CIVILTA’ O BARBARIE – 1?
Quest’Italia irrazionale e incattivita


Tris di cristologia, miti greci e riti voodoo
“Le streghe han smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle” (Voltaire… nel senso di “vultèr” pagina: Gesù e lo scandalo, Girard e l’agnello sacrificale)

CIVILTA’ O BARBARIE – 1?
Quest’Italia irrazionale e incattivita


Tris di cristologia, miti greci e riti voodoo
“Le streghe han smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle” (Voltaire… nel senso di “vultèr” pagina: Gesù e lo scandalo, Girard e l’agnello sacrificale)


“Il secondo stereotipo della persecuzione è quello delle accuse stereotipate: non importa che le persone accusate abbiano realmente commesso il crimine, importa la credenza nei loro confronti: ovvero non è necessario stabilire la prova. In ‘Il capro espiatorio’ (1982) Girard esamina, tra gli altri, i testi di persecuzione, risalenti al XIII secolo, che addossavano agli ebrei le accuse di infanticidio, di incesto, di avvelenare i pozzi, che sono stereotipi persecutori rintracciabili in molti miti. Così per la persecuzione degli ebrei durante la peste nera o la caccia alle streghe. Se il carattere falso di queste accuse è un’evidenza per tutti noi, nel caso di questi testi, perché non lo è nel caso dei testi mitici? Quest’opera contiene analisi mimetiche di alcuni brani evangelici.

“Lo scandalo esiste solo se qualcuno lo solleva, in quanto non nasce da un’azione sbagliata in sé, bensì dal rumore morale vero o presunto che ne deriva, dal venticello che alimenta un rogo mai acceso, che arde di un umore proiettivo (preventivamente protettivo) che nelle società laiche o civiltà evolute sarebbe tamburo sordo, vulcano spento.

Essendo fatto di costume, cioè atto di cultura (coi suoi totem e i suoi tabù), di una cultura intesa come spirito del tempo e dunque gioco delle parti, quasi sempre lo scandalo, figlio legittimo dell’idea di peccato, esiste solo nelle pupille miopi o sanguigne di attori sociali comunque in buonafede e comunitariamente inseriti, i quali però guardano ma non vedono (l’essenziale, si sa, è invisibile agli occhi; l’esiziale invece sa mettere solide e stolide radici), laddove purtroppo per via di specchi magici, sprechi logici, spregi ultimi e sfregi intimi il connotativo prevale sul denotativo.

Per chi in questa Italia disastrata, un po’ fata ignorante e un po’ femme fatale, giudica senza sapere. Per chi tifa e insiste nell’errore, per chi, dominato da narcisismo etico o integralismo mitopoietico, gufa e gode nell’orrore. Giacché la paura genera paura e l’imbarazzo provoca imbarazzo”

(Anassimandro riportando a braccio il pensiero di Anassimene durante una cena presocratica presso il ristorante Antichi Soloni organizzata all’insaputa di Talete in un ristorante della Magna Grecia)

***

Lo scandalo
Il significato proprio di scandalo in greco è ostacolo, inciampo, qualcosa che ci fa sobbalzare. Scandalizzarsi significa inciampare-inciamparsi. E, se uno inciampa, è per colpa della propria disattenzione, o di fattori esterni che lo fanno inciampare.

Un’arringa sotto forma di dialogo

Gesù scandalo
“Ora, Giovanni, avendo udito in carcere le opere del Cristo, mandò per mezzo dei suoi discepoli a dirgli: “Sei tu colui che viene o dobbiamo aspettarne un altro?”. E rispondendo Gesù disse loro: “Andate a riferire a Giovanni le cose che udite e vedete: i ciechi riacquistano la vista e gli zoppi camminano, i lebbrosi sono
mondati e i sordi odono, e i morti risuscitano e ai poveri viene annunziata la buona notizia. E beato è colui che non si scandalizza di me” (Mt. 11, 6).
Non ciò che entra nella bocca rende impuro l’uomo, ma ciò che esce dalla bocca, questo rende impuro l’uomo”. Allora avvicinatisi i discepoli gli dicono: “Sai che i farisei ascoltando la tua parola si sono scandalizzati?” (Mt.15, 11-12).
“Allora dice loro Gesù: “Voi tutti vi scandalizzerete di me in questa notte; infatti sta scritto: colpirò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge. Ma dopo che io sarò risuscitato, vi precederò nella Galilea” (Mt. 26, 31-32)
“Vi ho detto queste cose affinché non siate scandalizzati. Vi faranno espellere dalle sinagoghe; ma viene l’ora che chiunque vi ucciderà, crederà di rendere culto a Dio. E faranno queste cose poiché non hanno conosciuto né il padre né me. Ma vi ho detto queste cose affinché quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate,
poiché io ve le ho dette” (Gv. 16,1-4)
“E mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza, noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani.” (1 Cor. 1, 22-23)

E’ del 2011: da compulsare avidamente

Perché Gesù scandalizza?
Perché non sta solo nella tradizione.
Perché fa parlare le sue azioni.
Perché è coerente e radicale.
Perché va incontro alla sofferenza e non la elude.
Perché propone la croce come misura dell’amore.
Perché si presenta come un Dio sconfitto.
Siamo noi lo scandalo
“E Pietro presolo con sé cominciò a rimproverarlo dicendo: “Dio ti preservi, Signore! Ciò non ti accadrà mai!”. Ma egli voltatosi disse a Pietro: Va’ via da dietro di me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non hai il senso delle cose di Dio ma di quelle degli uomini” (Mt. 16,22-23)
“Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, è meglio per lui che gli si metta una macina da asino al collo e venga gettato nel mare”. (Mc 9,42)

***

In senso figurato, un “capro espiatorio” è qualcuno a cui è attribuita tutta la responsabilità di malefatte, errori o eventi negativi e deve subirne le conseguenze.

La ricerca del capro espiatorio è l’atto di voler identificare irragionevolmente in una persona, un gruppo di persone, o una cosa la causa responsabile di gravi problemi, spesso con il celato obiettivo di nascondere le vere cause o i veri colpevoli.

La ricerca del capro espiatorio è un importante strumento della propaganda: ad esempio, gli Ebrei vennero individuati dalla propaganda nazista come fonte del collasso politico e dei problemi economici della Germania.

La ricerca del capro espiatorio è particolarmente devastante perché solitamente la colpa è attribuita a un gruppo di minoranza, che trova difficile difendersi dalle accuse. Una tattica spesso impiegata è quella di caratterizzare un intero gruppo di individui per la condotta non etica o immorale di un piccolo numero di appartenenti a tale gruppo. (Wikipedia)

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