Monthly Archives: aprile 2012

L’ABBUFFATA DI FINE IMPER(I)O
ATTACCATI ALLA POLTRONA COME ‘PUTRIDE’ COZZE ALLO SCOGLIO
ABC, un bel Bocchino è quello che ci vuole

L’ABBUFFATA DI FINE IMPER(I)O
ATTACCATI ALLA POLTRONA COME ‘PUTRIDE’ COZZE ALLO SCOGLIO
ABC, un bel Bocchino è quello che ci vuole


“Cancellare del tutto i finanziamenti pubblici ai partiti – già drasticamente tagliati dalle manovre 2010-2011 – sarebbe un errore drammatico, che punirebbe tutti allo stesso modo e metterebbe la politica nelle mani delle lobbies”. Lo scrivono Angelino Alfano, Pierluigi Bersani e Pierferdinando Casini nella relazione alla loro proposta di legge sulla trasparenza dei partiti.

Una conclusione che fa arrabbiare non solo il “solito” Di Pietro, ma anche parti del Terzo Polo e qualcuno all’interno del Pd e del Pdl. Secondo il leader dell’Italia dei valori è “una presa in giro”, mentre il vicepresidente di Futuro e Libertà Italo Bocchino è il più veloce a commentare, su Twitter: “Se cancellare i finanziamenti ai partiti sarebbe un errore drammatico, non ridurli almeno del 50% sarebbe un atto immorale”… Read the rest of this entry

L’ABBUFFATA – 2 / GRILLO VOLA NEI SONDAGGI E LA CASTA DEI PLURI-INDAGATI SI CAGA SOTTO “PD E PDL NON ARRIVANO AL 20%”

L’ABBUFFATA – 2 / GRILLO VOLA NEI SONDAGGI E LA CASTA DEI PLURI-INDAGATI SI CAGA SOTTO “PD E PDL NON ARRIVANO AL 20%”


PROTESTE ANTI-CASTA ANCHE A SCANDIANO (NELLA FOTO, SABATO 14 APRILE)

Nichi Vendola parla di «fiume sporco dell’antipolitica». Pier Luigi Bersani teme e prevede la calata di «apprendisti stregoni» dediti alla «demagogia e al populismo», avvertendo: «Se non lo contrastiamo, questo vento ci spazzerà via tutti»… Read the rest of this entry

L’ABBUFFATA / Partitocrazia idrovora
Il Pd incassa 200 milioni dallo Stato, ma ai circoli finiscono solo le briciole

L’ABBUFFATA / Partitocrazia idrovora
Il Pd incassa 200 milioni dallo Stato, ma ai circoli finiscono solo le briciole


Solo una piccola parte dei fondi del partito finisce alle “sezioni” sul territorio. Anzi, spesso i soldi delle tessere servono a mantenere le strutture regionali. Massimo Gnudi, tesoriere del Pd dell’Emilia: “Il 36-37 per cento va sul territorio, il 30 per cento per l’attività politica più propriamente detta, il 30 per cento per il mantenimento della struttura del partito regionale, gli affitti e via dicendo”

“Il circolo lo abbiamo dovuto chiudere. Non potevamo più permetterci l’affitto della sede”. Luigi Colacchi è il segretario del Circolo Pd del quartiere Monti a Roma. Cento iscritti, una delle tantissime realtà territoriali democratiche in giro per l’Italia. Quelle che una volta si chiamavano “sezioni”. Ovvero uno di quei luoghi deputati a militanti, iscritti o simpatizzanti che dovrebbe beneficiare dei milioni e milioni di rimborsi elettorali che arrivano al Partito democratico nazionale… Read the rest of this entry

SOGNO O SON DESTO?
Psicodramma Lega, pochi militanti ieri all’Amarcord: a porte chiuse i destini d’un partito “chiavi in mano”
E i “barbari” di Scandiano (papà Genesio e figlio Fabio) chiedono quattrini per la sede

SOGNO O SON DESTO?
Psicodramma Lega, pochi militanti ieri all’Amarcord: a porte chiuse i destini d’un partito “chiavi in mano”
E i “barbari” di Scandiano (papà Genesio e figlio Fabio) chiedono quattrini per la sede


