Fascismi, stalinismi, revisionismi e altri parossismi, tra censure e insulti. Fare i conti con la storia liberandosi della politica
Del Bue, Tadolini, Ghiggini e la “scomunica” da sinistra, quindi la memoria non ancora condivisa, le verità nascoste e da accertare, il sangue dei vinti e la vulgata dei vincitori, le schegge impazzite e i crimini rossi, i revisionismi neri e il mito resistenziale, i buoni e i cattivi, le morti bianche e gli apostrofi rosa, gli interessi dei partiti e la libertà d’espressione: altre polemiche sul dopoguerra reggiano e non (stavolta per un video caricato su Youtube nell’aprile 2009 e linkato venerdì sera sulla bacheca dell’assessore socialista). Domanda: riusciremo mai a discuterne serenamente, fuori dall’imbuto delle opposte tifoserie?

Fascismi, stalinismi, revisionismi e altri parossismi, tra censure e insulti. Fare i conti con la storia liberandosi della politica
Del Bue, Tadolini, Ghiggini e la “scomunica” da sinistra, quindi la memoria non ancora condivisa, le verità nascoste e da accertare, il sangue dei vinti e la vulgata dei vincitori, le schegge impazzite e i crimini rossi, i revisionismi neri e il mito resistenziale, i buoni e i cattivi, le morti bianche e gli apostrofi rosa, gli interessi dei partiti e la libertà d’espressione: altre polemiche sul dopoguerra reggiano e non (stavolta per un video caricato su Youtube nell’aprile 2009 e linkato venerdì sera sulla bacheca dell’assessore socialista). Domanda: riusciremo mai a discuterne serenamente, fuori dall’imbuto delle opposte tifoserie?


 

“27 aprile 45, tre criminali partigiani comunisti rapiscono, stuprano e ammazzano una bimba di 13 anni, solo perche’ ha scritto un tema su Benito Mussolini… non scontarono un giorno di galera” (Testo che accompagna il video caricato su Youtube)

ALCUNE SEQUENZE DELLA POLEMICA DIVAMPATA SU FACEBOOK

“I partigiani HANNO LIBERATO L’EMILIA E CONTRIBUITO A LIBERARE L’ITALIA!!! Quelli che hanno commesso l’atrocità su quella ragazzina sono BELVE DA ANNIENTARE E APPENDEDERE A TESTA IN GIU’ COME IL V.S. AMICO, a prescindere dal colore e militanza politica… INVECE SEMBRA CHE QUALCUNO DI “VOI” VOGLIA RISCRIVERE LA STORIA, CAROGNE” (G.B., agit-prop)

“Non si tratta di riscrivere la storia e quindi evita quel “carogne” che non so a chi sia diretto. Si tratta di affermare come fai tu che nel percorso della resistenza, che è stata un fenomeno positivo e utile per l’Italia, ci sono stati anche questi casi orrendi. Senza negarli” (Mauro Del Bue, ex deputato socialista)

“Chi mette sullo stesso piano la Resistenza a un gesto criminale come è stato quello commesso su quella ragazzina E UNA CAROGNA! Onorevole lo dirò anche sotto tortura” (G.B., agit-prop)

“Mauro, ma di che stiamo parlando? Ancora?!? Di “casi orrendi” e di crimini del dopoguerra abbiamo discusso fino alla sfinimento. Io, nel mio piccolo, ho scritto vent’anni fa la prima intervista sull’Unità a Otello Montanari sulla vicenda del “chi sa parli”. Tu hai detto e scritto chissà quante volte, ad esempio su Farri. Non so quante centinaia (o migliaia) di articoli sono usciti su tutti i giornali. Giampaolo Pansa (quello che a suo tempo definì Otello Montanari un utile idiota) ha pubblicato una raffica di libri sul “sangue dei vinti”. E ora, nel gennaio dell’anno di grazia il 2012, vieni a dire che “ci sono stati anche questi casi e non bisogna negarli?”. Ma dai! Sai perfettamente che ne sono sempre accaduti e sempre ne accadranno in TUTTE le guerre, passate, presenti e future, comprese ovviamente quelle civili. Tutto ciò premesso, il tono e il senso di quel video contro “i partigiani comunisti” è disgustoso. Tra l’altro, guarda caso, nel giorno della memoria dei campi di concentramento nazisti. Sono francamente stupito che tu lo ospiti nella tua bacheca” (Stefano Morselli, giornalista de “L’Unità”)

“Caro Stefano, io ospito nelle mia bacheca ciò che mi è stato mandato. E devo dire che non conoscevo affatto quell’atto criminale contro una ragazzina. Non so tu, perchè non tutti gli atti sono uguali e si sommano in uno solo. E poi scusa ma proprio per aver detto quel che è già noto mi sai spiegare perchè io sono ancora al centro di queste polemiche e addiritura di richieste di dimissioni da assessore da parte del Pdci e di Rc? E perchè su (bip – ndr) vengo addirittura minacciato da anonimi?” (Mauro Del Bue, assessore della giunta Delrio)

