cui si grida fino ad arrochirsi la voce; un politico strepitoso è un istrione che fa tanto rumore per niente; una festa strepitosa è un carnaio in cui non senti che cosa dice la persona davanti a te, che niente ha di elegante e che comunque ha poco da offrire. (cap)

http://unaparolaalgiorno.it/significato/S/strepitoso.htm

ESEGESI – 1 (Tanto per capirsi)
Quel giornalista “è un mito”? Vade retro!

ESEGESI – 1 (Tanto per capirsi)
Quel giornalista “è un mito”? Vade retro!


Zar. e Rox, compleanno dell’Habanero (14/11)

Quando tra il 1994 e il 2002 scrivevo pezzi di cronaca locale e nazionale coi quali spesso – scusate l’immodestia, e la damnatio memoriae – guadagnavo mio malgrado lo status di “mito” (telefonate, sms, mail, lettere, baci e abbracci in pubblico, battiti di cinque privati o strette di mano a eventi nei quali mi si avvicinavano persone per il solo gusto di potermi finalmente conoscere e salutare de visu, non de relato, e sempre facendo precedere o seguire la loro attestazione di stima o ammirazione dalla formulina “Mitico!”, “Sei un mito” – allora i social network o i local netword non esistevano), devo dire che una certa carezza all’ego arrivava.

Poi, però, risolti via via i conti con me stesso anche grazie a quel piccolo rifornimento d’autostima, mi accorsi che forse l’appellativo di “mito” rappresentava un abito un po’ stretto per le mie velleità di reporter fedele alla logica e alla realtà, giacchè la parolina magica poteva prestarsi a significati ambigui, non sempre lusinghieri (per non dire disdicevoli).

I protagonisti del mito (cioè il mito stesso), ad esempio, sono gli dei e gli eroi, ossia concetti astratti, paradigmatici in senso dogmatico, che valgono al di là del tempo, del bene e del male, e che nell’interpretare il mondo (non dunque rendicontarlo semplicemente) agiscono in un contesto sacrale.

Secondo Wikipedia, infatti, “spesso le vicende narrate nel mito hanno luogo in un’epoca che precede la storia scritta (e ciò non è il massimo per un giornalista d’inchiesta o giudiziario, le cui fonti sono soprattutto le cosiddette carte – ndr)”. E ancora: “Nel dire che il mito è una narrazione sacra – continua l’enciclopedia – s’intende che esso viene considerato verità di fede e che gli viene attribuito un significato religioso o spirituale. Ciò naturalmente non implica che la narrazione sia vera (toh,  ma dai… – ndr), e nemmeno che sia falsa”.

Già. Più chiaro di così… (cap)

CRISI, MANIFESTO ANTIDEPRESSIVO
La ricetta di Preatoni per uscire dal tunnel
e ridare fiducia e benessere all’Italia: basta coi tagli lacrime e sangue, si stampi moneta per rilanciare investimenti e consumi

CRISI, MANIFESTO ANTIDEPRESSIVO
La ricetta di Preatoni per uscire dal tunnel
e ridare fiducia e benessere all’Italia: basta coi tagli lacrime e sangue, si stampi moneta per rilanciare investimenti e consumi


Una scelta diversa è possibile (Clicca e appprofondisci)

Una scelta diversa per battere la crisi economica è possibile.
Non solo è possibile, è anche doverosa.
È una scelta di coraggio, di lucidità e di responsabilità.

Di coraggio, perché è una scelta eretica, che sfida l’ortodossia del pensiero economico dominante.
Di lucidità, perché è una scelta libera da pregiudizi e da scorie ideologiche, ma ancorata alla realtà fattuale.
Di responsabilità, perché si preoccupa seriamente del futuro dei nostri figli ai quali dobbiamo lasciare un patrimonio di opportunità… Read the rest of this entry

Scandiano choc: Bersani 47%, Renzi 44%
La non-campagna elettorale del sindaco non-tifoso e opinion maker Cat-Alessio (che, saggio, non s’è mai schierato né troppo nettamente né troppo pubblicamente con questo o con quell’altro candidato primario)
e l’effetto-traino dell’esagit prop
C’è Beppe (consigliere regionale
di stretta osservanza renziana) provocano un maremoto politico
nel paesino natale di Prodi. Rapporti
di forza interni e poteri contrattuali esterni, leadership partitica e futuro amministrativo, trampolini per il Parlamento e carriere generiche, coalizione e giunta: le carte bolse si rimescolano, nulla sarà come prima
Sinistra-presepe a rischio, ex Dc all’assalto