“Se arriva un avviso di garanzia non mi dimetto da segretario dell’Emilia. Tanto fra un mese c’è il congresso. Non mi dimetto neanche da deputato solo per il fatto che hanno aperto un fascicolo e fanno un’indagine”. Il segretario dell’Emilia del Carroccio, Angelo Alessandri, ha rilasciato questa dichiarazione oggi alla stampa a Reggio Emilia prima di entrare al ristorante Amarcord ed incontrare i militanti reggiani del suo partito per un faccia a faccia sulle vicende giudiziarie che hanno travolto la Lega in questi giorni e sull’indagine che è stata aperta dalla Procura di Reggio in seguito all’esposto di Marco Lusetti, indagine che potrebbe vedere lo stesso Alessandri fra gli indagati. Ha aggiunto Alessandri: “Bossi 22 anni fa mi ha fatto sognare e ancora adesso mi fa sognare. Lo conosco benissimo, la famiglia meno”. (Reggionline)

Porte aperte. No. Porte chiuse. Vabbè, replica qualcuno della “base”, ma «non siamo mica una setta mafiosa, non abbiamo niente da nascondere». Ok, allora «fate qualche ripresa ma poi via, per discutere dobbiamo sentirci a nostro agio». Il meeting coi militanti (quello organizzato dalla Lega all’Amarcord) è andato avanti in forma squisitamente privata. A fare da “buttafuori” ci ha pensato fino alla fine l’imponente Franco Spadoni (da Scandiano – ndr: autista e guardia del corpo di Angelo Alessandri): «Abbiamo fatto verifiche interne, e il movimento è compatto» ha detto Gabriele Fossa.
Da Reggio, però, una richiesta al federale. Sui soldi: «Delocalizzateli sul territorio», è stato detto «visto che di 31 milioni che il partito incassa, qui da noi arrivano soltanto briciole. Che federalismo è?». Per risollevare gli animi, ieri è stata aperta una sezione a Luzzara (ma a Scandiano c’è Genesio Ferrari che minaccia la chiusura della “sua” se non arriva più denaro) e iscritti nuovi militanti. Tra quelli di ieri, uno solo – Fabio Ferrari – indossava un braccialetto bianco. Sopra (Maroni docet) c’era scritto “barbari sognanti”. (Gazzetta di Reggio)

INQUIETANTE COINCIDENZA / 100 ANNI ESATTI (14 APRILE 1912 – 14 APRILE 2012), DALL’AFFONDAMENTO DEL TITANIC ALL’ASSEMBLEA LEGHISTA DI IERI ALL’AMARCORD. MA IL CAPOGRUPPO DEL CARROCCIO A SCANDIANO FA GLI SCONGIURI INDOSSANDO IL BRACCIALETTO DEGLI ‘SCOPINI’ MARONIANI…

“Quando Alessandri arriva nell’hotel pochi militanti gli vanno incontro. Nella sala al primo piano dell’hotel dove sta per iniziare la riunione la tensione si taglia a fette, sia tra la base sia tra i dirigenti. E la stanchezza si vede anche nel viso del parlamentare. È provato. Del resto ora all’interno della Lega cominciano a cadere le teste. Quella di Rosi Mauro, ombra di Umberto Bossi, è caduta dopo pochi giorni di voci e gossip, senza che neppure fosse indagata. Lui, Alessandri, ex presidente federale (una specie di Presidente della repubblica padana), vicinissimo al Senatur sa che adesso nessuno è immune alle “scope maroniane” aiutate magari da quelle della magistratura.
E a proposito della “nera” Rosi Mauro, continua a montare il giallo sul voto di Alessandri sulla sua espulsione. Lei sostiene che il deputato emiliano non era presente. Lui tentenna. “Le avevo consigliato di dimettersi da vice presidente. Ha deciso di non farlo e a quel punto l’espulsione dal movimento era automatica. Se ho votato? Non ricordo, sono stati momenti concitati. Forse ero fuori, non so”. Più tardi, all’uscita dalla riunione, prova a spiegare: “Io non commento e non dico ciò che succede in consiglio federale”. Ma il dubbio rimane: era d’accordo o no con l’espulsione della ex pasionaria bossiana?” (Ilfattoquotidiano)

