Monthly Archives: giugno 2012

Chi ama chiama (e semmai spiega)? Tecnologia e rispetto, scopate e oblìo, la notte prima e il giorno dopo: come scaricare il partner nell’anno domini 2012 (dal vivo e a voce? via sms o in chat? senza rispondere e senza farsi trovare?). Dal cinismo al disgusto, il racconto ironico d’una testimone “auricolare” blogger. Ma in questa società liquida le donne (ancorché obliterate) a volte fanno di peggio e liquidano senza remore né scrupoli e senza confrontarsi (o confortarsi) con le amiche. In amore vince chi fugge o chi spiega? Chi usa o chi osa? Chi gode o chi rode?

Chi ama chiama (e semmai spiega)? Tecnologia e rispetto, scopate e oblìo, la notte prima e il giorno dopo: come scaricare il partner nell’anno domini 2012 (dal vivo e a voce? via sms o in chat? senza rispondere e senza farsi trovare?). Dal cinismo al disgusto, il racconto ironico d’una testimone “auricolare” blogger. Ma in questa società liquida le donne (ancorché obliterate) a volte fanno di peggio e liquidano senza remore né scrupoli e senza confrontarsi (o confortarsi) con le amiche. In amore vince chi fugge o chi spiega? Chi usa o chi osa? Chi gode o chi rode?


Sono sul treno e ascolto, senza alcun ritegno, la conversazione dei miei vicini. D’altra parte non posso certo continuare a leggere quando intorno a me si sta discutendo di temi di importanza capitale. Sono in tre, una coppia di fidanzati e un allegro single, tutti tra i 35 e i 40. Tema della discussione: come scaricare una donna col minor sforzo possibile. Già, perché il single, forte del suo irresistibile fascino da discotecaro doc, sembra collezionare conquiste su conquiste, che, una volta obliterate, gli vengono invariabilmente a noia. E qui nasce il problema: come si fa a dire ad una donna obliterata che non la si vuole più vedere?
La risposta più ovvia, cioè ammettere di fronte a lei, vis-à-vis, che è stata solo un passatempo – che non renderà felici, per carità, ma almeno è onesto e diretto – o, meglio ancora, mettere le cose in chiaro prima visto che non siamo più ai tempi di Jane Austen, sembra non sfiorare nemmeno lontanamente Mr. Voulez-vous-coucher-avec-moi-ce-soir.
L’amico suggerisce di mandare un sms con scritto “Non voglio vederti più” e, se lei chiama, non rispondere, così alla fine si stufa. Vorrei alzarmi e andare a complimentarmi per la classe e l’eleganza, ma sono incollata al sedile Trenitalia-fai-da-te-no-aria-condizionata-ahi-ahi-ahi e non mi posso muovere. Peccato. Ma anche l’Arthur Fonzarelli dei poveri sembra scettico, perché chiede al fidato consigliere: “Dici che non posso dirglielo direttamente via Facebook, invece che via sms?”. ..

Provocazione "a piramide": sei ragazze lì lì per farsi "obliterare"

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Dalla scelta micologica a quella mitologica
BYE BYE ROTA (au revoir!)
Noi lo avevamo previsto da tempo e anticipato a tanti (toh, ancora una volta il nostro intuito da felino in calore ha visto giusto, analizzato le forze in campo – e in campus: gente dotta, mica noccioline – e captato il sentiment della città e della politica). Finalmente un po’ di buon senso: l’arro-ganza (ganza, molto ganza e anche un po’ glamour) ascetica e asettica ha perso il match di andata: sospeso per almeno due anni il progetto-funghi contestato a destra e a manca: le decisioni sono rinviate al 2014, messe in carico alla neo-giunta

Dalla scelta micologica a quella mitologica
BYE BYE ROTA (au revoir!)
Noi lo avevamo previsto da tempo e anticipato a tanti (toh, ancora una volta il nostro intuito da felino in calore ha visto giusto, analizzato le forze in campo – e in campus: gente dotta, mica noccioline – e captato il sentiment della città e della politica). Finalmente un po’ di buon senso: l’arro-ganza (ganza, molto ganza e anche un po’ glamour) ascetica e asettica ha perso il match di andata: sospeso per almeno due anni il progetto-funghi contestato a destra e a manca: le decisioni sono rinviate al 2014, messe in carico alla neo-giunta