Scandiano choc: Bersani 47%, Renzi 44%
La non-campagna elettorale del sindaco non-tifoso e opinion maker Cat-Alessio (che, saggio, non s’è mai schierato né troppo nettamente né troppo pubblicamente con questo o con quell’altro candidato primario)
e l’effetto-traino dell’esagit prop
C’è Beppe (consigliere regionale
di stretta osservanza renziana) provocano un maremoto politico
nel paesino natale di Prodi. Rapporti
di forza interni e poteri contrattuali esterni, leadership partitica e futuro amministrativo, trampolini per il Parlamento e carriere generiche, coalizione e giunta: le carte bolse si rimescolano, nulla sarà come prima
Sinistra-presepe a rischio, ex Dc all’assalto


ESCLUSIVO! VENTO CALDO DI SCIROCCO, IL SINDACO MAMMI MEDITA DI PASSARE AL ‘NEMICO’

POLLICE SU. PAGANI SFOTTE LA COMPAGINE BERSANIANA: “CI VEDIAMO AL BALLOTTAGGIO”

L’ANCIEN REGIME NON SFONDA
-> RIVOLUZIONE ARANCIONE IN ATTO


Primarie “SCAGNOZZI” ATTAPIRATI
Casalgrande: cucù, l’exploit culatello non
c’è più (pretendevano un fiume di voti,
è arrivato un bagnetto di sangue). A furia
di veline-stampa da Pravda melensa, d’un turbo-marketing politico che nemmeno Renzi su “Chi” e d’un approccio obamiano con tanto di staff (p)residenziale degno della Regione Sicilia, nell’ultimo anno ci han fatto credere di abitare in un paesello (non
a caso dormitorio: ma qualcuno forse s’è svegliato) ad alta densità e identità benzinaio-piacentina, menando cioè
il torrone autoreferenziale (agitando
il turibolo partitico, ciurlando nel manico castale, sfogliando l’incunabolo elettorale) per mesi e mesi, quindi per cieli e per mari, sui giornali amici e sulle bacheche di Faccialibro. Il sindaco uscente, e dunque giocoforza in carriera, s’è fatto addirittura in quattro (primo cittadino, responsabile organizzativo provinciale, leader comunale e marito fedele) per portare acqua – calda, ossigenata, di Lourdes – al mulino “a vanto” del suo leader e capo-corrente e datore di lavoro (prima il matrimonio del 25 aprile celebrato dal cooptato mons. Errani, poi
la festa billionaire di Villalunga e quella nazionale al Campovolo, infine l’ostensione di San Bersani d’Assise portato a spalla in processione piastrellara l’altro giorno
a Dinazzano), che però non è riuscito
a smacchiare il giaguaro ovvero ad andare oltre un ordinario 51,86% dei consensi (piazzandosi solo al 20° posto tra i comuni della provincia più ortodossi – nel senso
di difensori dell’usato sicuro, Bindi inclusa
– e fedeli alla ditta). Appena 2.127 votanti nella più tifata sfida X Factor della storia Pd

