Monthly Archives: luglio 2012

Esclusivo! Il cuoco a domicilio e street artist Stefano venerdì volerà in Cina: “Reggio mi sta stretta, per questo ho deciso di cercare fortuna a Shanghai. Comincerò col lavorare in un ristorante, poi si vedrà. Là ho un mio amico d’infanzia e altri agganci: ci sono stato in gennaio e trovo che sia una megalopoli dinamica, capace di offrire tanti stimoli e possibilità a chi ha voglia di rimettersi in gioco. E poi amano tutto ciò che è italiano: adorano il nostro stile di vita, la nostra cultura e creatività, che reputano esotica”.
Grande! Ci mancherai. In bocca al lupo!!!

Esclusivo! Il cuoco a domicilio e street artist Stefano venerdì volerà in Cina: “Reggio mi sta stretta, per questo ho deciso di cercare fortuna a Shanghai. Comincerò col lavorare in un ristorante, poi si vedrà. Là ho un mio amico d’infanzia e altri agganci: ci sono stato in gennaio e trovo che sia una megalopoli dinamica, capace di offrire tanti stimoli e possibilità a chi ha voglia di rimettersi in gioco. E poi amano tutto ciò che è italiano: adorano il nostro stile di vita, la nostra cultura e creatività, che reputano esotica”.
Grande! Ci mancherai. In bocca al lupo!!!


Stefano (42 anni), artista dei fornelli e dello stencil

Stefano (originario di Aprilia, Latina) all'opera in cucina, dove è un mago. Ha frequentato l'Università del Progetto e quindi ha lavorato come grafico e creativo nello studio pubblicitario "Foletti & Petrillo". A Reggio lascia tanti ricordi indimenticabili, molti amici e molti affetti, quasi tutti inconsolabili

Agenda ROSSI (stavolta Vasco, non l’altro)
-> Decostruiamo le oligarchie partitiche!
Immenso Komandante (il rocker è con noi)

Il suo atteso manifesto antipolitico è arrivato (via web): “In Italia ci vuole la rivoluzione. Diamoci una mossa. Non c’è speranza se non si fa qualcosa di veramente drastico”

Agenda ROSSI (stavolta Vasco, non l’altro)
-> Decostruiamo le oligarchie partitiche!
Immenso Komandante (il rocker è con noi)

Il suo atteso manifesto antipolitico è arrivato (via web): “In Italia ci vuole la rivoluzione. Diamoci una mossa. Non c’è speranza se non si fa qualcosa di veramente drastico”


“In Italia ci vuole la rivoluzione”. Anzi no, ladeconstruction. Vasco Rossi torna a parlare al suo popolo attraverso i suoi amati clippini e questa volta lo fa per discutere di politica. Una politica che, nel Belpaese, “è troppo impopolare e di risolvere i problemi della gente non ne ha voglia”. La giusta ricetta per salvare questa nazione “che sta andando a rotoli”, è un’azione drastica, “la rivoluzione”. Ma, spiega il Blasco ai 3 milioniabbondanti di ‘amici’ iscritti alla sua paginaFacebook, “le rivoluzioni sono terribili, sono tragedie terrificanti, spaventose, con massacri, sangue e sofferenze. No, c’è una nuova parola che forse è quella utile, il decostruttivismo (decostruzionismo – ndr)”. Un concetto teorizzato dal filosofo francese Jacques Derrida che auspica alla de-costruzione di ciò che è stato costruito. “Un processo meno violento della rivoluzione – spiega il Kom, in cattedra sulle note di Harvest di Neil Young – secondo cui se tutti fanno un passo indietro si può trovare il modo di risolvere”.

