Borges, la memoria e mia nonna

Borges, la memoria e mia nonna


funes

“La condanna di Funes è quella di avere una prodigiosa memoria che gli permette di cogliere ogni dettaglio di tutto ciò che lo circonda. Ma se da un lato riesce a ricordare ogni cosa con estrema facilità, dall’altro non è in grado di formulare idee generali: la sua memoria registra solo particolari e non concetti compiuti. Nel suo mondo sovraccarico, non c’erano che dettagli, quasi immediati, e questa condizione lo conduce all’isolamento e all’incomunicabilità”. <>
(“Funes el memorioso”, 1944. Da “Ficciones” di J.L. Borges)
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*** [Nel ricordo ‘frattale’ di mia nonna Teresa, un tributo.
Nel 10° anniversario del suo addio terracqueo, oggi] ***
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“Si ritiene che i frattali abbiano delle corrispondenze con la struttura della mente umana, è per questo che la gente li trova così familiari. Questa familiarità è ancora un mistero e più si approfondisce l’argomento più il mistero aumenta” (B. Mandelbrot)

Populismi, giovani e hard news

Populismi, giovani e hard news


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IMG-20170716-WA0001 tagliataRevelli ci piace, scrive bene e con eleganza, inanella parole e concetti stranieri ed è molto ben documentato nella sua saggistica. L’argomento della sua analisi è quantomai attuale ed il libro è del marzo di quest’anno. Trump, Le Pen, ma anche il caso italiano (Grillo, Salvini, Renzi). Il populismo è la malattia senile delle democrazie, il sintomo di una crisi di rappresentanza quale segno dell’impoverimento delle classi medie occidentali e della sconfitta storica del lavoro, o meglio, delle sinistre che lo rappresentavano.

“Indaffarati”, invece, del critico letterario La Porta, è un volumetto (maggio 2016) che parla delle e alle nuove generazioni, del loro rapporto con la lettura, quindi dell’ansia da mondo nuovo, dove tutti siamo iperconnessi. Poi la sua tesi di fondo: i giovani oggi sono indaffarati, non sfaccendati. Cercano qualcosa di nuovo, vogliono essere messi alla prova. Per loro l’intelligenza non è quella libresca, ma quella pratica, magari legata a nuove pratiche e nuovi codici, nuovi linguaggi e nuove sfide. Ciò che si dice è ciò che si fa, e il loro impegno è nel quotidiano, non nell’ideologia. Un umanesimo disincarnato, dove il vissuto concreto, quotidiano, prevale sul culturalismo parolaio.

La raccolta delle migliori titolazioni (e battute) di “Lercio“, infine, marzo 2017, è un vademecum brillante di notizie tanto surreali quanto capaci di cogliere lo spirito del tempo (riti del media system, tic sociali condensati in poche righe, parodia dei costumi, critica sublime ai luoghi comuni etc). Un libro – regalatomi da un amico curioso cui piace spaziare e sperimentare, e con tanto di firma autografa di uno degli autori – che gronda intelligenza, laddove il parossistico e paradossale scatena risate. Fulmini, illuminazioni, luci comiche contro il buio della comunicazione mainstream.

100 libri in 30 giorni. Terza puntata

100 libri in 30 giorni. Terza puntata


Rubrica agostana, quasi una bibliobio…
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1) La raccolta, appena uscita (nuova grafica della rilanciata collana di poesia “Lo Specchio”, Mondadori), della produzione 45ennale del celebratissimo De Angelis, acquistata in una delle serate estive alla biblio Panizzi; 2) il saggio-pamphlet di Deneault “La mediocrazia” (che non è proprio meritocrazia, edito da Neri Pozza) preso in prestito alla biblioteca di Casalgrande: tra le altre cose fa a pezzi il sistema universitario; 3) il consigliatissimo approfondimento – l’autore dice divulgativo, in realtà è un testo non facilissimo – di uno dei maggiori studiosi di Diritto penale in Italia, uscito poco più di un mese fa per Laterza.

