Prendete (un posto a tavola) e mangiatene tutti, questo NON è il mio “torto” offerto in sacrificio per voi. Buon appetito… Prosit!

Compagni di forchetta al BOCCIODROMO!
Scoop! Il sindaco Mammi VENERDI’ scorso ha CENATO col Paglio ad Arceto, perdipiù sedendo allo stesso TAVOLO e degustando la stessa pasta, la stessa carne, lo stesso caffé e “ammazzando” il tutto (tipo lupara bianca: ubriacateci tutti!) con un LIMONCINO della stessa marca e provenienza (bevanda d’alcol venduta a Reggio Emilia ma imbottigliata in meridione e perciò pur’essa assolutamente sospetta e reietta e dunque oggetto criminis di un’occhiuta inchiesta da parte del Resto del Nocino). “Nessun imbarazzo… e perché mai!?” Intervistona esclusiva a pancia piena, a bocce ferme

Prendete (un posto a tavola) e mangiatene tutti, questo NON è il mio “torto” offerto in sacrificio per voi. Buon appetito… Prosit!

Compagni di forchetta al BOCCIODROMO!
Scoop! Il sindaco Mammi VENERDI’ scorso ha CENATO col Paglio ad Arceto, perdipiù sedendo allo stesso TAVOLO e degustando la stessa pasta, la stessa carne, lo stesso caffé e “ammazzando” il tutto (tipo lupara bianca: ubriacateci tutti!) con un LIMONCINO della stessa marca e provenienza (bevanda d’alcol venduta a Reggio Emilia ma imbottigliata in meridione e perciò pur’essa assolutamente sospetta e reietta e dunque oggetto criminis di un’occhiuta inchiesta da parte del Resto del Nocino). “Nessun imbarazzo… e perché mai!?” Intervistona esclusiva a pancia piena, a bocce ferme


-> INTERVISTA SEMISERIA (In parte reale, in parte immaginata. Satira politica, parodia di costume)

Dopo la polemica “lapidaria”, i rivali Dj Emerenz e Don Paglio Terenziani piangono sulla tomba della fu unità del Pdl reggiano

L’INTERVISTA C’E’ STATA REALMENTE. ASSOLUTAMENTE E’ STATA INCENTRATA SULLA CENA DELLA SERA PRIMA AD ARCETO (LADDOVE MAMMI S’E’ HA DIVISO LO STESSO TAVOLO COL CRISTO MESSO IN CROCE E POI RISORTO (TRADITO DA GIUDA E RINNEGATO DA PIETRO). VERAMENTE IL SINDACO NON SI E’ IN ALCUN MODO’ DICHIARATO IMBARAZZATO E ANZI HA AGGIUNTO CHE DALLA SUA MAGGIORANZA NON PARTIRA’ ALCUNA NOTA STAMPA O MOZIONE SULLA CENA DEL 21 MARZO (“FIGURIAMOCI…”),  NE’ TANTOMENO SULLA SUA CENA AL BOCCIODROMO (CI MANCHEREBBE…) ;-)

Sabato pomeriggio abbiamo chiesto al sindaco di Scandiano di renderci edotti e persino un po’ sedotti circa la cena della sera prima al bocciodromo di Arceto, paese notoriamente “infiltrato” da politici Pd nonché paese d’origine sia di Alessio sia del Paglio. Lo abbiamo incontrato per caso in Corso Garibaldi (personaggio storico notoriamente sospetto avendo sbarcato coi Mille a Marsala, Sicilia), tutto bello incravattato e sorridente, e difatti, contento di vederci, non si è sottratto al nostro fuoco di fila.

Il sindaco di Scandiano stringe la mano a Eboli. Mammi invita poi a cena il consigliere Pdl: “Marco, quando organizziamo una bella degustazione al risto Capriolo? Porto anche i miei assessori, tanto nessuno li conosce…”

Alessio, sei elegantissimo. Dove sei stato oggi? Dove andrai?

Sono stato a un matrimonio.

Te lo chiedo a bruciapelo: c’erano anche dei calabresi?

Può essere, non posso saperlo.

Giusto… Ma ho le prove, c’erano eccome.

Vabbè, e allora? Anche molti del mio partito, a Reggio, hanno fatto o faranno le ferie in Calabria…

Per non parlare del sindaco di Reggio, che in campagna elettorale (chissà perché…) è stato addirittura ospitato a Cutro, dove ha partecipato alla sagra del Crocefisso (portando la statua di Castagnetti sulle spalle in processione, mentre oggi è un devoto di San Renzi, protettore dell’Anci) e quindi chissà quante mani avrà stretto e quanti piedi intravisto, come ha buttato lì Sarzi Amadè al quotidiano “UltimaDiCopertina”  l’altro giorno… tutte mani e piedi immacolati, al di sopra di ogni sospetto, per carità, poiché, invertendo un celebre motto, non è giusto che la verità che nessuno ascolta diventi (come spesso cade) l’anticamera dei dubbi che qualcuno sventola pure in assenza di vento e di ciccia…

Al direttivo Pdl di lunedì sera c’era anche Liborio

Beh, se è per questo il comune di Reggio ha poi dedicato una strada alla nostra cittadina “gemella”, chiamandola giustappunto “Viale Città di Cutro”, alla cui inaugurazione ha preso parte anche il sindaco del comune della Locride. E allora?