Come Mina prima di lui, anche il Blasco sembra quasi tendere a quel modello provocatorio, irriverente e fatto di parole forti impersonato da Beppe Grillo. Che l’8 settembre 2007 lanciò il Movimento 5 Stelle attraverso un’iniziativa popolarissima che seppe riempire, a una a una, tutte le principali piazze italiane. Il Vaffa Day. Anche Vasco, così come Grillo, invoca il cambiamento, contesta la classe politica attuale, futura o passata e analizza, problema dopo problema, i mali che, a suo parere, affliggono l’Italia. Non ha paura di usare frasi dure e richiami populisti per spiegare ai fan quali sono i più grossi guai del Belpaese..

“La macchina dello stato, la macchina burocratica, che in questi 40 anni è stata fatta crescere a dismisura, a partire dai governi democristiani, che facevano assumere gente solo per raccogliere voti” è il secondo noto da sciogliere in Italia per il filosofo rock. Così, incalza il Kom “abbiamo una macchina statale dove c’è il 50 – 60% di personale in più, che gode di diritti, in quanto lavoratori statali, che non si capiscono, visto che sono lavoratori come gli altri”. Tra l’altro, sottolinea Rossi, “non c’è nessun controllo sull’efficienza dell’ufficio, del lavoro. Diciamoci la verità, costano molto e non funzionano”.

Questi, per Vasco, sono i primi di una lunga lista di problemi che affondano l’Italia. “Mali da curare” per ripristinare l’ordine e la democrazia in un paese che da troppi anni, ormai, avvantaggia i “soliti noti”.

“Qui bisogna darsi una mossa – avverte il cantautore modenese – non c’è speranza se non si fa qualcosa di veramente drastico. I politici stanno lì, chiacchierano, approvano qualche leggina sul traffico, non si preoccupano della nostra salute. Fanno gran bei discorsi in Parlamento. Lontanissimi dal concetto di lotta politica”.

Ma “la politica è una guerra continua, una lotta fatta senza bisogno di colpi per vincere il potere, che usa tutti i mezzi possibili, anche i più abietti, per avere il governo. Io sono pronto, bastano 300 – 400 volenterosi giovinastri che non hanno paura di prendere qualche colpo, e anche, forse giocarsi la pelle. Poi avrei un’idea…”. (Il Fatto, oggi)

Agenda Rossi-4 Per non dimenticare-2
Altre (solle)citazioni non richieste…

Agenda Rossi-4 Per non dimenticare-2
Altre (solle)citazioni non richieste…


“Più una macchina politica mente, più essa fa dell’amore della verità promessa la parola d’ordine della sua retorica” (Jacques Derrida, “Breve storia della menzogna”)

“Nella loro ostinatezza i fatti sono superiori al potere” (Hannah Arendt, “Verità e politica”)

“Ci pisciano intesta e ci dicono che piove” (Marco Travaglio)

Allarme da sinistra: Freccero e il "furto d'informazione" da parte della politica

“Ci è stata instillata in questi anni la convinzione che la cultura non conta nulla, che il pensiero è inutile, che l’unico valore è il benessere economico.

E la morte del pensiero critico non ha prodotto benessere, ma disastro e miseria.

Per questo l’appello pubblicato dal Manifesto sul “furto di informazione” riguarda, prima ancora delle politiche economiche il tema dell’informazione.

Ai tempi de “Il Capitale” di Karl Marx il proletariato aveva valore per il suo lavoro. Ai tempi de “La società dello spettacolo” di Guy Debord (toh, ancora lui: viva il Guy Pride! – ndr) per la sua capacità di consumo. Oggi non ci resta che il voto, per questo l’economia globalizzata limita l’autonomia degli Stati. E per questo la politica vuole controllare l’informazione.

Dobbiamo ricreare una libertà di informazione, studiare nuovi canali e possibili veicoli di informazione perché si rompa l’incantesimo che ci porta a considerare il presente come l’unica possibilità. Siamo realisti, chiediamo l’impossibile“.

