Monthly Archives: gennaio 2012

Fascismi/ipocrisie/iperpoesia-3 Pound

Fascismi/ipocrisie/iperpoesia-3 Pound


 VISIONI  E ADESIONI

Onore postumo: “non calpestatelo due volte”, non tiratelo per la giacchetta (nera) 

Date a Ezra quel che è di Ezra (un bell’articolo, a prescindere da come la si pensi)

Restituite a Casa Pound la possibilità di usare il nome del poeta. Primo, perché se i geni sono universali ognuno è libero di venerare il genio che vuole. Secondo, perché non si tratta di appropriazione indebita o di uso distorto del poeta. Lo dico a sua figlia Mary che è ricorsa ai giudici, lo dico agli intellettuali che hanno firmato il solito ‘giù le mani da’ Ezra Pound perché poeta universale (ma lo scoprono solo ora, fino a ieri lo dannavano perché fascista). Dov’è lo scandalo se i ‘fascisti’ si richiamano a Pound? Come potete dimenticare i suoi discorsi appassionati e deliranti – ma i poeti a volte delirano – alla radio a sostegno del fascismo e poi della repubblica sociale, in piena guerra? E dopo la caduta del fascismo, come potete ignorare i versi dei canti pisani su ‘Ben e la Clara a Milano’, appesi per le calcagna? E i Cantos donati di persona a Mussolini, il libro ‘Jefferson e Mussolini’, le sue battaglie contro l’usura? Come potete dimenticare quei giorni bestiali nel campo di concentramento di Coltano in cui il poeta fu esposto in gabbia, sotto i fari, costretto pure a defecare davanti a tutti, come una scimmia, proprio perché considerato fascista? E poi fu internato in un manicomio criminale negli Stati Uniti, che lo condusse davvero alla follìa e al mutismo… Persino l’ultimo, vecchio Pound accompagnato da Piero Buscaroli in visita a Ferrara, che accarezza silente i fasci littori di Palazzo Diamanti… Non potete calpestarlo due volte, la prima per fargli pagare il suo fascismo, la seconda per negarlo. (Marcello Veneziani, Il Giornale)

Fascismi, stalinismi, anarchismi – 2
Arieccolo il passato che non passa (dal via)! Tornano gli “ani” di piombo (inteso come inchiostro sprecato, spietato e anche un po’ spretato): Reggio laboratorio (soprattutto oratorio) dello scontro un po’ demodé e un po’ deraciné tra proto-destra e pronto-sinistra (in una città già di suo animata dalla prono-ideologia e dalla “porno”-politica). Militanza e mal de panza: rigurgiti di neo-antagonismo di strada anni 70

Fascismi, stalinismi, anarchismi – 2
Arieccolo il passato che non passa (dal via)! Tornano gli “ani” di piombo (inteso come inchiostro sprecato, spietato e anche un po’ spretato): Reggio laboratorio (soprattutto oratorio) dello scontro un po’ demodé e un po’ deraciné tra proto-destra e pronto-sinistra (in una città già di suo animata dalla prono-ideologia e dalla “porno”-politica). Militanza e mal de panza: rigurgiti di neo-antagonismo di strada anni 70


REBELDE / Non sarà che tira una brutta arietta in centro? Boh…
DOVE VAI SE IL DOSSIER (IL DESSERT) NON CE L’HAI? QUI CI SCAPPA IL TORTO

STRATEGIA DELLA (SINGOLAR) TENZONE La rivoluzione non è un pranzo di gala, men che meno una “coalizione” da Tiffany o una cena da Arnaldo Nel video la protesta di Aq16 davanti al municipio di Reggio. C’eravamo tanto amati… ma anche no!

“Ieri pomeriggio, prima della seduta del consiglio comunale di Reggio Emilia, gli attivisti del Laboratorio Aq16 hanno presentato ufficialmente il dossier “CASA POUND – I FASCISTI DEL TERZO MILLENNIO IN ITALIA E A REGGIO EMILIA”. Il documento è stato consegnato alla presidente del consiglio comunale Emanuela Caselli e a tutti i capigruppo presenti in aula. L’obiettivo dichiarato è quello di sollevare un problema politico circa la presenza di detta associazione sul territorio reggiano, al fine di stimolare la presa di posizione di Sindaco e Amministrazione sull’agibilità politica concessa a questa formazione. La necessità del dibattito è quantomeno urgente visti i precedenti della concessione di uno spazio comunale, lo scorso 10 dicembre 2011, a CasaPound per un dibattito intitolato “Italia 2012: Quando la politica si arrende all’economia”, alla presenza di esponenti nazionali del movimento e giornalisti” (globalproject.info) STICAZZI!

