Monthly Archives: gennaio 2012

Liberté e vabbè, fraternité e L’Italia sono anch’io (come no), castité e altri valori un tantino agé e flambé: sennonché l’utopia più attuale è l’egalité. Libertà? Ok. Verità? Idem. Ma il discrimine dirimente (tra identità culturale, lealtà intellettuale e integrità morale) resta quel certo non so che – je ne sais quoi – che attiene al senso di giustizia sociale numericamente e materialmente inteso (questo è giusto, questo no)

Liberté e vabbè, fraternité e L’Italia sono anch’io (come no), castité e altri valori un tantino agé e flambé: sennonché l’utopia più attuale è l’egalité. Libertà? Ok. Verità? Idem. Ma il discrimine dirimente (tra identità culturale, lealtà intellettuale e integrità morale) resta quel certo non so che – je ne sais quoi – che attiene al senso di giustizia sociale numericamente e materialmente inteso (questo è giusto, questo no)


In tanti l’hanno cercata, nessun l’ha trovata. Stiamo parlando dell’uguaglianza, uno dei valori fondamentali (anzi, quello costitutivo, per Norberto Bobbio) del progressismo, sbrigativamente liquidato da Reagan e dalla Thatcher, e uscito alquanto ammaccato da questi nostri decenni di neoliberalismo trionfante. Persino all’interno della sua famiglia politica di pertinenza, che, data per persa la battaglia, ha preferito dedicarsi alla governance dell’esistente, limitandosi a smussare le punte più ferine degli spiriti animali dell’indomabile turbocapitalismo. O si è invaghita delle teorie normative della giustizia di filosofi politici come John Rawls e Amartya Sen, le quali, immerse nei «veli di ignoranza» e nei modelli astratti di approccio alle scelte pubbliche, tra l’eguaglianza e l’equità prediligono di gran lunga la seconda… Read the rest of this entry

L’ARTE POVERA CHE FA TENDENZA ‘Sticazzi! Tutti pazzi per la pop-art di strada che rende fichissimi i mostri di cemento di una città (RE) già cupa di suo. Più di 150 mi piace oggi su FB

L’ARTE POVERA CHE FA TENDENZA ‘Sticazzi! Tutti pazzi per la pop-art di strada che rende fichissimi i mostri di cemento di una città (RE) già cupa di suo. Più di 150 mi piace oggi su FB


Di notte, armati di colla cambiano volto alla città. Impazzano le opere del Collettivo Fx che da Reggio ora ha adepti nel mondo. «Combattiamo con l’arte le brutture di cemento» Read the rest of this entry

#OccupyViaEdisonVialeAldoMoro Finito-soldi-finito-amore: la sfida continua
POCHI MA BUONI. Fronte spaccato? In foto solo 17 giornalisti dei 36 ‘licenziandi’
Anche i ricchi piangono!!! / La soap cartacea migra a Bologna: picchetto degli stipendiati davanti agli uffici della Regione, che replica: “Errani humanum est, perseverare però…”
->Mors tua vita mea? Le Tv del gruppo, già salve, seguono tutto comode e al calduccio Ma ci sono ampi spiragli di salvezza: si parla di una cordata di imprenditori (i cavalieri bianchi) e/o di una cooperativa di giornalisti (con meno addetti e meno pagine stampate). Domani, intanto, il quotidiano curiale potrebbe essere di nuovo in edicola, fatto dai 19 “krumiri” che non sono in foto

#OccupyViaEdisonVialeAldoMoro Finito-soldi-finito-amore: la sfida continua
POCHI MA BUONI. Fronte spaccato? In foto solo 17 giornalisti dei 36 ‘licenziandi’
Anche i ricchi piangono!!! / La soap cartacea migra a Bologna: picchetto degli stipendiati davanti agli uffici della Regione, che replica: “Errani humanum est, perseverare però…”
->Mors tua vita mea? Le Tv del gruppo, già salve, seguono tutto comode e al calduccio Ma ci sono ampi spiragli di salvezza: si parla di una cordata di imprenditori (i cavalieri bianchi) e/o di una cooperativa di giornalisti (con meno addetti e meno pagine stampate). Domani, intanto, il quotidiano curiale potrebbe essere di nuovo in edicola, fatto dai 19 “krumiri” che non sono in foto


* (Satira amica, equa e solidale)

Il sindaco di Modena Pighi ha telefonato all’editore Nino. Delrio per ora non lo fa

Cartelli su cartelli oggi a Bologna: sotto, un tazebao contro la “pelosa” solidarietà Pd

CANTANO LA SERENATA ALLA FINESTRA DELLA POLITICA (MA SAREBBE STATO MEGLIO FARLO SOTTO IL VESCOVADO) – Dalle 10.30 i giornalisti e i poligrafici de l’Informazione-il Domani delle tre redazioni di Bologna, Modena e Reggio Emilia Reggio sono in presidio sotto le finestre della Regione, dove si sta svolgendo il tavolo di crisi dopo l’annuncio da parte dell’azienda di sospendere le pubblicazioni del quotidiano.