LUISA CORNA AI TEMPI IN CUI PROVAVA INNOCENTI SIMPATIE LEGHISTE

ALTRI “CERCHI MAGICI”
Totem sfregiato o tabù infranto?
E’ scontro sulle “donne dei capi”
ConcubinaSpecchiata vs OlgettinaIndagata
Pro o contro: oggi la Rete non parla d’altro

“Maritocrazia” d’antan e igienismo “d’ental”: quella perfidona della Santanché scivola (magari per eccesso di sintesi provocatoria, in senso icastico e paradossale ma non senza affondi logici che guardano alla parresìa, cioè alla sopraggiunta libertà di dire la propria verità – sebbene di parte o interessata – fuori dai denti e dalle dentiere, verità che va coraggiosamente detta sfidando feedback negativi tipo strali e impopolarità) sulla linda e piana carriera politica della Iotti di lotta e di governo, già di casa ai piani alti di Botteghe Oscurate. Anzi di più: l’Incontinente Nera nomina invano Zia Nilde l’Intoccabile para-gognandola alla più spregiudicata e comunque fin troppo bistrattata Minetti (colpevole di aver sbagliato pig-malione avendo scelto Silvio e non Palmiro, dice lei) e dunque scatenando un putiferio-sferisterio metà storico-isterico, metà ideologico-istituzionale e meta…stasi. Pure nella moralista e onanista Reggio, enclave parolaia adusa ad aizzare contro gli invasori di campo e di talamo – in chiave proiettiva e protettiva, of course – ogni de-genere di contraerea: i soliti ma non sempre solidi sacerdoti del culto (i custodi del T-empio) anche stavolta hanno abboccato o fatto finta di abboccare alla boutade di turno e di torno riuscendo però solo ad abbioccare le masse distratte dagli scandali e distrutte dalle tasse. Non si sono cioè lasciati scappare l’occasione per dare fiato alle trombe, fiatone ai tromboni e afflato ai trombati, loro che non vedono l’ora (né le lancette di un futuro altro e possibilmente meno scaltro) di salire sul carro amato neo-resistenziale, ovviamente in funzione neo-antifascista (laddove fascismo e comunismo sembrano obsolete “macchine desideranti” compensative d’identità sopite o sbiadite). Insomma, la “città delle persone integerrime e delle personificazioni implacabili” alza i toni, i troni e i coni (“I re-have a cream!”) stracciandosi le vesti e le vestali e dunque dicendosi indignata e ferita: non senza rin-graziare per l’assist la destra e quindi dando libero sfogo alla interiezione omnibus “Vergogna!”, gridata all’indirizzo dell’Antipatica a colpi di comunicati stampa redatti da apparati blando-sinistri cooptati anche in questo caso per indiscussi meriti e/o chiara fama democratica, come no. I primi ad agitarsi per la lesa maestà post mortem avente per s-oggetto l’icona nostrana, irreprensibile per vissuto prima e per definizione poi (i primi a sventolare il turibolo per sanare la vanità castale violata, a spergere serioso ed esorcistico incenso sui giornali), sono stati loro, i nipotini del fu Pci (il partito-chiesa-partito-chiuso), ultimamente sempre più esegeti e sempre meno esigenti (sempre più atleti, per non dire acrobati) in tema di doppia e tripla morale carpiata. Ci sono cascati (nella provocazione revisionistico-tardiva). Ma cascheranno in piedi (nella prevaricazione agiografico-interpretativa) (Che titolone!)

ALTRI “CERCHI MAGICI”
Totem sfregiato o tabù infranto?
E’ scontro sulle “donne dei capi”
ConcubinaSpecchiata vs OlgettinaIndagata
Pro o contro: oggi la Rete non parla d’altro

