Il pallone è rotondo: yeah, torna la metafora politica dello scendere in campo (tra tattiche e tacchetti)!
Il Pd reggiano si dà al calcetto: sfida all’ultimo dribbling (all’ultimo fallo da dietro) tra i sindaci della zona ceramiche e quelli della Bassa (Rossi e Rivi contro Gazza e Manghi)

Il pallone è rotondo: yeah, torna la metafora politica dello scendere in campo (tra tattiche e tacchetti)!
Il Pd reggiano si dà al calcetto: sfida all’ultimo dribbling (all’ultimo fallo da dietro) tra i sindaci della zona ceramiche e quelli della Bassa (Rossi e Rivi contro Gazza e Manghi)


Dalla “sfiga” alla sfida, dall’agonia all’agonismo. Dalla fantapolitica al Fantacalcio, da Casini a Cassano, ovvero: dal partito alla partita. Di calcetto.

Il Pd è nel pallone? Sì, alla lettera: nel senso che sempre più dirigenti sono passati dal predicare lo sport della politica al praticare politica per spot… fino ad arrivare a fare politica per sport, quindi a farla coi piedi.

Dallo “Yes we can!” allo “Yes weekend!”, sui campi di casa o in trasferta. Laddove, divisioni a parte, l’importante è fare squadra e lanciare ponti… tipo quello dell’8 dicembre.

Dal Palazzo al Palazzetto: eh sì, gli amministratori del Pd non si affrontano più ai congressi o alle primarie (roba vecchia). C’è grande attesa (e grande pre-tattica) per l’epocale sfida a calcetto tra i sindaci e gli assessori della zona ceramiche da una parte e i sindaci e gli assessori della Bassa dall’altra.

Rivalità, campanilismo, goliardia: un modo come un altro per festeggiare la caduta del Cavaliere e il neonato governo Monti.

Su Facebook il tifo dei sostenitori delle due squadre è accesissimo: i profili dei politici-atleti che l’8 dicembre scenderanno in campo (un campo vero, non un Campo Samarotto) pullulano di reciproche provocazioni e simpatici sfottò, tutti lì a pregustare un posto al sole nella tribuna numerata del partito.

Di qua i bersaniani, di là i franceschiniani… uniti però da un’unica e grande fede: la Juventus…

Caro Andrea (Rossi, 35 anni, sindaco di Casalgrande, detto “il piede sinistro di D’Alema”: fino a 14 anni giocava nella Giac, poi ha scelto la Fgci), il D-day si avvicina…

Sì, l’8 dicembre giocheremo la partita di andata a Casalgrande, al palazzetto. Poi ci sarà il ritorno, prima di Natale… Dovevamo giocare un’amichevole la settimana scorsa, ma i colleghi della Bassa si sono tirati indietro… hanno trovato scuse puerili, come la nebbia e la piena del Po”.

Beh, mica tanto puerili…

“Invece sì… la verità è che avevano paura di perdere… e così gli abbiamo dato una seconda possibilità, che loro hanno accettato”.

Vuole forse dire che il Pd reggiano è all’ultimo “stadio”?

In questo caso sì… ma i piedi sono buoni, vedrete”.

Dalla lotta di classe all’ingaggio dei fuoriclasse: qualche nome del dream team?

Oltre a me ci sono Battini, Nasciuti (assessore allo sport a Scandiano), Cassinadri (assessore allo sport a Casalgrande) e, almeno spero, Rivi (sindaco di Castellarano), che essendo un podista ha fiato da vendere”.

L’allenatore chi è? Oronzo Canà (Lino Banfi nel mitico film – ndr) o l’on. Castagnetti?

No, non esiste… siamo talmente affiatati che non abbiamo bisogno di un mister”.

Avrete perlomeno un bomber… per caso è Beppe Pagani?

No, ma potremmo chiedergli di fare il massaggiatore…”.

Cosa c’è in palio? Posti? Poltrone?

No, solo l’onore… e in questo partiamo decisamente favoriti”.

Visto che Battini è un capo di gabinetto, giocherete applicando il “catenaccio”?

Credo proprio di no, giocheremo a sentimento”.

Lei è un grande appassionato di calcio, vero?

Sì… e da sempre sono juventino, come Manghi (sindaco di Poviglio) e Gazza (sindaco di Boretto). Ho l’abbonamento al campionato e lo stadio di Torino è la mia seconda casa”.

Perché perché / la domenica mi lasci sempre sola / per andare a vedere la partita / di pallone…” cantava Rita Pavone. La sua fidanzata cosa dice?

Ilaria (consigliere Pd a Casalgrande – ndr) viene sempre con me, mi accompagna per amore… E’ di fede rossonera ma sto convincendola a cambiare sponda”.

L’arbitro chi è?

Non ce n’è bisogno: siamo leali, vige il massimo fair-play”.

E se l’arbitro non fosse cornuto ma fosse in gonnella?

Opterei per la Caselli… perché arbitra benissimo il consiglio comunale di Reggio”.