(Carlo Freccero per “Il Fatto”, oggi)

(*) Le prime due citazioni in epigrafe sono i due esergo al volume “C’era una volta l’intercettazione” di Antonio Ingroia, Stampa Alternativa 2009

MELISSA E FILLO, GIOVANI IN ASCESA

MELISSA E FILLO, GIOVANI IN ASCESA


Cuore con le mani sul mare / Melissa Castagnoli si gode una meritata vacanza a Sorrento

La modella reggiana incoronata da Greggio a "Veline": la puntata sarà trasmessa in tv il 14 agosto

Fascino delle "milf". Fillo Moretti a Londra s'è invaghito dell'ex sindaca di Milano Moratti

Olimpiadi: il cuoco reggiano nel quartier generale "Casa Italia"

Agenda Rossi-3 Per non dimenticare
TRE CONSIGLI NON RICHIESTI

Agenda Rossi-3 Per non dimenticare
TRE CONSIGLI NON RICHIESTI


Mario Melloni, in arte Fortebraccio, è stato uno dei più grandi giornalisti satirici italiani. In senso più lato, è stato uno dei pochi scrittori umoristici memorabili in un paese che all’umorismo ha sempre preferito la commedia grassa e l’insulto astioso. Oggi il suo ricordo è ingiustamente attenuato, specie perché si è progressivamente disfatto il campo politico in cui Melloni visse e scrisse, quello comunista. Di lui hanno memoria viva soprattutto gli italiani che hanno passato i cinquanta, e si sono formati negli anni del grande scontro tra Dc e Pci, i due grandi partiti di massa oggi ingoiati dalla storia. I corsivi di Fortebraccio raccontarono quell’Italia, e quello scontro, con una forza polemica e una leggerezza incomparabili. Le due qualità – forza polemica e leggerezza – parrebbero in contrasto. Non lo furono, in Fortebraccio, in virtù di uno stile signorile e di una prosa educata che inquadravano in forma controllatissima i giudizi più ostili, le opinioni più crudeli. Come gli riuscisse, questo scrivere insieme cortese e feroce, questo capolavoro formale, è un enigma che meriterebbe almeno un paio di corsi universitari, e chissà che qualche italianista ispirato, qualche Facoltà non distratta, non voglia provvedere. (Michele Serra – 1)

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“Conosco molte persone di sinistra. Posso dire di conoscere bene, ormai, la sinistra nel suo complesso (e nei suoi complessi… di superiorità, aggiungiamo noi – ndr Zar.). Ne penso un gran bene. Siamo, nella grande maggioranza, persone oneste. Piuttosto sobrie nella vita privata (un tempo sì, oggi invece… – ndr Zar.) e piuttosto civili nella vita pubblica. Siamo portati nella cultura, le discipline intellettuali, dotati in genere di intelligenza vivace e di acume critico, direi decisamente più riflessivi della media della popolazione italiana. Siamo impareggiabili come organizzatori di feste di piazza, come ristoratori di massa e di élite, insomma eccelliamo nel nobilissimo nonché utilissimo campo della convivialità. Non parliamo, poi, del primato a dir poco clamoroso nelle arti, le più disparate: molti di noi sono diventati eccellenti registi, ottimi cantautori, scrittori di vaglia, attori di talento, maestri della pittura. Non si contano gli artisti di sinistra che hanno avuto successo, esattamente come non si contano gli intellettuali di sinistra che godono di grande prestigio. A questo punto, c’è solo una cosa che non riesco più a capire: perché ci ostiniamo a occuparci di politica, visto che è l’unica cosa che non siamo assolutamente capaci di fare?“. (Michele Serra – 2)

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“Fare satira è sempre facile e sempre difficile. Se uno si accontenta della grana grossa, qualche battuta sui politici si riesce a fare in ogni caso. Esiste una satira da avanspettacolo che è una presa in giro caricaturale e bonaria. La cosa difficile è fare satira in maniera non banale: non ricorrere alle battute standard e provare a inventarsi cose nuove. Il satirico alla fine deve fare i conti più che con il potere, con se stesso, con la propria scrittura e con il proprio sguardo”. (Michele Serra – 3)

STASERA, DOMANI  E MERCOLEDI’ (PUBBLICITA’ GRATUITA D’UN BLOGGER SMARRITO)