L’ANCIEN REGIME NON SFONDA
-> RIVOLUZIONE ARANCIONE IN ATTO


Primarie “SCAGNOZZI” ATTAPIRATI
Casalgrande: cucù, l’exploit culatello non
c’è più (pretendevano un fiume di voti,
è arrivato un bagnetto di sangue). A furia
di veline-stampa da Pravda melensa, d’un turbo-marketing politico che nemmeno Renzi su “Chi” e d’un approccio obamiano con tanto di staff (p)residenziale degno della Regione Sicilia, nell’ultimo anno ci han fatto credere di abitare in un paesello (non
a caso dormitorio: ma qualcuno forse s’è svegliato) ad alta densità e identità benzinaio-piacentina, menando cioè
il torrone autoreferenziale (agitando
il turibolo partitico, ciurlando nel manico castale, sfogliando l’incunabolo elettorale) per mesi e mesi, quindi per cieli e per mari, sui giornali amici e sulle bacheche di Faccialibro. Il sindaco uscente, e dunque giocoforza in carriera, s’è fatto addirittura in quattro (primo cittadino, responsabile organizzativo provinciale, leader comunale e marito fedele) per portare acqua – calda, ossigenata, di Lourdes – al mulino “a vanto” del suo leader e capo-corrente e datore di lavoro (prima il matrimonio del 25 aprile celebrato dal cooptato mons. Errani, poi
la festa billionaire di Villalunga e quella nazionale al Campovolo, infine l’ostensione di San Bersani d’Assise portato a spalla in processione piastrellara l’altro giorno
a Dinazzano), che però non è riuscito
a smacchiare il giaguaro ovvero ad andare oltre un ordinario 51,86% dei consensi (piazzandosi solo al 20° posto tra i comuni della provincia più ortodossi – nel senso
di difensori dell’usato sicuro, Bindi inclusa
– e fedeli alla ditta). Appena 2.127 votanti nella più tifata sfida X Factor della storia Pd


Risultati primarie “Italia Bene Comune” nel Comune di Casalgrande

2.127 votanti:

Bersani: 1103 voti, 51,86%
Tabacci: 9 voti, 0,42%
Puppato: 34 voti, 1,60%
Vendola: 116 voti, 5,45%
Renzi: 865 voti, 40,67%

SI ANDRA’ AL BALLOTTAGGIO 

A destra, un recente esempio di ballottaggio politico. A Casalgrande la metà degli elettori Pd non ha votato Bersani (forse con l’intento di indebolire il sindaco e il suo entourage)

I comuni più “bersaniani” della provincia di Reggio Emilia

Casalgrande decadence: l’assessore renziano Cassinadri festeggia il buon risultato di Renzi facendosi leccare un orecchio da un fan di Rossi

FABBRICO 61,81
VETTO 61,80
RIO SALICETO 60,02
LUZZARA 59,68
REGGIOLO 58,47
CAMPAGNOLA EMILIA 55,76
CADELBOSCO DI SOPRA 55,58
SAN MARTINO IN RIO 55,21
ROLO 54,99
CAMPEGINE 54,68
CASTELNOVO DI SOTTO 54,58
POVIGLIO 54,48
BAGNOLO IN PIANO 54,06
SANT’ILARIO D’ENZA 52,83
MONTECCHIO EMILIA 52,73
GUASTALLA 52,55
GATTATICO 52,55
RUBIERA 52,47
CAVRIAGO 52,41
CASALGRANDE 51,86

Alcuni “scagnozzi” renziani si son dati alla pazza gioia

NOVELLARA 51,67
REGGIO EMILIA 51,46
GUALTIERI 51,10
BIBBIANO 50,79
CARPINETI 50,10

Sabato sera il pur ottimo sindaco di Casalgrande ha detto che i votanti sarebbero stati 2.500 (400 di più)

LA CASTA: SCENE DAL CIRCO PARTITICO

LA CASTA: SCENE DAL CIRCO PARTITICO


Venerdì pomeriggio a Dinazzano: il benzinaio Bersani sventola una bottiglietta (infiammabile) di aceto Dodi

Gerontocrazia al potere. La platea del B-Day all’ex Omega: un po’ come gli anziani in gita al convegno di Samorì

Il sindaco in carriera (Parlamento o coop rosse?) Rossi tiene a far sapere via Facebook che oggi ha votato

Da San Prospero a San Camillo (Ruini)
L’ha spuntata Cl: il cappellano del Milan di Sacchi vescovo a Reggio

Da San Prospero a San Camillo (Ruini)
L’ha spuntata Cl: il cappellano del Milan di Sacchi vescovo a Reggio


Don Massimo Camisasca è storiografo ufficiale del movimento ciellino, suo nipote Michele è dirigente nell’area del personale della Regione Lombardia. Già pronto un banner sul sito della fondazione missionaria San Carlo per raccogliere fondi per l’attività pastorale che inizierà il 16 dicembre (Da ilfattoquotidiano.it)