Per molti i "funghi" erano una "zuppa"... per questo li hanno messi in freezer

L’amministrazione comunale ha deciso di sospendere la realizzazione dei tanto contestati Funghi progettati dall’architetto Italo Rota davanti ai civici musei all’interno del progetto di restyling della struttura. Lo scrive Il Resto del Carlino che aggiunge che col denaro stanziato in parte dall’amministrazione comunale e in parte da privati verrà invece sistemato l’ultimo piano di palazzo San Francesco, che ospiterà le period-rooms, le stanze tematiche in cui esporre gli «oggetti narrativi» che hanno fatto la storia reggiana del Novecento. Si interverrà anche sullo scalone dell’ex istituto Secchi con le aule trasformate in pinacoteca di tutti i colori… Read the rest of this entry

Questi funghi non s’han da fare: anche i grillini – tra i guastafeste guasta-giunta gli ultimi ad aderire all’ampio fronte che si batte contro la sala-giochi museale – raccolgono firme (per una petizione popolare) contro il progetto di Rota & friends. Valeriani bacchetta Catellani laddove scrive (e spedisce in stampa) che il progetto “è stato approvato da una giunta democraticamente eletta dai cittadini”. Già: i cittadini semmai eleggono il sindaco, è lui – massì, consultando i partiti alleati, tutti lì col cappellino in mano – che fa la giunta… che dunque non è eletta tramite voto o i “mi piace” by FB, bensì scelta e quindi nominata dal primo cittadino (scelto direttamente dal popolo: così dice l’attuale legge elettorale), che tra l’altro può dare e togliere le deleghe e le deroghe in qualsiasi momento o tormento

Questi funghi non s’han da fare: anche i grillini – tra i guastafeste guasta-giunta gli ultimi ad aderire all’ampio fronte che si batte contro la sala-giochi museale – raccolgono firme (per una petizione popolare) contro il progetto di Rota & friends. Valeriani bacchetta Catellani laddove scrive (e spedisce in stampa) che il progetto “è stato approvato da una giunta democraticamente eletta dai cittadini”. Già: i cittadini semmai eleggono il sindaco, è lui – massì, consultando i partiti alleati, tutti lì col cappellino in mano – che fa la giunta… che dunque non è eletta tramite voto o i “mi piace” by FB, bensì scelta e quindi nominata dal primo cittadino (scelto direttamente dal popolo: così dice l’attuale legge elettorale), che tra l’altro può dare e togliere le deleghe e le deroghe in qualsiasi momento o tormento


“In questi ultimi mesi, il progetto di riqualificazione dei musei civici ha fatto molto discutere, dimostrando di non essere stato condiviso con la cittadinanza e gli attori che ruotano attorno ai musei. A questo, si aggiunge il fatto che dal 2001, data di inizio dei lavori, ad oggi sono state investite risorse per valorizzare i contenuti dei Musei Civici e, non solo i cittadini non hanno ancora visto il risultato di questi investimenti, ma si sono ritrovati un progetto pieno di installazioni di dubbia utilità e di costi spropositati (come i cosiddetti “Funghi di Rota”: 660.000 €), per la realizzazione del quale l’amministrazione comunale intende iniziare da interventi secondari quali l’ingresso sul retro, il grezzo del ristorante e nuovi spazi per allestimenti temporanei, invece di provvedere alla sistemazione e miglior conservazione dell’esistente”… Read the rest of this entry

Ariecco la macchina del fungo: ‘na tragedia
Si apre il fronte interno, finalmente anche nel silente Pd (che in camera caritatis mastica amaro accusando da mesi forti mal di pancia circa la testardaggine incazzosa dei Rota-boys caterpillar Spadoni e Catellani – anche detti “camera vanitatis”) c’è qualcuno – c’è un giudice estetico a Berlino! – che ha il coraggio e il merito di rompere il ghiaccio e le righe e los cojones dicendo pane al pane vino al vino come la vede e la pensa (e come la vedano e la pensano tantissimi reggiani estranei ai partiti) senza paura di essere richiamato all’ordine o messo in minoranza o peggio ancora in croce con l’accusa di intelligence col nemico (vedi come trattano il povero competitor Renzi, volgarmente silurato dal vice-colonnello Euchessin… pardon, Fassina proprio ieri, alla vigilia dell’odierno raduno dei Big Gang Banger): il consigliere comunale D’Andrea vuole fermare l’inutile, dannoso e costoso progetto pop (fungaiolo e modaiolo). Intanto gli intellettuali dei comitati (nazionale e locale) che si oppongono alla Disneyland museale illustrano controproposte allargando il bagaglio culturale (e il bacino di consenso: kiss kiss kiss) delle loro mille ragioni. Poi il fuoco amico dai banchi: “Mimmo cambi mestiere (ipotesi di traduzione per i non-capenti: “Cominci a lavorare”!?-ndt).
Trucis in fundo: stasera l’esorcistica parata-processione pubblica pro-Italo – una sorta/sortilegio di re-captatio benevolentiae in pompa e aula magna, con l’ostensione della sindone (anche dei cachet incassati?) dal santissimo architetto milanese