Parliamo degli spogliatoi, zona doccia. Chi è il più dotato in casa Pd?

In che senso?”.

Quello che preferisce.

Senza dubbio il più dotato è il nostro segretario, Ferrari”.

E il più “datato”?

Sempre lui, Roberto… non a caso è il capitano della ditta”.

Maino farà il ragazzo pon-pon dagli spalti?

Non credo, ma spero venga a sostenerci”.

Gira voce che Montermini (Simone) voglia forarvi il pallone…

Non penso… ma vigileremo”.

Il Pd è famoso per i clamorosi autogol…

Acqua passata…. ora siamo in rimonta: sembrava una partita persa, poi all’89° è entrato in campo Bersani e zac!, ha ottenuto i suoi bei risultati giocando di testa e di tacco”.

Meglio una vita da mediano o una vita da Graziano (Delrio, anche lui con un eccellente passato di calciatore)?

La mia è sicuramente da mediano, sempre lì nel mezzo, a recuperare palloni finché reggono i polmoni; sono affezionato alle retrovie”.

Lo sponsor è sempre Legacoop?

Non ci sono sponsor”.

Ha mai ricevuto falli pesanti da dietro? No, nessun riferimento a Vendola… dai, si scherza…

Questa è cattiva… passo”.

Il più falloso della Bassa secondo lei chi sarà?

Sarà Manghi, che pur di vincere cercherà un gioco maschio e aggressivo… mandando avanti gli altri, perché non è da lui. E’ un regista, gioca da fermo”.

Un pronostico?

Gazza e Manghi stanno già tremando… Li stracceremo (ride – ndr)”.

Dalla “Gazza” (la rosea) a Gazza (Massimo, 34 anni) il passo è breve e il contropiede insidioso. Anche lui ha l’abbonamento alla Juve, il suo idolo è Platini e, a differenza di Rossi, ha partecipato (da centravanti di sfondamento, una sorta di Paulo Roberto Cotechino) alla Coppa Renzi, giocata allo stadio Leopolda un mese fa. “Il nostro partito è al primo stadio; è un diesel, verrà fuori alla distanza”, dice Gazza, piede destro di Veltroni e insegnante alle medie di Gualtieri.

Abbiamo l’estro e la fantasia tipici della Bassa, siamo di una caratura superiore; loro invece sono dei semplici soldati. Non c’è storia, siamo sicuri di vincere e anzi mi riterrò calcisticamente e politicamente sconfitto qualora i gol di scarto fossero meno di 10”.

Un vero guanto di sfida, alla paraffina.

Ero una promessa del calcio… poi le ripetute cadute in moto mi hanno danneggiato per benino le gambe e le ginocchia…”.

E così anziché darsi all’ittica (alla pesca) si è dato alla politica.

Non sono affatto pentito: sono due passioni molto forti, come quella per i motori”.

Anche lei porta la fidanzata allo stadio?

No, sono single, quindi posso andare quando e con chi voglio”.

In che ruolo si esprime al meglio?

Da centrocampo in su, sono uno da zona offensiva, come in politica (Manghi invece è un tattico, un fine tessitore e cucitore). Proveranno a marcarmi stretto e a uomo, ma sarà inutile: lo ricorderanno come il più brutto giorno della loro vita…”.

Si sente più fedele alla linea o al guardalinee?

Noi del Po siamo naif, abbiamo creatività da vendere e anche in politica amiamo il rischio; a loro invece piace giocare sul sicuro (ride – ndr)”.

L’ultima battuta è di Manghi (Giammaria, 41 anni, sposato).

“E’ risaputo che io e Gazza possediamo una cifra tecnica rilevante, che prevarrà sui loro muscoli… Sì, sono uno stratega e un mediatore, ma con doti offensive”.

Nella vita conta il bel gioco o l’importante è metterlo dentro (senza doppi sensi…)?

La penso come Fabio Capello, nel calcio conta fare gol e in politica contano i voti… anche se le fasi e i processi hanno la loro importanza…”.

2 Responses »

  1. ma cos’hanno da giocare?!
    a lavorare!
    ………… se non avete soldi da spendere non sapete fare niente!
    mentre la gente non arriva alla terza settimana voia ridere e giocare. che schifo.
    poi con un calcetto parrocchiale da imbolsiti senza fiato. scapoli e ammogliati. che tristezza

    se la sobrietà è il francescanesimo d’accatto (ricordiamolo una volta per tutte che s.francesco non era nato povero, anzi, e se fosse voluto tornare a fare il ricco l’avrebbero ripreso subito…) sono questi, viva le puttane e i macchinoni. almeno non c’è ipocrisia

  2. Comprendiamo la piazzata “indignada”, ma anche i politici (così come i tecnici, tanto di moda oggi) hanno tutto il diritto di farsi una partita di calcetto col sorriso sulle labbra ogni tanto, o no?
    Insomma, non facciamo di tutta l’erba uno “sfascio” o uno strazio. Grazie

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