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diario minimalista d'un'epoca massimalista (minima umoralia)


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Non solo bambini. Graziano in visita al circolo "Catomes Tot"

Non solo bambini. Graziano in visita al circolo “Catomes Tot”, vera istituzione cittadina

“Oggi come ogni lunedì sono andato in visita ai bambini, alle bambine e agli insegnanti delle scuole. Questa volta sono tornato a Massenzatico, perché la zia di un bimbo me l’ha chiesto su Facebook e io glie l’ho promesso. I bambini e i ragazzi mi hanno chiesto tante cose, come ci si sente ad essere sindaco, se è difficile fare il ministro, come faccio con tanti bambini, quanti anni ho, se aiuto i bambini della città, quando finiamo la pista ciclabile di Massenzatico, che cos’è l’Europa, quando ampliamo la loro scuola che le quinte non ci stanno. Ho detto loro che più studiano e più diventano belli. C’è una cura di bellezza fatta di libri, curiosità e intelligenza” (Graziano Delrio, ministro Affari Regionali e Autonomie Locali)


no no nono no nono no nono no nono no no
(Satira politica)
notte museinotte musei
visita area nord stazione mediopadana ex officine reggiane
italo rota
CONFERENZA STAMPA PRESENTAZIONE MOSTRA AI MUSEI CIVICI (Ph. Soli)
museo gioconda
museo  ok


gorilla ok
(Satira politica)

QUALCOSA DI SINISTRA: CGIL BATTE I PUGNI SUL TAVOLO (FIN TROPPO)

ATTERRAGGIO D'EMERGENZA / Un drappello di sindacalisti in picchetto è salito in Municipio e ha defenestrato Rossi, lanciandolo a peso morto dal secondo piano (nella foto, il momento del forzoso volo d'angelo del sindaco, poi planato senza conseguenze fatali nel cortile dell'istituto doroteo di Casalgrande Alto)

ATTERRAGGIO D’EMERGENZA / Un drappello di sindacalisti in picchetto ieri mattina è salito in Municipio e ha letteralmente defenestrato Rossi lanciandolo a peso morto dal secondo piano (nella foto, il momento del forzoso volo d’angelo del sindaco, poi planato senza conseguenze fatali nel cortile dell’istituto doroteo di Casalgrande Alto)

“Esistono privati che operano all’interno di un sistema integrato governato dal pubblico, e privati che operano con logiche totalmente autonome e di mercato”

dargli del tu

POLLICE SU. Ma il segretario regionale Pd Bonaccini ammonisce il sindacato dei lavoratori: TRA MOGLIE E MARITO NON VA MESSO DITO"

Ma il segretario regionale Pd Bonaccini, detto Kiosko, ammonisce il sindacato dei lavoratori: TRA MOGLIE E MARITO NON VA MESSO DITO. Dunque pollice su!”

In difesa del primo cittadino è intervenuto il vicesindaco in scadenza (già in liste civiche di minoranza, già Idv in maggioranza), l’avvocato – stavolta nelle vesti di Cicerone d’ufficio - Giovannini: “E’ un attacco ‘dietrologistico’ (!? – ndr) e misto a una demagogia che non corrisponde ai tempi in cui viviamo. Credo sia un attacco personale, non politico. Il Comune deve tendere alla massima efficienza della macchina amministrativa e su questa operazione sulle scuole i numeri parlano chiaro: diminuzione di 20 iscrizioni. Non esiste nessun conflitto di interessi, è inutile e insignificante parlarne. L’azione dell’ente pubblico deve tener conto del bilancio”. (Da “Carlino Reggio” di oggi)

Una provocatoria foto artistica (ritratto in posa) proposta dalla Cgil reggiana a Fotografia Europea 2013. Che fosse un messaggio in codice (codice estetico) indirizzato al sindaco di Casalgrande?

Una provocatoria foto artistica (ritratto in posa) proposta dalla Cgil reggiana a Fotografia Europea 2013, due settimane fa. Che fosse un messaggio in codice (codice estetico) indirizzato al sindaco di Casalgrande?


“Il processo Ruby? Quello non è un processo, è una farsa che non doveva neppure cominciare. Le presunte vittime negano, o addirittura accusano l’accusa. I testimoni dei presunti misfatti non ne sanno nulla. Di prove neppure l’ombra”.

polanco

ruby processoLo sostiene Marina Berlusconi, presidente di Fininvest e di Mondadori, in una intervista che il settimanale Panorama pubblicherà nel numero in edicola da domani.

“Hanno lavorato per anni, hanno accumulato lo sproposito di 150 mila intercettazioni, hanno raccolto quintali di verbali, hanno vivisezionato in modo morboso e vergognoso la vita di mio padre e tutto per realizzare non un processo, ma una fiction agghiacciante ad uso e consumo di media molto compiacenti. Certi interrogatori, nella loro sconcertante insistenza, facevano pensare ben più al voyeurismo che alla ricerca della verità. Finirà tutto in una bolla di sapone, come sempre, ma all’associazione della gogna non importa nulla di come andrà a finire, interessa solo la condanna mediatica. E, quando il teorema dell’accusa crollerà, quale interdizione dovrebbe essere chiesta per coloro che hanno costruito questa montatura infernale?”

donnaMarina Berlusconi parla di “un attacco concentrico. Un assedio. L’obiettivo è chiaro: colpire una volta di più mio padre, come politico, come imprenditore, ma anche nella sua dignità di uomo. E, una volta di più, per colpire Silvio Berlusconi non si fermano neppure davanti al rischio di fare danni gravi, molto gravi, all’intero Paese”.