Ariecco la macchina del fungo: ‘na tragedia
Si apre il fronte interno, finalmente anche nel silente Pd (che in camera caritatis mastica amaro accusando da mesi forti mal di pancia circa la testardaggine incazzosa dei Rota-boys caterpillar Spadoni e Catellani – anche detti “camera vanitatis”) c’è qualcuno – c’è un giudice estetico a Berlino! – che ha il coraggio e il merito di rompere il ghiaccio e le righe e los cojones dicendo pane al pane vino al vino come la vede e la pensa (e come la vedano e la pensano tantissimi reggiani estranei ai partiti) senza paura di essere richiamato all’ordine o messo in minoranza o peggio ancora in croce con l’accusa di intelligence col nemico (vedi come trattano il povero competitor Renzi, volgarmente silurato dal vice-colonnello Euchessin… pardon, Fassina proprio ieri, alla vigilia dell’odierno raduno dei Big Gang Banger): il consigliere comunale D’Andrea vuole fermare l’inutile, dannoso e costoso progetto pop (fungaiolo e modaiolo). Intanto gli intellettuali dei comitati (nazionale e locale) che si oppongono alla Disneyland museale illustrano controproposte allargando il bagaglio culturale (e il bacino di consenso: kiss kiss kiss) delle loro mille ragioni. Poi il fuoco amico dai banchi: “Mimmo cambi mestiere (ipotesi di traduzione per i non-capenti: “Cominci a lavorare”!?-ndt).
Trucis in fundo: stasera l’esorcistica parata-processione pubblica pro-Italo – una sorta/sortilegio di re-captatio benevolentiae in pompa e aula magna, con l’ostensione della sindone (anche dei cachet incassati?) dal santissimo architetto milanese


I funghi di Rota: D’Andrea (Pd-reloaded) spalleggia gli intellettuali

Gli Amici dei Musei Civici tornano alla carica con l’obiettivo di fermare il progetto dell’architetto (più 7 proposte) e il consigliere del Pd li affianca. A Spadoni dice: “Cambia mestiere”

“Ritengo che la conferenza sia stato un momento costruttivo in cui sono state fornite preziose idee per la riqualificazione dei musei civici. Questi cittadini chiedono solo di partecipare ad un tavolo decisionale, ma non dopo che le decisioni siano già state assunte e cristallizzate da chi amministra”.

A dirlo è l’avvocato Ernesto D’Andrea, consigliere comunale del Pd, in prima fila ieri all’appuntamento organizzato alle Notarie, e che sulla questione musei più progetto Rota si smarca rispetto alla maggioranza politica a cui appartiene. “Il punto dolente della giornata – prosegue – è stata l’assenza completa della politica reggiana e dell’amministrazione comunale, nonostante tutti siano stati invitati per iscritto al confronto. Non ci si meravigli se i partiti tradizionali perdono consenso: questa è solo una dimostrazione di come la politica sia un corpo separato e autonomo dalla vita dei cittadini” (evvai! buongiorno D’Andrea! – ndr)…

* Stamattina, sulla Gazzetta, c’è la replica (e le ragioni) dell’assessore alla Cultura Catellani (che difende anche il collega Spadoni)…

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14° giorno / Un silenzio assordante – 3

Toh, un altro Sì che diventa No. Con coda polemica: “Ostracismo? Un veto di regime”
Celentano imita Giarrettiera: la Rai non lo vuole più (“Non ci sono soldi”: una bufala?) e lui s’incazza scrivendo una lunga letteronza (a Repubblica) in cui racconta come sono andate le cose e quindi, a suo dire, fa capire quali siano le vere ragioni del rifiuto (‘macché budget, è un caso politico’)