Fascismi, stalinismi, revisionismi e altri parossismi, tra censure e insulti. Fare i conti con la storia liberandosi della politica
Del Bue, Tadolini, Ghiggini e la “scomunica” da sinistra, quindi la memoria non ancora condivisa, le verità nascoste e da accertare, il sangue dei vinti e la vulgata dei vincitori, le schegge impazzite e i crimini rossi, i revisionismi neri e il mito resistenziale, i buoni e i cattivi, le morti bianche e gli apostrofi rosa, gli interessi dei partiti e la libertà d’espressione: altre polemiche sul dopoguerra reggiano e non (stavolta per un video caricato su Youtube nell’aprile 2009 e linkato venerdì sera sulla bacheca dell’assessore socialista). Domanda: riusciremo mai a discuterne serenamente, fuori dall’imbuto delle opposte tifoserie?

Fascismi, stalinismi, revisionismi e altri parossismi, tra censure e insulti. Fare i conti con la storia liberandosi della politica
Del Bue, Tadolini, Ghiggini e la “scomunica” da sinistra, quindi la memoria non ancora condivisa, le verità nascoste e da accertare, il sangue dei vinti e la vulgata dei vincitori, le schegge impazzite e i crimini rossi, i revisionismi neri e il mito resistenziale, i buoni e i cattivi, le morti bianche e gli apostrofi rosa, gli interessi dei partiti e la libertà d’espressione: altre polemiche sul dopoguerra reggiano e non (stavolta per un video caricato su Youtube nell’aprile 2009 e linkato venerdì sera sulla bacheca dell’assessore socialista). Domanda: riusciremo mai a discuterne serenamente, fuori dall’imbuto delle opposte tifoserie?


 

“27 aprile 45, tre criminali partigiani comunisti rapiscono, stuprano e ammazzano una bimba di 13 anni, solo perche’ ha scritto un tema su Benito Mussolini… non scontarono un giorno di galera” (Testo che accompagna il video caricato su Youtube)

ALCUNE SEQUENZE DELLA POLEMICA DIVAMPATA SU FACEBOOK

“I partigiani HANNO LIBERATO L’EMILIA E CONTRIBUITO A LIBERARE L’ITALIA!!! Quelli che hanno commesso l’atrocità su quella ragazzina sono BELVE DA ANNIENTARE E APPENDEDERE A TESTA IN GIU’ COME IL V.S. AMICO, a prescindere dal colore e militanza politica… INVECE SEMBRA CHE QUALCUNO DI “VOI” VOGLIA RISCRIVERE LA STORIA, CAROGNE” (G.B., agit-prop)

“Non si tratta di riscrivere la storia e quindi evita quel “carogne” che non so a chi sia diretto. Si tratta di affermare come fai tu che nel percorso della resistenza, che è stata un fenomeno positivo e utile per l’Italia, ci sono stati anche questi casi orrendi. Senza negarli” (Mauro Del Bue, ex deputato socialista) Read the rest of this entry

Un po’ satira un po’ parodia: divertissement

Un po’ satira un po’ parodia: divertissement




Terremoto in città: tutto il resto è noia. I sismografi sistemati all’istituto nazionale di geo-politica in via Toschi a Reggio alle ore 9.07 di mercoledì hanno registrato movimenti sussultori e ondulatori all’interno della già compromessa struttura (stortura) portante del Pd locale. Torna alla mente la famosa “scossa” annunciata da D’Alema un paio d’anni fa. Ma qui non siamo in Puglia, bensì in Emilia Romagna-magna…

Scosse telluriche di magnitudo 4.9 della scala Richter (corrispondenti a oscillazioni di magnitudo 8.8 della scala Unicredit) sono state avvertite in centro storico, specie nell’area protetta compresa tra piazza Del Monte e piazza Prampolini. Epicentro del terremoto la sede (la stiva) dell’Inondazione Manodori, cui al timone, in zona tifone, si vocifera possa sedersi, tra pochi mesi, al posto del comandante Borghino, il riabilitato mozzo Schettino.