Rubrica estiva 100 libri, seconda puntata

Rubrica estiva 100 libri, seconda puntata


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Visita veloce al camposanto di San Donato Milanese (10 luglio)

Al camposanto di San Donato Milanese (10/7)

Il primo (2010) e l’ultimo (2001) li ho presi a metà prezzo al Libraccio di Firenze il 9 giugno.

Scelte derivate da alcuni miei sporadici avvicinamenti, per non dire rapsodici approfondimenti, anche recenti, alla Grecia antica e alla psicologia cognitivo-computazionale.

Quello al centro, invece, anno 2017, l’ho acquistato alla libreria Incontri di Sassuolo due mesi fa: cosa sono, infatti, la filosofia e/o la scienza, le relazioni umane e/o la ricerca della verità, se non infinita capacità di meravigliarsi?

Arieccoci (dopo due mesi di pausa) Cento libri in un mese #quasi una bibliobio

Arieccoci (dopo due mesi di pausa) Cento libri in un mese #quasi una bibliobio


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Centro libri in 30 giorni, dal 2 al 31 agosto. Ogni giorno ne segnalerò 3, nel weekend magari 4. Sempre che ne abbia voglia, ovvio: non ho mai goduto di particolare forza di volontà. Una selezione personale, saltando di genere in genere. Sono quelli che ho letto (magari solo sfogliato, mica siamo Mandrake) nell’ultimo periodo o che ho riletto nel corso di questi ultimi 27 anni.

Con un'amica a Firenze (31 luglio)

Con una collega a una cena a Firenze (29 luglio)

Sì, perché se devo fissare una data di cominciamento di questa passione o meglio necessità più o meno insana, per comodità mnemonica la colloco con discreta precisione tra il luglio e l’agosto 1989, quando mi capitò per le mani “Al di là del bene e del male” di Nietzsche, edizione economica Newton Compton a sole 3.900 lire (collana Grandi Tascabili, che tanto successo ebbe fino a metà degli anni 90). Mi innamorai di una sezione, “Aforismi e intermezzi”. Risalgono a quell’estate, tra l’altro, e forse non è un caso, le mie prime prove poetiche e di poetica in senso lato, comprese le circumnavigazioni nel linguaggio ambiguo e paradossale.

La cultura – se così si può dire – in fondo è ciò che (ci) resta (non in testa ma nell’essere) dopo aver dimenticare tutto di quel che si è letto e sperimentato tanto.

Cento libri, dicevo. Saranno scelte sentimentali, talvolta umorali e comunque, come sanno i bibliomaniaci, sono loro, i libri, a scegliere noi: non siamo noi a leggerli, ma sono loro a leggerci. Ad oggi ne possiedo circa 15mila, laddove la parola “possiedo” indica vieppiù una possessione erotica (non a caso, e mi scuso per chi non è un “feticista cartaceo”, ogni sera, ma sarebbe dire ogni notte, me ne porto a letto almeno un paio… e qui mi fermo per pudore).

Pranzo veloce ai "banchi" del mercato gastronomico del mega centro commerciale "I Gigli" di Campi Bisenzio (Prato)

Pranzetto veloce  con sugo al lampredotto ai “banchi” del mercato gastronomico del mega centro commerciale “I Gigli” di Campi Bisenzio. In mattinata il giretto a piedi per le librerie del centro di Pistoia (a recuperare libri) ha riacutizzato il mai risolto dolore alla mia povera caviglia. Voglio i pattini!

Scherzi a parte – sul pudore, non sul fatto che me li porto a letto – penso che nessuno di loro mi abbia veramente salvato la vita (ricordo a tal proposito il titolo di un libro del ’92, “La poesia salva la vita“, che acquistai all’epoca), tuttavia molti di essi me l’hanno cambiata almeno in parte: qualche volta in peggio, dal momento che, consolazione cosmico-filosofica a parte, più si legge più le verità vengono meno, e su questa paradossale verità (da esercizio del dubbio, da pratica del pensiero critico) Socrate – con la sua massima adattata in mille modi – ci ha fatto una bella figura e un’imperitura fortuna (“Più so, più so di non sapere”).