Un vescovo di Comunione e Liberazione nella terra di Giuseppe Dossetti. Sembrava impossibile e invece, a partire dal 16 dicembre prossimo, nel duomo di Reggio Emilia si insedierà don Massimo Camisasca, sostituendo Adriano Caprioli. E se la scelta si dice spirituale, a preoccupare sono le conseguenze politiche. È la città di uno dei padri democristiani della Costituzione italiana, un tempo capitale della patria rossa dalle vie Stalingrado e piazza Lenin e ora si trova a dover incassare il più inatteso dei colpi, l’arrivo di un vescovo ciellino. Massimo Camisasca, nato nel 1946, una delle colonne portanti di Comunione e Liberazione è conosciuto come lo storiografo ufficiale di don Luigi GiussaniCappellano del Milan di Sacchi e per un certo periodo professore di filosofia all’università cattolica di Milano, il sacerdote va ad occupare l’ambito posto nella diocesi che fu in origine del cardinale Camillo Ruini. Un passato impegnativo che renderà la permanenza reggiana una sfida senza paragoni… Read the rest of this entry

Un 61enne “malato oncologico” di Bibbiano protesta contro le assurde tariffe dei parcheggi (i primi 60 minuti gratis, poi 3,50 euro all’ora) del Santa Maria Nuova: “E’ una vergogna”. Nel suo tazebao de doleance via FB (310 condivisioni
in poche ore: un vero record) ha “taggato” a stretto giro di ‘post’ gli assessorissimi Gandolfi e Spadoni

Un 61enne “malato oncologico” di Bibbiano protesta contro le assurde tariffe dei parcheggi (i primi 60 minuti gratis, poi 3,50 euro all’ora) del Santa Maria Nuova: “E’ una vergogna”. Nel suo tazebao de doleance via FB (310 condivisioni
in poche ore: un vero record) ha “taggato” a stretto giro di ‘post’ gli assessorissimi Gandolfi e Spadoni


LA RISPOSTA DELL’ASSESSORE CICLABILE
Le valutazioni sulla gestione dell’area interna all’ospedale le prende l’ospedale, poi le comunica al Comune che assume le ordinanze necessarie, ovviamente condividendole. L’ospedale vuole limitare l’accesso all’area interna solo a chi si reca al pronto soccorso e a chi deve andare agli ambulatori e naturalmente ai disabili. Nella zona del pronto soccorso in particolare vorrebbero limitare l’accesso alle sole emergenze. Potrei anche dire che i ricavi rimangono all’ospedale e non al Comune, ma il problema è che il provvedimento non vuole fare soldi su chi ha bisogno, ma tenere fuori chi non ha bisogno per garantire l’accesso agli altri. Per questo è previsto che uno non sosti oltre la prima ora. Nel caso di chi si reca al pronto soccorso per emergenza o agli ambulatori specialistici, mi risulta che non paghino ovviamente neppure per le ore successive alla prima, compreso ematologia. Sarà mia cura verificare, ma sono certo che l’ospedale non lucra sui parcheggi e men che meno su chi ha bisogno. Certo nel clima attuale tutti sono legittimati a pensare il peggio, che siamo tutti dei ladri e dei farabutti. Rimpiangerò forse di non avere avuto il cinismo di consigliare l’ospedale di non fare nulla e lasciare la condizione selvaggia di prima, l’unica adatta forse al tempo d’oggi. Comunque la sua accusa è molto pesante e la verificherò. (Paolo Gandolfi)

Si fanno i dispetti anche l’ultimo giorno: bersaniani e renziani (che fino a prova contraria corrono uniti sotto lo stesso simbolo e turibolo rappresentando cioè la stessa ditta partitica) organizzano oggi in simultanea le feste di chiusura delle loro personali campagne elettorali. Allertata la protezione civile

Si fanno i dispetti anche l’ultimo giorno: bersaniani e renziani (che fino a prova contraria corrono uniti sotto lo stesso simbolo e turibolo rappresentando cioè la stessa ditta partitica) organizzano oggi in simultanea le feste di chiusura delle loro personali campagne elettorali. Allertata la protezione civile



IL SEGRETARIO BENZINAIO BERSANI E’ A DINAZZANO ALLE ORE 16.00
DELRIO E C’E’ BEPPE SONO IN PIAZZA PRAMPOLINI ALLE ORE 18.30