“Maritocrazia” d’antan e igienismo “d’ental”: quella perfidona della Santanché scivola (magari per eccesso di sintesi provocatoria, in senso icastico e paradossale ma non senza affondi logici che guardano alla parresìa, cioè alla sopraggiunta libertà di dire la propria verità – sebbene di parte o interessata – fuori dai denti e dalle dentiere, verità che va coraggiosamente detta sfidando feedback negativi tipo strali e impopolarità) sulla linda e piana carriera politica della Iotti di lotta e di governo, già di casa ai piani alti di Botteghe Oscurate. Anzi di più: l’Incontinente Nera nomina invano Zia Nilde l’Intoccabile para-gognandola alla più spregiudicata e comunque fin troppo bistrattata Minetti (colpevole di aver sbagliato pig-malione avendo scelto Silvio e non Palmiro, dice lei) e dunque scatenando un putiferio-sferisterio metà storico-isterico, metà ideologico-istituzionale e meta…stasi. Pure nella moralista e onanista Reggio, enclave parolaia adusa ad aizzare contro gli invasori di campo e di talamo – in chiave proiettiva e protettiva, of course – ogni de-genere di contraerea: i soliti ma non sempre solidi sacerdoti del culto (i custodi del T-empio) anche stavolta hanno abboccato o fatto finta di abboccare alla boutade di turno e di torno riuscendo però solo ad abbioccare le masse distratte dagli scandali e distrutte dalle tasse. Non si sono cioè lasciati scappare l’occasione per dare fiato alle trombe, fiatone ai tromboni e afflato ai trombati, loro che non vedono l’ora (né le lancette di un futuro altro e possibilmente meno scaltro) di salire sul carro amato neo-resistenziale, ovviamente in funzione neo-antifascista (laddove fascismo e comunismo sembrano obsolete “macchine desideranti” compensative d’identità sopite o sbiadite). Insomma, la “città delle persone integerrime e delle personificazioni implacabili” alza i toni, i troni e i coni (“I re-have a cream!”) stracciandosi le vesti e le vestali e dunque dicendosi indignata e ferita: non senza rin-graziare per l’assist la destra e quindi dando libero sfogo alla interiezione omnibus “Vergogna!”, gridata all’indirizzo dell’Antipatica a colpi di comunicati stampa redatti da apparati blando-sinistri cooptati anche in questo caso per indiscussi meriti e/o chiara fama democratica, come no. I primi ad agitarsi per la lesa maestà post mortem avente per s-oggetto l’icona nostrana, irreprensibile per vissuto prima e per definizione poi (i primi a sventolare il turibolo per sanare la vanità castale violata, a spergere serioso ed esorcistico incenso sui giornali), sono stati loro, i nipotini del fu Pci (il partito-chiesa-partito-chiuso), ultimamente sempre più esegeti e sempre meno esigenti (sempre più atleti, per non dire acrobati) in tema di doppia e tripla morale carpiata. Ci sono cascati (nella provocazione revisionistico-tardiva). Ma cascheranno in piedi (nella prevaricazione agiografico-interpretativa) (Che titolone!)



“La Minetti come la Iotti? Era l’amante
di Togliatti. Ho detto una verità storica”

Daniela Santanché torna sulle dichiarazioni che hanno scatenato una bufera di polemiche: “Non ho giudicato moralmente la Iotti, è stata un ottimo presidente della Camera. Ma stava con Togliatti. E pretendo che lo stesso rispetto che c’è per lei sia riservato a tutte le donne che hanno avuto percorsi simili”

Un putiferio. Daniela Santanché ha scatenato un vero putiferio. “Serve la Protezione civile per contenere la sua volgarità” (Pier Luigi Bersani). “Parole miserabili” (Rosy Bindi). “Offende perché è ignorante” (Piero Fassino). “Indecente” (Partito dei Comunisti Italiani) Read the rest of this entry

ELOGIO DEL TROTA
“Meglio lui di Penati, di Boni, di Formigoni e di tanti altri: ci ha dato una lezione di stile”. Boeri (Pd) tira le orecchie alle facce di bronzo di tutti i partiti-fuffa, che come al solito predicano bene ma razzolano male

ELOGIO DEL TROTA
“Meglio lui di Penati, di Boni, di Formigoni e di tanti altri: ci ha dato una lezione di stile”. Boeri (Pd) tira le orecchie alle facce di bronzo di tutti i partiti-fuffa, che come al solito predicano bene ma razzolano male