“Da reggiano comincio ad avere l’impressione che la Resistenza sia stata una piccola cosa e che alcuni episodi, deprecabili e indifendibili, stiano diventando la “vera storia” partigiana! Da iscritto al PCI ormai tanti anni fa ho più volte ed inutilmente cercato di ottenere informazioni di 2 persone, scomparse a Scandiano nei giorni dopo la Liberazione, per fornire un ricordo, qualcosa su cui pregare, alla famiglia. Ciò che diventa provocatorio è la continua anteposizione di questi episodi (tanto cara a Tadolini), trascurando invece la lotta, la sofferenza, i dolori, i lutti di centinaia di migliaia di italiani e reggiani. Questa è la “maggiore attenzione”, caro Mauro, che ti chiediamo! (Valter Franceschini, ex sindaco di Scandiano)

A DIFENDERE DEL BUE ANCHE IL GIORNALISTA GHIGGINI (GdR, ieri)

Mauro Del Bue, ex parlamentare socialista, storico e scrittore, assessore allo sport del Comune di Reggio, è stato messo in croce per aver partecipato alla presentazione del terzo libro di Luca Tadolini sulla storia della Rsi a Reggio Emilia. I più inclini alle nostalgie staliniste sono arrivati a chiederne le dimissioni da assessore, tuttavia a sorprendere sono soprattutto le censure arrivate da alcuni esponenti cittadini del Pd. Nell’incontro alla Sala civica di Vetto – organizzato dalla famiglia Azzolini – Del Bue ha detto che abbiamo il dovere di confrontarci, studiare, di parlare e di scrivere anche sulle pagine oscure e controverse senza per questo mettere in discussione i valori della Resistenza: è quanto né più nè meno sostengono gli storici di sinistra dotati non solo di buon senso ma di un minimo sindacale di competenza.

Ha aggiunto che Tadolini, storico di destra, ha una funzione riequilibratice perché la storia in genere viene scritta dai vincitori, e dunque anche i vinti devono far sentire la loro voce. Inoltre ha fatto un riferimento scomodo all’assassinio del segretario comunale di Bagnolo Onfiani, delitto che di fatto impedì di mettere in atto il tentativo di liberare i fratelli Cervi: una pagina buia nella storia dei Gap e del Pc durante la guerra. Per inciso, noi crediamo che proprio quell’accenno abbia fatto imbestialire i commissari politici del terzo millennio.

Ora, Del Bue non ha bisogno di essere difeso: i suoi detrattori non hanno nulla da insegnarli nè sul terreno dell’antifascismo nè su questioni di storia della Resistenza e della guerra, tanto meno sui delitti politici avvenuti nel dopoguerra. D’altra parte dibattiti del genere, fra esponenti di destra e di sinistra, sono sempre avvenuti persino negli anni bui della guerra fredda. Nel 1951 proprio il Pci reggiano (che pure era il più stalinista d’Italia come dimostrato dalla vicenda di Magnani e Cucchi) organizzò un confronto diretto al teatro Municipale tra Giovannino Guareschi e Renzo Bonazzi, campione designato dal partito. L’allora giovane avvocato, poi grande sindaco e senatore, ebbe naturalmente la peggio. Però quel match restò nella storia.

Bisogna allora chiedersi la ragione di certi rigurgiti oggi, come se all’improvviso nella laica e democratica Reggio Emilia fosse sospesa persino la libertà di dibattito. Emerge certamente un atteggiamento strumentale, l’uso di un pretesto a fini di piccolo cabotaggio politico. Qualcuno vuol far fuori Del Bue per costringere il sindaco Delrio a un rimpasto, magari in vista della resa dei conti finale all’interno del Pd? E’ un’ipotesi. A noi interessa sottolineare come tutto questo sia sintomo di un declino culturale della città, in cui rischiano di prendere sopravvento forze settarie che trascinano la società civile all’indietro nel terreno della democrazia.

Non si era mai vista tanto livore verso chi non va a rendere omaggio ai maestrini della vulgata, almeno dai tempi dell’assalto a Giampaolo Pansa. Soprattutto non si erano mai visti atteggiamenti tanto autoritari. Anche perché la flagellazione di Del Bue è stata preceduta da altri atti di intolleranza, di varia provenienza, compreso lo stupefacente provvedimento di sospensione per sei mesi dal partito decisa da Rifondazione comunista nei confronti di Marco Costa, reo di aver partecipato a un dibattito a più voci all’hotel Astoria, nel giugno scorso. Cose più da Lubianka, che da piazza Prampolini. O se volete da fascismo in camicia rossa.

Si dirà: sono frange sul viale del tramonto, fanno parte dell’arredo storico della sinistra. Sarà anche vero, però non riusciremo mai ad abiutarci. Bisogna dire chiaro che la libertà, soprattutto quella di chi non è d’accordo con noi, va difesa senza tentennamenti né sottovalutazioni. E che quando si vuole impedire di discutere, quando si insulta in modo gratuito e magari organizzato, quando l’arroganza dei commissari politici diventa egemonia culturale, diventiamo tutti meno liberi. E che un pezzo della nostra tradizione democratica va a farsi benedire. E’ questo che vogliamo? (P.L.G., Giornale di Reggio)

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