Dal 1989 di libri di Nietzsche o su Nietzsche ne ho collezionati una cinquantina (almeno una decina in lingua non italiana, comprati in uno dei miei quattro viaggi a Parigi tra il ’99 e il 2004). Poi i tanti volumi di o su Freud e la psicoanalisi, quelli di e su Giorgio Caproni (il primo me lo donò Attilio Bertolucci al termine di una serata pubblica a Parma nel ’90: “Tutte le poesie”, Garzanti) e via andare cercandomi.

A proposito di ricordi devozionali: nel ’92, patito per i testi del poeta livornese, comprai un saggio monografico di Adele Dei uscito qualche settimana prima: 38mila lire, non poco per uno squattrinato studente di filosofia nella città ducale… studi mai completati – frequentai un anno e mezzo e diedi solo tre esami: mi ritirai subito per via di alcuni disturbi psicosomatici a testa e stomaco – ma col senno di poi, che era poi lo stesso senno di allora, credo che sia stato meglio così, e ne vado tutto sommato orgoglioso… dalla necessità alla virtù: ah, l’autodidassi!).

In centro a Reggio, a provare la nuova brasserie "La Casa delle Sementi"

In centro a Reggio in compagnia: per provare la cucina della “La Casa delle Sementi” (28 luglio)

Sopra, a destra, Le confessioni di Sant’Agostino, il secondo libro che acquistai nel sempre più lontano 1989. L’ho preso in mano tante volte ma non l’ho mai letto come forse si dovrebbe. In quell’anno, mistero, cominciai a maturare la mia rottura (temporanea, e comunque durata almeno 15 anni) con la religione, o meglio, con le gerarchie ecclesiastiche, tanto che per un periodo non breve, quasi per reazione, mi misi a comprare e a leggere diversi saggi e pamphlet di argomento cristologico, financo marxisti, tra teologia della liberazione e cattolici del dissenso, ma anche tra analisi mistiche e indagini storiche.

Poi feci pace con la Chiesa (con l’autorità in genere… appena un po’, non del tutto), ma soprattutto feci pace con me stesso, ammesso che per un animo curioso e inquieto, dominato da un sottofondo d’allegra depressione (o da un sottopancia di depressione allegra), sia ammesso parlare di pace: forse è meglio dire tregua, o magari è solo questione di testosterone. Vista l’età, quella dei sensi è in arrivo – dicono…

Troppe righe? Troppi incisi? Troppe glosse? Da domani sarò breve… ma non più di quanto basti (a volte poche parole sono poche, a volte troppe parole sono troppe).

IL 26 LUGLIO A GABICCE

LETTURA SERALE MENTRE ASPETTO UNA PIADINA, IL 26 LUGLIO A GABICCE

Scusate il disturbo. Tre giudizi su Fp

Scusate il disturbo. Tre giudizi su Fp


♥***Esattamente due mesi fa, il 31 marzo, usciva “Fabula postuma”.
Ringrazio per i primi feedback (qualificati, generosi). Che riporto***♥
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artista

1) “Ho iniziato subito la lettura, concedendomi le pause che un libro così lungo e denso richiede. Molti testi sono fulminanti. La cosa più bella è che non ci si abitua al tuo gioco di parole, che resta imprevedibile pagina dopo pagina. Sai che ci sarà anche nella pagina successiva, e per questo lo vai a cercare perché comunque non sai su cosa e come potrà svilupparsi. Lo stesso vale per ogni singolo componimento. C’è sempre un gioco che non è un gioco, ma un invito a scoprire.
E poi, davvero, i fulmini sospesi di tante chiusure dure e leggere. Fulmini che non si scaricano a terra, ma si fermano a qualche centimetro dal suolo per alleggerire un impatto che sarebbe forse insopportabile. E’ un modo di scrivere di grande fascino per me: un modo di vivere, di fingere di fingere inseguiti dalle parole e ad inseguire parole. Una poesia che, se non ti ci metti sul serio, può sembrare ti prenda per i fondelli (e ironia e autoironia ne troviamo in abbondanza), anche per l’abbondanza di riferimenti colti e citazioni” (g.b.)