«E se il Trota ci stesse dando una lezione?». Non gli piace questa ipotesi: tutto si sarebbe aspettato fuorché questo. «Ma a voler essere onesti – ammette Stefano Boeri, assessore milanese alla Cultura, candidato alle primarie del Pd e sconfitto dall’attuale sindaco Giuliano Pisapia – la Lega Nord ci sta dimostrando come si comporta un partito. Anche in assenza di indagati». Boeri sospira: «Il Pd questo non lo ha mai fatto. Purtroppo». Il figlio di Bossi migliore dei colleghi. Tutti. Di destra e di sinistra. L’architetto Boeri, figlio dell’intellighenzia ambrosiana, si sa, ha il dono della franchezza. E allora, senza problemi, fa nomi e cognomi, anche su Facebook: «Filippo Penati e Davide Boni ci pensino bene»…

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Kooly Noody! E’ “Rosi” dei conti nella Lega Dio Po: anche Maroni ne ha pieni i “maroni” di cerchi magici e cartomanti-di religiose…

Kooly Noody! E’ “Rosi” dei conti nella Lega Dio Po: anche Maroni ne ha pieni i “maroni” di cerchi magici e cartomanti-di religiose…


DALLA MISSIONE NORDISTA ALLE DI-MISSIONI DI MASSA: QUALE FUTURO PER IL PARTITO?

Operazione Kooly Noody a Reggio Emilia: è ancora guerra tra l'epurato Lusetti e l'ex presidente Alessandri

Dalla democ-razzia alla stagione Rocco-cò
Da Sukion-Sul-Kol in Birmania alla Rivoluzione di Sgarbi fino alle nuove popu-Liste Civiche made in Reggio: cercasi candidati politicamente scorretti (magari con grosse palle, alla Siffredi) – astenersi vecchi arnesi italici prostatici e/o politicamente corrotti

Dalla democ-razzia alla stagione Rocco-cò
Da Sukion-Sul-Kol in Birmania alla Rivoluzione di Sgarbi fino alle nuove popu-Liste Civiche made in Reggio: cercasi candidati politicamente scorretti (magari con grosse palle, alla Siffredi) – astenersi vecchi arnesi italici prostatici e/o politicamente corrotti


 

E’ primavera e ci risiamo, ancora primi e ancora veri: soffia un’aria di regime change e la rivoluzione tira assai, come la celebre patatina.

Di più: è tempo di “Risoluzione“, recita il poster del nuovo iPad sulla vetrina parolaia e giocoliera della Vodafone di via Toschi, proprio di fronte a casa Zar. 

Svolte “a radicchio”, conversioni a U a un anno dalle rivolte in Libia, Tunisia, Egitto eccetera: non solo Aung San Suu Kyi in Birmania, anche detta Sukion-Sul-Kol.

Fasi nuove, vasi di Pandora, casi comunicanti: arancioni, rosa e ridanciani.

Non solo a Parma, dove Sgarbi mercoledì scorso ha rinunciato a presentare il suo Partito (Apparente) della Rivoluzione (Annunciata), con la Riccò pronta a fare la Duchessa.

Un vento di libertà arriva all’orecchio di tutta la Pene-isola, specie dopo i vergognosi casi dei rimborsi “erettorali” finiti nelle casse di tesorieri filibustieri e dei loro entourage-menage: il caso Lusi (controlli e-Lusi?, dirigenti col-Lusi? elettori de-Lusi?) e il caso Belsito (già: sembra un bel sito di pornopolitik, direbbe Dagospia) insegnano e indignano.

Per questo stanno nascendo ovunque nuove liste civiche, cui “Repubblica” recentemente ha dedicato due paginoni.

Il loro obiettivo? Trombare i vecchi partiti, ormai ai minimi storici (cioè ai massimi isterici) in termini di consenso: minima amoralia.

Eh sì, l’affare s’ingrossa: ne sa qualcosa Rocco Siffredi, parodia di candidato sindaco (“con le palle”) in diverse città italiane.

Dall’alto tradimento (dei politici) all’alto gradimento dei divi a luci rosse. 

Per lui, sondaggi alle stelle, anzi, agli stalloni: segno che i cittadini, se proprio devono scegliere da chi farsi incul…care baggianate, scelgono l’originale.