Lunedì 30 luglio, la serata per l’oncoematologia. Il lunedì è il tradizionale giorno di chiusura della Festa, che dunque osserverà una pausa sia il 30 luglio sia il 6 agosto, ma non il 13, data la vicinanza con il Ferragosto. Stasera, come ogni anno, soltanto la cucina del ristorante Al Falò resterà aperta per la tradizionale cena benefica (con menu alla carta di carne alla griglia), il cui incasso sarà devoluto alle due Onlus oncoematologiche «Grade» (Gruppo Amici dell’ematologia) e «S.I.P.On.» (Scandiano Insieme per l’Oncologia). L’appuntamento è per le ore 20. L’anno scorso, in un’analoga iniziativa, sono stati raccolti oltre 7.500 euro, grazie alla risposta di 400 partecipanti alla cena. L’obiettivo è quello di bissare questo pregevole risultato.

Martedì 31 luglio
Sei ristoranti della Festa (Argentino, l’Osteria Enoteca Al Fiume, “Ai Buiaun”, i Sapori del Mare, il Falò, Gnocco e Tigelle) saranno aperti a partire dalle 19,30. Chiuso il Ristorante La Pagoda.

Alle 21 Omar Codazzi nella balera dell’Arena del Liscio, mentre alle 21,30 la Country dance dei Wild Angels all’interno dello spazio Cuba Libre.

Nella Riserva Rossa, alle 22, il tributo a Zucchero degli O.I.& B.

La Piazza della politica. I politici che saranno protagonisti dei dibattiti saranno ospitati all’interno della Piazza, un luogo di confronto, ma anche sede di eventi musicali e ricreativi.
Apre il calendario degli ospiti politici l’europarlamentare del Partito Democratico Debora Serracchiani, alle ore 21, intervistata da Nicola Fangareggi, direttore di 24emilia.com.

Mercoledì 1 agosto
Sei ristoranti della Festa (Ristorante La Pagoda, Argentino, l’Osteria Enoteca Al Fiume, “Ai Buiaun”, i Sapori del Mare, Gnocco e Tigelle) saranno aperti a partire dalle 19,30. Chiuso il Falò.

Alle 21 Marianna Lanteri nella balera dell’Arena del Liscio, mentre alle 21,30 il «Fuego latino sotto le stelle», con Miguel Dj Yuma e spettacoli con la scuola Tortuga e Kinkamaché, all’interno dello spazio Cuba Libre.

Nella Riserva Rossa, alle 22, il concerto di Branco.

Nella Piazza, alle 21, si parlerà della situazione del post-sisma con i diretti interessati, in un incontro intitolato: «l’Emilia resiste: il futuro del dopo terremoto», con Barbara Bernardelli, sindaco di Reggiolo, Fernando Ferioli, sindaco di Finale Emilia, Luciano Gobbi, responsabile Protezione Civile di Reggio Emilia, e Roberta Mori, consigliere regionale PD.

Lo spazio ludoteca. Tutte le sere, dalle 20,30, l’associazione culturale reggiana «Arte in Gioco» proporrà uno spazio culturale, di animazione e intrattenimento per i più piccoli, fino alle 23.

Il guastallese Maestri (29 anni) è arrivato in libreria-ia-ia-ò con una monumentale ricerca sui simboli dei partiti (si fa per dire) italiani

Il guastallese Maestri (29 anni) è arrivato in libreria-ia-ia-ò con una monumentale ricerca sui simboli dei partiti (si fa per dire) italiani


Dopo oltre un anno e mezzo di studi e ricerche, è stato finalmente pubblicato da Giuffrè il libro I simboli della discordia, il primo volume che cerca di trattare in modo il più possibile completo la materia dei simboli e dei contrassegni dei partiti, sia nel loro ambito naturale (le elezioni), sia negli innumerevoli scontri extra-elettorali, avvenuti regolarmente dopo scissioni e altri eventi traumatici.