2) “Ho letto il libro e ho apprezzato il tuo essere un funambolo del desiderio che sfaglia e sfoglia il linguaggio tra Palazzeschi e Zanzotto” (p.f.i.)

3) “Un libro a suo modo unico e sorprendente, il primo che io mi trovi a conoscere che mandi in onda una poesia fermamente e vigorosamente nuova, con una parola insieme goduta e ironica, dove la distinzione è riccamente, spregiudicatamente, primariamente linguistica.
Lo stilo è lo stile: ne offri le ragioni e una vitale sovrabbondanza di esempi. Come Kafka che leggeva agli amici i suoi racconti tragici ridendo a crepapanza, non di rado tu, poeta ‘altro’, innesti la marcia di una rabelaisiana ironia. Come non ripartirne per una diversa storia del pensiero?” (m.p.)

Quel gran gender del mio amico

Quel gran gender del mio amico


gay pride

*****“SI’, SFILARE (QUEL GRAN GENDER DEL MIO AMICO)”*****
Di Arcigay-Radio Spada-Comune di Reggio (Feat. Dj Kameezaska)
Dirige il m° Padre Amorth / Ed. Ecce Omo snc + Angeli&Demoni srl
#unacoverMogolBattisti #sabato3giugno #ReggioEmilia #sischerza

* STROFA
Quel gran gender del mio amico
Lui saprebbe cosa fare
Lui saprebbe come aizzare
Come un mangiapreti in chat
Fa miracoliii!

Ti regolerebbe il vescovo
Scalzandolo un po’
E la butterebbe in vacca
Solo per dire “no”
Col Pd ad applaudire
Certamente non pregare
Ma ciurlareee!

*** RITORNELLO
Sì, sfilare
Evitando i Leo Burke più duri
Senza per questo flagellarsi di parole
Laicamente, senza figli, con orgoglio

Dolcemente RE Pride
Reclamando per volersi un dì sposare
Con il ritmo fluente di Vecchi in Comune
Formalmente senza strappi alla Giunta

E tornare a votare
E di notte per le vie a volantinare
Chiaramente Radio Spada da ascoltare
Con coraggio, gentilmente, gentilmente
Feb-bril-mente twittare…

* STROFA
Quel gran gender del mio amico
Con le mani sporche d’ovvio
Capirebbe molto meglio
Meglio certo di sfilare
R I P A R A R E E E!

Punirebbe giusto il clero
Sfruttandolo un po’
Scinderebbe poi i cortei
Quelli omo e quelli no
E si potrebbe ripartire
Anche un po’ camisascare
Benedireee!

*** RITORNELLO
Sì, sfilare
Evitando le Scopelli più pure
Senza per questo cadere nelle pie paure
Per i viados, senza Lega, con Bergoglio

Dolcemente RE Pride
Trascurando chi vorrebbe transitare
Con la chioma fluente di Natalia in Comune
Virilmente a far dispetti ai renziani

E tornare all’ovile
Ringraziare Radio Spada per la eco
Poi di notte tutti in centro a sbevazzare
Con coraggio, gentilmente, gentilmente
Soa-ve-mente cazzeggiare…

LA COVER DEL NUOVO LIBRO! Anteprima. Uscita venerdì 31 marzo Titolo: “Fabula postuma” (252 pagine, 7 capitoli, 210 liriche). Poema nocumentale