Nemmeno Bond crede alla fine della testata

'Tutti i lavori hanno pari dignità' (Muzzarelli)

'Insistere troppo è controproducente' (Masini)

“L’Informazione”, tavolo di crisi oggi in Regione: nulla di fatto per la vertenza che riguarda i quotidiani di Bologna, Modena e Reggio. Tutto rimandato al 31 gennaio 

Nulla di fatto per quanto riguarda la vertenza delle redazioni di Bologna, Modena e Reggio Emilia del quotidiano “L’Informazione”, dopo il confronto, tenutosi questa mattina negli uffici di viale Aldo Moro al quale hanno preso parte proprietà, l’assessore regionale alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli, Provincia di Bologna, Fnsi, Aser, Comitati di redazione delle testate coinvolte, i rappresentanti sindacali dei lavoratori non giornalisti. Tutto rimandato al 31 gennaio, giorno in cui si terrà l’assemblea dei soci in mattinata e, immediatamente a seguire, sarà convocato il tavolo di crisi negli uffici regionali. Forte preoccupazione per i 36 giornalisti interessati dalla crisi è stata espressa dall’assessore regionale alle Attività produttive, Gian Carlo Muzzarelli, il quale ha anche sottolineato «il rammarico per l’indisponibilità della proprietà ad assicurare comunque l’uscita del quotidiano almeno sino a fine marzo, così come proposto dai giornalisti».

“Io, Clooney, Manhattan e Hollywood”
Da Casalgrande (Grande Pera) a New York (Grande Mela), organizzatrice di un festival internazionale (Ima) su cibo e migrazione e produttrice di un film con Rai Cinema. Elena racconta: “Fare l’avvocato? Meglio l’attrice”

“Io, Clooney, Manhattan e Hollywood”
Da Casalgrande (Grande Pera) a New York (Grande Mela), organizzatrice di un festival internazionale (Ima) su cibo e migrazione e produttrice di un film con Rai Cinema. Elena racconta: “Fare l’avvocato? Meglio l’attrice”


Da Broadway a Bottura, da Clooney a Pitt, dall’Ariosto alla Cattolica, dalla Rai all’Expo, da Sky ad Harvard, dalle Nazioni Unite alle Olimpiadi, da Londra al Darfur. Elena Maria Manzini ha 33 anni. Fa l’organizzatrice e la produttrice, vivendo tra Casalgrande, Roma, Milano e New York. Come sua sorella e sua cugina, che però abitano là stabilmente. E’ avvocato, ma non ha mai esercitato. Perché il suo sogno era ed è quello di lavorare nel mondo dell’arte, del cinema e di fare l’attrice.

Adesso dove abiti?

Abito dove sono: Milano, Roma, New York, Los Angeles… e l’anno prossimo a Londra.

Una vera globetrotter. Cosa stai facendo?

Sto organizzando un festival internazionale d’arte sul tema “cibo e migrazione”, l’Ima. Collegato a un concorso on-line riservato ai giovani (www.imafestival.com) e suddiviso in quattro categorie: cinema, musica, letteratura e arte visiva. In più, c’è una mostra multimediale (SportYourFood) che vede impegnati 5 chef e 5 artisti, che in coppia interpretano diverse discipline olimpiche… Read the rest of this entry

OGGI, DOPO LO SCOOP DI AGORA’
Golf a San Ruffino, la replica del comitato al sindaco: “Delusi da Mammi, il suo niet era già scritto”. Bassi tenta la moral suasion, non ci molla

OGGI, DOPO LO SCOOP DI AGORA’
Golf a San Ruffino, la replica del comitato al sindaco: “Delusi da Mammi, il suo niet era già scritto”. Bassi tenta la moral suasion, non ci molla