Alla base del libro, le (relativamente poche) norme dettate per i contrassegni nel procedimento elettorale – per il resto, la legge non si occupa né della regolazione dei partiti, né tantomeno della regolazione del simbolo) – e le molte decisioni dei giudici e degli altri organi preposti (a partire dal Ministero dell’Interno).

Un argomento di indagine e, allo stesso tempo, un particolare punto di vista per rileggere la storia dell’Italia.
Il libro è l’occasione per capire cosa dice effettivamente la legge e come i giudici o le varie commissioni elettorali coinvolte hanno dovuto affrontare, di volta in volta, le spaccature che hanno interessato la coppia falce-martello e la fiamma tricolore, la polverizzazione (ai limiti del grottesco) dello scudo crociato in tasselli di dimensioni trascurabili (fino alla recente “rinascita” della Dc), lo spuntare improvviso di nuovi soli nascenti, garofani, rose e foglie d’edera, fino alle stagioni più recenti in cui dominano “Grilli”, “Verdi” e sui manifesti possono convivere Partiti Pirata (sconfessati) e Liste Bunga Bunga.

Ecco, di seguito, la presentazione entusiastica di Filippo Ceccarelli su La Repubblica di una settimana fa.

Progetti urbani e processi culturali IPERCANTIERE-CITTA’, CHE FARE?
Area Nord, Reggiane, Esagono, Musei e dintorni: “Siamo sicuri
che a Reggio (che ha e ha avuto grandi architetti, da Piacentini
a Manfredini) servano i punti esclamativi d’archistar-civetta?”

Progetti urbani e processi culturali IPERCANTIERE-CITTA’, CHE FARE?
Area Nord, Reggiane, Esagono, Musei e dintorni: “Siamo sicuri
che a Reggio (che ha e ha avuto grandi architetti, da Piacentini
a Manfredini) servano i punti esclamativi d’archistar-civetta?”


Dici Reggio Emilia e pensi alle archistar. Dopo i tre ponti disegnati da Santiago Calatrava per attraversare l’autostrada e rendere monumentale il collegamento fra la città e Bagnolo (settemila anime a nord del capoluogo), e in attesa della stazione sempre «designed by» Calatrava (costo 80 milioni circa) ecco che si affaccia nel laboratorio architettonico d’Italia un’altra archistar…

Dibattito in città: davvero i progetti delle archistar costituiscono un valore aggiunto?

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Dio Patria Famiglia: congratulazioni!
Casalgrande, sabato scorso si è sposato il capogruppo Pdl (!?) in consiglio comunale avv. Pellati

Dio Patria Famiglia: congratulazioni!
Casalgrande, sabato scorso si è sposato il capogruppo Pdl (!?) in consiglio comunale avv. Pellati


Sabato 21 luglio il magico sì. Simone ha portato all’altare Federica Medici, figlia della già segretaria provinciale Ccd (anni fa) Daniela Catellani e dell’imprenditore Raffaello. La coppia si sta godendo la meritata luna di miele in Canada. Beati loro! (Bravi!!!)

21 luglio: amore e sense of humour per i due neo-sposi di Casalgrande

Ci risiamo: “Sanzioni in aumento, multe agli automobilisti per far quadrare i conti dei comuni” (CdS)

Ci risiamo: “Sanzioni in aumento, multe agli automobilisti per far quadrare i conti dei comuni” (CdS)


Per tamponare ai tagli dei trasferimenti i comuni fanno sempre più ricorso alle multe a spese degli automobilisti. Dai piccoli ai grandi centri le multe si confermano la voce di entrata più gettonata per far quadrare i conti. E le aspettative delle amministrazioni locali crescono per il futuro: l’obiettivo di gettito per il 2012 è ovunque più alto, in qualche caso raddoppiato rispetto al 2011. È quanto emerge da un’indagine dell’Adnkronos sui bilanci di previsione dei comuni, che aggiorna le stime per l’anno in corso… Read the rest of this entry