LA COVER DEL NUOVO LIBRO! Anteprima. Uscita venerdì 31 marzo Titolo: “Fabula postuma” (252 pagine, 7 capitoli, 210 liriche). Poema nocumentale


Teogonie, cosmosofie, falloforie
e altre tragicomiche prosopopee

In 7 capitoli: Buco nero, Zona grigia, Linea d’ombra,
Camera oscura, Notte blu, Tabula rosa, Quaderno rosso

cover

Un dialogo tra l’Io e Dio, tra il Tutto assoluto e il relativo Nulla, tra il Doppio che siamo e l’Oblio che ci attende, in una sceneggiatura fatta di duelli ricchi di citazioni che l’autore – un antieroe cosmico alle prese con sconforti e innamoramenti – ingaggia con se stesso e le sue varie anime o proiezioni.

Il volume è un “poema di formazione” in sette capitoli (un climax a colori in 210 componimenti) che ruota intorno all’esperienza dell’esistenza. Un’opera (a suo modo un’epopea) disseminata di incontri onirici, annotazioni ironiche e situazioni di vita reale dagli sviluppi più o meno paradossali. Un viaggio (ora in terza, ora in prima persona) che mette a fuoco la condizione umana e a nudo il senso tragico e insieme comico di una quotidianità dominata dalla natura e dal tempo (dall’amore, dalla morte) e incistata nella necessità del divenire.

Un taccuino in rima di illusioni a perdere e speranze a venire, di arrivi disattesi ma anche di fulminee illuminazioni e piccole rinascite interiori. Un’avventura in tre fasi (esodo, attraversamento, ritorno) costruita su più livelli narrativi e comunque vissuta in compagnia di miti greci, personaggi biblici, figure letterarie e filosofi cari all’autore, scritta con uno stile originale che procede dall’introspettivo al pirotecnico, dall’alto al basso, fino a toccare gli opposti estremi del criptico e del didascalico, tra puntini di sospensione, grida di aiuto e stati di grazia.

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Quarta di copertina

Quarta di copertina

Ciro Andrea Piccinini, 45 anni, ride e vegeta in provincia di Reggio Emilia, dove sopravvive a se stesso.

Da vent’anni, talvolta con eteronimi, si occupa di libri, musica dal profondo e comunicazione generativa.

Nella stagione degli amori si apparta nella sua turris eburnea o si rifugia in baite di montagna, dove pratica sessioni improvvisate di pensiero speculativo (che poi traduce in brillanti saghe mentali).

Dorme poco e scrive dappertutto, ama leggere le etichette delle bottiglie (o i “bugiardini” dei medicinali) e nel tempo libero lavora per un’azienda nazionale specializzata in alta tecnologia.

Nel 2015, con thedotcompany editore, ha pubblicato la raccolta di liriche “Tabula rosa. 77 variazioni senza tema né tempo”.

Oggi alla Panizzi con lo studioso Denis Reidy, già responsabile delle collezioni italiane e greche della British Library (Londra) e, tra l’altro, membro onorario dell’Associazione Italiana Biblioteche

Oggi alla Panizzi con lo studioso Denis Reidy, già responsabile delle collezioni italiane e greche della British Library (Londra) e, tra l’altro, membro onorario dell’Associazione Italiana Biblioteche


Ferraboschi-Reidy-Gasparini-Piccinini-Conficoni-Spallanzani-Fracass

Al convegno organizzato dal Rotary Club Reggio sul letterato e patriota reggiano Antonio Panizzi (1797-1879) seguito alla presentazione pubblica (nella sala del Planisferio) dell’importante acquisizione di dodici sue lettere autografe (carteggio con Carina) da parte dell’omonima biblioteca comunale di via Farini: una donazione resa possibile grazie al contributo economico di Thedotcompany. Una giornata di approfondimento e valorizzazione della cultura italiana, quindi della storia e del patrimonio letterario della nostra città.

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