“Ho stima del sindaco Alessio Mammi, ma le motivazioni che ha addotto per dire no al progetto di un campo da golf a San Ruffino sono azzardate nonchè deludenti”. C’è palese amarezza nelle parole di Adelmo Bassi, ex assessore, ex consigliere e oggi promotore della realizzazione di un impianto golfistico nella frazione scandianese… Read the rest of this entry

FUMETTO ITALIA / Fortunato quel popolo che non ha bisogno di eroi da adorare (né di mostri da linciare) Cresce il fronte della “sobrietà di giudizio”

FUMETTO ITALIA / Fortunato quel popolo che non ha bisogno di eroi da adorare (né di mostri da linciare) Cresce il fronte della “sobrietà di giudizio”


MELASSAUn capro espiatorio per sfogare la rabbia, un eroe senza macchia per placarla. E’ la formula un po’ stucchevole delle storie italiane al tempo della crisi. Anche nel dramma del Giglio la realtà è stata immediatamente diluita in un fumetto.

Servivano un’immagine evocativa (la nave sdraiata su un fianco, simbolo del Paese alla deriva) e uno Schettino che riempisse il vuoto lasciato da Berlusconi alla casella Figuracce & Bugie e assommasse su di sé l’orrore del mondo (ieri il Tg5 ha definito i suoi tratti fisici «lombrosiani» e il Tg3 lo mostrava in smoking come il comandante di «Love Boat» per suggerire maliziosamente la sua inconsistenza morale, quando TUTTI i comandanti di una crociera indossano lo smoking, nelle serate di gala). Mancava ancora il buono, che nella trama assolve al compito cruciale di riscattare l’onore ferito della collettività, fortificandola nell’illusione di essere migliore di quanto non sia. Adesso il buono c’è… Read the rest of this entry

No alla lapidazione mediatica di un marinaio in disgrazia. L’inciviltà della pubblica gogna: i colpevoli vanno perseguiti, non perseguitati. Condannati dopo un giusto processo, non vilipesi (appesi a testa in giù) in piazza. Davanti alle tragedie e/o alle umane debolezze (peraltro colpose, non dolose) dovrebbe prevalere un sentimento di umanità e di pietà (discernimento e continenza), unico antidoto all’ancestrale e sanguinaria logica (sacrificale e imitativa) del “capro – capo – espiatorio” (Dove sono gli intellettuali “impregnati”?)

No alla lapidazione mediatica di un marinaio in disgrazia. L’inciviltà della pubblica gogna: i colpevoli vanno perseguiti, non perseguitati. Condannati dopo un giusto processo, non vilipesi (appesi a testa in giù) in piazza. Davanti alle tragedie e/o alle umane debolezze (peraltro colpose, non dolose) dovrebbe prevalere un sentimento di umanità e di pietà (discernimento e continenza), unico antidoto all’ancestrale e sanguinaria logica (sacrificale e imitativa) del “capro – capo – espiatorio” (Dove sono gli intellettuali “impregnati”?)


Capro espiatorio: da un quadro di F. de Zurbaràn

Ma che cosa ci succede? O meglio, che cosa ci è già successo? E quando? E io dov’ero mentre ci succedeva?
Capita che stamattina posto su Twitter una mia opinione su Schettino e dintorni, in cui manifesto un sincero fastidio per “la crocifissione mediatica” cui è esposto ogni ora di più questo signore, in particolare dopo la telefonata con il Comandante della Capitaneria, oscenamente ascoltata, divulgata e vivisezionata con il compiaciuto e vile voyeurismo di sempre. Lo stesso di Cogne e Avetrana, di Amanda e Raffaele, di Salvatore e Melania… Read the rest of this entry

RICETTARIO POST-NAUFRAGIO
Il segreto per star bene? Licenziarsi. Consigli per perdenti di successo: fuori dagli uffici c’è la vita che ci (a)spetta, per diventare ciò che si è. E dietro ogni imprevisto down c’è una probabilità up, come nel Monopoli

RICETTARIO POST-NAUFRAGIO
Il segreto per star bene? Licenziarsi. Consigli per perdenti di successo: fuori dagli uffici c’è la vita che ci (a)spetta, per diventare ciò che si è. E dietro ogni imprevisto down c’è una probabilità up, come nel Monopoli


Poesie, sogni, desideri impalpabili come un pomeriggio di sole scelto appositamente per dare le dimissioni, senza immalinconirsi troppo. Tempo coraggiosamente negato ad un lavoro che non si condivide e tempo che si vorrebbe dedicare al lavoro senza speranze di successo. Tempo che ci si accorge di aver perso per strada, la testa che gira a vuoto, ansie ed incubi.