Ironie artatamente diffuse dal centrodestra, invece, attribuiscono il forte boato dell’altra mattina allo spostamento d’aria provocato dal tonitruante rutto (un vero tornado) partito da un’osteria piacentina e propagatosi in fretta nelle segretariali stanze democratiche site tra Parma e Modena. I sospetti circa l’autore di detta emissione gastrica, capace di spostare suppellettili e voti, sono da subito caduti su un ex ministro prodiano.

Ipotesi stramba ma plausibile: proprio in quelle ore l’indiziato è stato visto seduto a un tavolino in contrita solitudine umana ma soprattutto in compagnia di un boccale colmo di birra e, dettaglio non trascurabile, di una bozza di intervento in materia di liberalizzazioni montiane e probabilmente lontane. L’immagine (metafora) di quel terremoto interiore è poi rimbalzata ovunque sul web.

Altre scosse politiche capaci di fare cadere i calcinacci della giunta comunale e scricchiolare la coalizione di centrosinistra sono state registrate dalle parti dell’Anpi, laddove reduci partigiani hanno dato uno scossone al sindaco Delrio (e uno scrollone a Castagnetti) lanciando una fatwa all’indirizzo (tunisino) dell’assessore socialista Del Bue.

Ancora. Altre fonti sostengono che il suolo reggiano abbia tremato (e remato contro) in seguito al discusso post di Grillo, laddove l’esagit-prop non ha mancato di esternare perplessità e complessità dinnanzi al mood buonista modello “L’Italia sono anch’io e voi non siete un cazzo”.

Alcuni big del partito, infine, hanno pensato a un più o meno lungo “sciame” –  l’Api rutelliano – di scossettine di assestamento (accomodamento) succeduto allo spaventevole Big Bang renziano, fenomeno che i vulcanologi fiorentini hanno rubricato alla voce “deriva degli incontinenti”. Fatto sta che non si registrano danni a cose o persone. Solo beffe.

(Da “ReggioSpia” del 28 gennaio / Scritto e inviato mercoledì 25)

***

Naufragi. Sono in molti – lo dicevamo la settimana scorsa – ad aver puntato sull’inabissamento economico della Af-fondazione Manodori, la quale effettivamente naviga a vista, in acque non cattive ma nemmeno tanto tranquille. La “Casta” Crociere fa rotta verso l’isola della ricapitalizzazione. Un approdo sicuro, forse un porto franco. Franco (alias il Commodoro Bonfo) o no, ecco riemergere i soliti franchi “turatori” (di naso). 

Contraddetto ciò, anche Reggio ha i suoi capitali coraggiosi, pardon, il suo capitano Achab. Parliamo dell’ex Comandante Zarina, che sfidando i Ba-Lord Jim del mare-magnum politico s’è presentata in aula (il Consiglio Marittimo, anche detto “Capitaleria” di Porto) per difendere le scelte dell’ente privato (nel senso di privato di una guida).

Tanti gli scogli da superare. Primo su tutti l’amaro ammaraggio dei consiglieri del Pattino Democratico, che a detta di alcuni testimoni un po’ romani e un po’ rumeni avrebbero preso il largo (e il cargo) dandosela a gambe (levate) e sgambetti (svelati) a bordo di diverse scialuppe di “sciacallaggio”. Perché se è vero quel che dice il grillino Olivieri, “a nominare la maggioranza del consiglio generale in Fondazione sono enti riconducibili al Pd, che ha aspettato l’ultimo minuto per stracciarsi le vesti”. Insomma, si assumano le loro belle responsabilità (leggasi promesse) di marinai. No, non facciano come un Fassin… pardon, uno Schettino qualsiasi.

Dicevamo: la tosta De Falco di lunedì è stata l’ex sindaco Spaggiari. Sono le registrazioni della (rompi)scatola nera ad aver rivelato al mondo il suo lodevole scatto d’orgoglio (al massimo uno “scattino… giammai uno Schettino!).