14° giorno / Un silenzio assordante – 3

Toh, un altro Sì che diventa No. Con coda polemica: “Ostracismo? Un veto di regime”
Celentano imita Giarrettiera: la Rai non lo vuole più (“Non ci sono soldi”: una bufala?) e lui s’incazza scrivendo una lunga letteronza (a Repubblica) in cui racconta come sono andate le cose e quindi, a suo dire, fa capire quali siano le vere ragioni del rifiuto (‘macché budget, è un caso politico’)


Adriano Celentano contro la Rai in relazione ai concerti che terrà all’Arena di Verona e alla diretta televisiva con Mediaset. Celentano insiste: c’era una trattativa con la Rai. Ma l’azienda di viale Mazzini anche oggi smentisce: nessuna trattativa… Read the rest of this entry

SILURI E MURI (di gommapiuma) “Stessi diritti: uguali opportunità?”

Sono passati 12 giorni (ok, c’è chi sta peggio: tipo gli autisti Sogea, che protestano da mesi con tanto di sit-in in Piazza Rossa senza cavare una rogna dal buco della serratura di Comune e Provincia) ma l’ass.to Cultura o chi per esso insiste a non rispondere (o forse non sa bene cosa rispondere, o forse è Mr. Giarrettiera a essere duro di comprendonio) al nostro cahier-cagher de doleance-maldepanz in 10 punti-spunti, che riproponiamo sotto (open data! open government! open source! open d’Australia!). Come dice Grillo: “Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?); noi neppure” (anzi no: a dire il vero siamo stanchi, depressi e rassegnati, quindi ci arrendiamo subito senza riserve né conserve)

SILURI E MURI (di gommapiuma) “Stessi diritti: uguali opportunità?”

Sono passati 12 giorni (ok, c’è chi sta peggio: tipo gli autisti Sogea, che protestano da mesi con tanto di sit-in in Piazza Rossa senza cavare una rogna dal buco della serratura di Comune e Provincia) ma l’ass.to Cultura o chi per esso insiste a non rispondere (o forse non sa bene cosa rispondere, o forse è Mr. Giarrettiera a essere duro di comprendonio) al nostro cahier-cagher de doleance-maldepanz in 10 punti-spunti, che riproponiamo sotto (open data! open government! open source! open d’Australia!). Come dice Grillo: “Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?); noi neppure” (anzi no: a dire il vero siamo stanchi, depressi e rassegnati, quindi ci arrendiamo subito senza riserve né conserve)


Transparency, information, participation, collaboration

Gentile Sig.ra *** altrimenti detta ***,
La ringrazio per i suoi ringraziamenti.
Detto ciò la prego di accettare la mia non-accettazione parziale della motivazione addotta.

Ritengo infatti che all’origine di tale diniego vi siano ragioni che la ragione (umana e artistica) non conosce, ossia arcana imperii a me ignoti ma non sconosciuti, che dunque posso immaginare aderenti al verosimile o per lo meno afferenti a elementi di plausibilità (di natura “ambientale”?) che se avrà pazienza di seguirmi si ricaveranno nel corso dell’esposizione che segue…

1) Non che voglia pesare sulle casse pubbliche (e anzi un po’ mi sento in colpa per il mio “azzardo” in tempi di vacche magre), ma 300 euro per un concerto in duo credo siano (o meglio: fossero) una cifra a dir poco congrua e assolutamente sostenibile per chi, come l’ufficio Cultura, investe ben altre cifre in eventi culturali, anche estivi e anche musicali.

E poi, il rigetto della proposta non è stata giustificata con la fatidica frase “abbiamo esaurito il budget, dovevate arrivare prima”: qui di budget non si parla proprio, come se tutta la rassegna in oggetto fosse stata organizzata grazie al volontariato artistico dei tanti ospiti in programma avente l’ufficio Cultura (questo è invece detto, genericamente) subito “significativi tagli”. Relativamente significativi, dal momento che la rassegna si fa e non voglio pensare che il cartellone abbia subito un altrettanto significativo taglio di proposte. Ergo, se ci saranno nonostante tutto tanti eventi, ciò significa che – vista la riduzione dei fondi – detti eventi costano poco, così come costa (costava) poco il nostro (sicché mi chiedo, pleonasticamente: perché loro sì e noi no?)…

La presentazione delle soporifere iniziative di Restate 2012


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