Questa è L’impresa vista dai perdenti (Aliberti) di Pier Luigi Celli, il quale, dopo aver raccontato il lavoro dal punto di vita di chi fa carriera seguendo la spietata logica del “mors tua, vita mea”, lancia ora un’occhiata indietro guardando il lavoro con gli occhi di chi non scalerà mai le vette del potere, pur avendo un curriculum eccezionale, a causa della usa incapacità di inserirsi nella sofisticata economia dei rapporti aziendali, densi di apparenza e di freddo pragmatismoRead the rest of this entry

‘CASTA’ CROCIERE Diario di bordo
Mari (es)agitati, “vanto” forza 9…
Standing ovation per la combattiva ex Zarina, che contrariamente al marinaio Schettino non abbandona la nave (la Nanodori) speronata a prua dallo spread e a poppa dal Pd, ma anzi da lucida e coraggiosa sirenetta-vedetta politica getta l’ancora (non la spugna) fino a risalire finalmente in cattedra (in un consiglio comunale sempre più alla deriva) per dire la sua da una piccola scialuppa di opposizione. Peraltro lanciando un insidioso missile terra-acqua: “I soliti due (vili)pesi e due (contro)misure: la corrente Dc che comanda a Reggio e i suoi yes-men ex Pci (che contano come il due di bastoni quando briscola è denari) si occupino innanzitutto di Enìa, un’azienda pubblico-privata che in pochi anni ha perso buona parte del suo valore (ah: qualcuno dica ai margheriti che la Nanodori è un ente privato…). Per parlare bisogna essere credibili, cioè dirla tutta, altrimenti si è solo strumentali e faziosi”. Spiaggiati dalla Spaggiari?

‘CASTA’ CROCIERE Diario di bordo
Mari (es)agitati, “vanto” forza 9…
Standing ovation per la combattiva ex Zarina, che contrariamente al marinaio Schettino non abbandona la nave (la Nanodori) speronata a prua dallo spread e a poppa dal Pd, ma anzi da lucida e coraggiosa sirenetta-vedetta politica getta l’ancora (non la spugna) fino a risalire finalmente in cattedra (in un consiglio comunale sempre più alla deriva) per dire la sua da una piccola scialuppa di opposizione. Peraltro lanciando un insidioso missile terra-acqua: “I soliti due (vili)pesi e due (contro)misure: la corrente Dc che comanda a Reggio e i suoi yes-men ex Pci (che contano come il due di bastoni quando briscola è denari) si occupino innanzitutto di Enìa, un’azienda pubblico-privata che in pochi anni ha perso buona parte del suo valore (ah: qualcuno dica ai margheriti che la Nanodori è un ente privato…). Per parlare bisogna essere credibili, cioè dirla tutta, altrimenti si è solo strumentali e faziosi”. Spiaggiati dalla Spaggiari?



“A nominare la maggioranza del consiglio generale in Fondazione sono enti riconducibili al Pd. Delrio e compagni si sono arresi ai poteri forti, hanno aspettato l’ultimo minuto per stracciarsi le vesti e ora se ne assumano la responsabilità”
(Matteo Olivieri, Movimento5Stelle)

“Oggi chi rappresenta al livello più autorevole questa cultura sono Pierluigi Castagnetti e i suoi discepoli, il sindaco Graziano Delrio e il consigliere regionale C’è Beppe. Non certo uomini della cultura comunista che oggi in questa sintesi delle due culture non hanno ruoli e posizioni di oggettivo peso politico. Se chi siede in Fondazione non è nei fatti rispondente o gradito a questa cultura, non avrà mai vita facile qualunque scelta faccia”
(Antonella Spaggiari, ex sindaco ed ex presidente Manodori)

Sganciarsi da Unicredit e cominciare a diversificare seriamente il patrimonio. Modificare lo statuto con l’obiettivo di superare quell’autoreferenzialità di cui a Reggio in realtà si dibatte da anni. E – non da ultimo – convocare i vertici della Manodori in Comune: un’audizione in piena regola nei locali del municipio, davanti alla commissione consiliare Affari generali (e non il contrario), come già accadde alcuni anni addietro, quando l’ex sindaco di Reggio Antonella Spaggiari in Comune fu costretta a tornarci (per render conto del proprio operato) ma nelle vesti di presidente della Fondazione… Read the rest of this entry