Diario di bordo sui Dario passati… Non proprio un Giglio, gli ex armatori di rito Dc: ma da qui a speronare il baule del tesoretto di Reggio utilizzando l’alibi (un vero piede di “porto”) del depauperamento ce ne corre. Per questo l’Anto ha lanciato un messaggio (il mayday) ai colleghi – Capitani “Fracasso” – dell’ex Pci: “Non dovete fare “l’inchino” alla Margherita, sennò poi quelli passano dalle parole ai falli (da dietro)…”.

La Spaggiari ha dunque proseguito spiaggiando in faccia agli addormentati nel fosco il cognome, di peso, del navigato “cupo” di mare Pigi, al (tra)secolo Castagnetti, ribattezzato – in perfetta Concordia tra le parti – l’Unto del Signore. “Delrio e Pagani sono i suoi più fidi discepoli, sono loro gli apostoli pescatori (di voti, non di anime) Giacomo e Giovanni: a Reggio non si muove foglia che la ‘Casta’ Crociere non voglia”, ha tuonato da poppa e da prua l’Anto del Signore. “Pensino piuttosto al distress del titolo Enìa!”.

(Da “ReggioSpia” del 21 gennaio / Scritto e inviato martedì 17) 

Vignetta dal web

La regina del mosaico? E’ di Chiozza

La regina del mosaico? E’ di Chiozza


Barbara Giavelli, 41 anni, single, è artista mosaicista. Abita a Chiozza di Scandiano, o meglio, sulla Statale 467, alle porte di Casalgrande. Lavora nel bar (il Gallery, of course) della stazione di servizio Ip gestita dalla famiglia (“Io e mia madre Ines gestiamo il bar; mio padre Adriano, mio fratello Rossano e mia cognata Azzurra si occupano della benzina”). I suoi genitori hanno il distributore da 36 anni: sempre loro, sempre lì. Barbara fa la barista (sempre lei, sempre lì) da 23 anni. Ma il suo sogno è quello di abbandonare caffé e sigarette e dedicarsi a tempo pieno all’arte del mosaico, disciplina che adora… Read the rest of this entry

Manifesti / Come ti concio i creativi Pd

Manifesti / Come ti concio i creativi Pd


Non sarà una campagna destinata a fare storia ma Ti presento i miei resta comunque una significativa testimonianza sullo stato della politica, più che della comunicazione politica, oggi.

Ignorata dall’universo mondo che non ha probabilmente alcun interesse a conoscere Luciano (d’altra parte come dargli torto?), stroncata dai media, ha comunque ottenuto il lusinghiero risultato di aver prodotto un consenso virale tra i militanti.

Ed è questo il punto: la politica, anche per una ormai cronica carenza di leadership soprattutto nel centrosinistra, arriva solo a lisciare il pelo dei propri (pochi) fedeli. Parlare agli altri, a quelli che non hanno il cinema nel sangue, che non hanno mai visto una rappresentazione della Tosca o che mai si direbbero appassionati di francobolli, è fuor di discussione, troppo difficile… Read the rest of this entry

Breaking news / L’Aser disapprova
Driiiiin, la ricreazione è finita, è ora di tornare in classe (della serie: ci eravamo sbagliati, era tutto uno scherzo…)

Breaking news / L’Aser disapprova
Driiiiin, la ricreazione è finita, è ora di tornare in classe (della serie: ci eravamo sbagliati, era tutto uno scherzo…)


ASER, SCORRETTA USCITA IN SCIOPERO (ANSA)Bologna, 26 gennaio / L’Associazione della Stampa Emilia-Romagna «deplora la decisione del direttore e di un manipolo di colleghi di far uscire l’Informazione-Il Domani a Reggio Emilia e Modena nonostante il Cdr e l’assemblea dei redattori avessero confermato di proseguire lo sciopero a oltranza proclamato all’indomani dell’annuncio da parte dell’azienda di sospendere le pubblicazioni dall’1 febbraio». «Fermo restando – si legge nella nota dell’Aser – il diritto dei singoli di fare o meno sciopero, il sindacato ritiene questo comportamento scorretto nei confronti dei colleghi e autolesionista da parte di chi l’ha messo in atto per assecondare gli interessi di un’azienda che non ha mai mostrato di voler salvaguardare i posti di lavoro dei giornalisti».