No, niente, così…. Hai organizzato tu il matrimonio di oggi?

No, ero soltanto uno dei tanti invitati.

C’era un metal detector all’ingresso della chiesa, o magari qualche manifesto con su scritto “Wanted” all’ingresso?

No, perché?

No,  niente. Però sei stato invitato dagli sposi, cioè dagli organizzatori stessi…

Sì, perché?

Il Paglio prende a braccetto l’amico cronista decantandogli per filo e per segno il succulento menu della prossima, imminente cena nel resort (relais du chateau) Borgo delle Libertà ad Arceto, con tanto di invito ufficiale a partecipare all’intimo desco e stavolta insieme a una camerawoman di TelePastaTricolore. Il giornalista, pur lusingato, tentenna. L’acquolina sale alla bocca… Poi però, di colpo, estrae dal cappotto la bibbia gastronomica del Gambero Rosso, regalatagli dal Carlino e con dedica di Borsellino (la famosa Agenda Rossi, dal nome del fotografo del giornale), e senza pensarci due volte la alza e la mostra al commensale pidiellino pronunciando queste parole: “Ti ringrazio, ma sono a dieta… e poi preferisco la pizza sormontata da una doppia razione e guarnizione di fresco pomodoro pachino… tipo quella che fanno agli Antichi Sallusti”. E il Paglio, sconsolato: “Ho capito, ho capito… il Gambero Rosso, l’agendina rossa, la pummarola ‘n coppa… Sei diventato pure tu un comunista! Cattocomunista!!! Consumistiiiiiii!!!”

No, niente. Il Paglio invece non è stato invitato da colui o da coloro che l’hanno organizzata, ma da conoscenti a loro volta invitati… Vabbè, ti spiego dopo…

Perché tiri fuori lui?

Perché ieri sera avete cenato insieme: confessi signor sindaco, non sia reticente!

Sì, è vero, non ho alcun problema ad ammetterlo.

Si dice fosse una cena all’insegna del rutto libero, e che quindi, insieme, vi siate lasciati allegramente andare ad emissioni gastrico-esofagee della peggior specie nonché a strofe pecorecce tipo quelle in rima della serie “osteria del Vaticano (parabonsibonsibò)” o magari prese in prestito dai film di Vitali e Banfi, manco foste nel peggior bar di Caracas…

Smentisco seccamente questo particolare, e se qualcuno lo conferma sono pronto a quererarlo!

Lasci stare… guardi cosa è successo a Sallusti…

Piuttosto… Anche quello era un luogo pubblico (il ristorante “Antichi Soloni” è addirittura un esercizio pubblico e tra l’altro aperto quella stessa sera al pubblico: dunque non era né una cena privata né una cena occulta), anche tu sei un personaggio pubblico (nella fattispecie un politico) e anche quell’evento è stato pubblicizzato (il matrimonio attraverso l’albo pretorio, la cena attraverso una nota apparsa su un quotidiano il giorno stesso). Ma tu eri in veste privata, e ciò è grave, mentre lui ha accettato controvoglia un cazzo di invito da colleghi di partito nell’esercizio della sua funzione pubblica di doppiamente eletto (in consiglio e in provincia), un invito come in questi anni gli hanno rivolto centinaia di persone diverse, e che colpevolissimo ha pure quasi sempre partecipato! Il Paglio pranza e cena fuori (per lavoro, per politica, con amici o familiari o ragazze – anche dette “persone informate sui falli”… è una battuta, suvvia) almeno 150-200 volte ogni anno. E a volte gli capita di dormire persino via, in albergo, o di andare in vacanza all’estero, in Francia, passando ingenuamente da Ventimiglia (Liguria, sul confine: lui non va mai in aereo, e se la fa tutta in macchina, è quella è l’unica strada terrestre per accedere alla Costa Azzurra; certo, volendo ci sarebbe il mare… ma poi sarebbero buoni di scambiarlo per un contrabbandiere di sigarette, ossia di “paglie”, e visto che lo chiamano “il Paglio” già quest’assonanza lessico-fonetica costituirebbe un indubbio e sufficiente motivo per farci sopra una settimana di titoloni-oni-oni sul Pesto del Genovino, prestigioso foglio di specialità marinare stampato nel golfo dei Poeti e distribuito nel golfo del Tigullio)… a proposito di Ventimiglia… altro indizio da non sottovalutare: il comune ligure è stato sciolto per mafia…

E’ vero, e allora?

Non si metta sulla difensiva, signor sindaco. Domanda: conosceva personalmente tutti i presenti al matrimonio?

Certo che no.

Ah, imperdonabile leggerezza la sua… Ma le do una chance: conosceva però tutti i presenti alla cena di ieri sera al bocciodromo di Arceto, vero?

No, nemmeno.

Ah, male, lei è d’una superficialità estrema, e se fossi nel suo partito le chiederei di chiarire… Insisto: ne conosceva però tante, di persone, sia al matrimonio sia al bocciodromo, vero?

Sì.

Bene. Pensi invece che il Paglio (no, non il Palio dell’Angelica, che ci sarà sabato sera nella Rocca boiardesca) su 70-80 persone attovagliate (quattro tavolate) ne conosceva molte di meno, sì e no quelle del suo tavolo…

E gli altri?

Non faccia finta di niente: gli altri siamo noi, lo cantava anche Umberto Tozzi…

(FINE PRIMA PARTE / CONTINUA – 1)

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