“STAY RUBY, STAY FUCKING”
Musi lunghi smerdati, ecco il nuovo miracolo italiano (il dato migliore degli ultimi 11 anni: nessuno ci avrebbe mai scommesso)! In culo al rating e agli speculatori finanziari e politici: l’industria tira eccome (+ 4,3% in agosto). Tuttavia il fronte declinista manettaro e portasfiga, che non sembra ami molto la nostra nazione e anzi tende a sputtanarla nel mondo, pur di danneggiare la linda sindone del Silvione non lo ammetterà mai. Una rondine di ossigeno farà una primavera di speranza o almeno un autunno di Pil (o almeno di pilu)? Mica semplice… Ma l’ottimismo è il sale della vita

“STAY RUBY, STAY FUCKING”
Musi lunghi smerdati, ecco il nuovo miracolo italiano (il dato migliore degli ultimi 11 anni: nessuno ci avrebbe mai scommesso)! In culo al rating e agli speculatori finanziari e politici: l’industria tira eccome (+ 4,3% in agosto). Tuttavia il fronte declinista manettaro e portasfiga, che non sembra ami molto la nostra nazione e anzi tende a sputtanarla nel mondo, pur di danneggiare la linda sindone del Silvione non lo ammetterà mai. Una rondine di ossigeno farà una primavera di speranza o almeno un autunno di Pil (o almeno di pilu)? Mica semplice… Ma l’ottimismo è il sale della vita


Produzione industriale, +4,3% in agosto. Il dato migliore degli ultimi 11 anni. In forte aumento la produzione di autoveicoli. Bene anche l’energia e i beni di consumo
 
Inatteso balzo della produzione industriale in Italia nel mese di agosto. Il rialzo congiunturale, informa l’Istat, è stato del 4,3%. Si tratta dell’aumento maggiore dal 2000. Anche su base annua l’indice sale in modo significate de 4,7% . In forte crescita la produzione di autoveicoli: +31,7% su base annua

I SETTORI – Guardando ai raggruppamenti principali d’industrie, ad agosto 2011 l’indice destagionalizzato registra incrementi congiunturali positivi per tutti i comparti: +4,2% per i beni di consumo, +4,0% per i beni strumentali, +3,3% per l’energia e +2,7% per i beni intermedi. In termini tendenziali, l’indice corretto per gli effetti di calendario segna variazioni positive per il raggruppamento dei beni intermedi (+8,3%), dei beni strumentali (+6,9%), dell’energia (+3,5%) e, in misura più limitata, per il raggruppamento dei beni di consumo (+0,6%). (Corriere.it)

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