Marina Berlusconi parla anche del processo Unipol, di quello per i diritti Mediaset, e degli “attacchi al patrimonio”. Cita “quell’esproprio da 564 milioni per la vicenda del Lodo Mondadori” e aggiunge: “Per chi avesse ancora dei dubbi sull’aria che tira nel palazzo di giustizia di Milano, c’è anche la sentenza sul divorzio di mio padre. La cifra fissata mi pare dimostri come ogni senso della realtà e della misura sia stato ampiamente superato”.

Alla domanda su che cosa si attende dai processi in corso e dalle sentenze che arriveranno, Marina Berlusconi risponde: “Posso dirle quel che dovrei attendermi. Una cosa soltanto. Giustizia”.

cicerone“Tutto quel che mio padre ha dovuto subire e sta subendo mi fa star male”, è invece la sua risposta su che cosa l’ha ferita di più in questi anni. “Ma c’è una cosa, una in particolare. Ed è la distanza siderale fra quello che lui è e il modo in cui in tanti cercano di dipingerlo. Sui giornali, in tv, in certe aule di Tribunale. Quando vedo personaggi che di Silvio Berlusconi hanno fatto la loro spesso redditizia ossessione descrivere mio padre in un modo che non c’entra nulla, ma proprio nulla con quello che lui è veramente, sento tutto il peso di un’ingiustizia inaccettabile, ma provo anche una gran rabbia, la rabbia dell’impotenza, perché da questa ingiustizia è molto difficile difendersi”

gatsby“L’incertezza del diritto può distruggere il Paese”
“È mostruoso pensare che il destino del Paese passi per le mani  di magistrati spalleggiati da qualche redazione e qualche  arruffapopoli”. Così il presidente di Mondadori in un’intervista esclusiva su Panorama in edicola domani, giovedì 16 maggio
“È mostruoso il solo pensare che il destino del Paese passi per le mani di un gruppo di magistrati spalleggiati da qualche redazione e qualche arruffapopoli”. Lo afferma Marina Berlusconi, presidente di Fininvest e di Mondadori, in una intervista che verrà pubblicata sul numero di Panorama da domani in edicola. E aggiunge: “Sbaglia chi pensa che oggi la questione riguardi solo le vicende giudiziarie di mio padre. No, quello della giustizia malata è un problema che tocca direttamente la vita quotidiana di ciascuno di noi. L’incertezza del diritto può distruggere un Paese”.

panoramaAlla domanda se non teme di essere accusata di voler delegittimare la magistratura, Marina Berlusconi risponde: “Qui nessuno si sogna di criticare la magistratura, qui stiamo parlando di un gruppo non ampio di magistrati, a cominciare da una pattuglia di procure, che sono, quelle sì per davvero, procure ad personam. E poi, è proprio il comportamento di certe toghe a minare la credibilità della magistratura”.

“L’indipendenza della magistratura è un principio costituzionale sacrosanto” aggiunge. “Il problema è che è stato usato per cancellare altri principi, altrettanto fondamentali. Si è fatto scempio dei più elementari diritti della persona: il diritto al rispetto della propria dignità, ad una privacy, a non vedersi linciati sui media prima ancora non dico di una sentenza, ma di un processo… Hanno imposto un meccanismo in cui sono saltati tutti i confini tra personali opinioni di tipo morale, valutazioni di tipo politico, verdetti giudiziari. È un meccanismo diabolico, dove rischi di trovarti in totale balia dei personalismi e dei protagonismi di certe toghe. Che a volte sembrano proprio aver dimenticato quel che dovrebbero essere: servitori della giustizia, e non “giustizieri” in nome di qualche fanatismo ideologico”.

panoramacover“Nessuna persona di buon senso può tifare per l’instabilità”
Il presidente di Mondadori spiega perché, in un’intervista su Panorama in edicola il16 maggio, le recenti iniziative della magistratura possono mettere a rischio gli accordi di governo che hanno permesso la nascita del governo
“Mio padre è stato molto chiaro. Non ce la faranno. Non la si darà vinta ai signori della guerra, ad un sistema che da vent’anni paralizza l’Italia e su questa paralisi ha costruito le sue carriere e le sue fortune”. Marina Berlusconi, presidente di Fininvest e Mondadori, risponde così, in una intervista che Panoramapubblicherà nel numero in edicola domani, alla domanda se ritiene che le recenti iniziative della magistratura possano far saltare gli accordi di governo.

silvioneee“Credo – dice ancora – che nessuna persona di buon senso possa tifare per l’instabilità. A maggior ragione chi di mestiere fa l’imprenditore. E, mi lasci aggiungere, se oggi, tra mille difficoltà, la politica tenta di superare le barricate e di garantire governabilità e stabilità, un grandissimo merito va proprio a mio padre. Con un atteggiamento molto responsabile e leale, più di tanti altri si è speso e si sta spendendo”.

LivadiottiSul governo Letta, Marina Berlusconi afferma: “Di fatto non ha ancora cominciato ad operare, verrà giudicato dai risultati. Quel che è certo è che abbiamo bisogno di scelte, e scelte veloci. Anche se sappiamo bene che non tutto dipende da noi, i vincoli dell’Europa sono pesanti. È in Europa che il governo si giocherà una partita decisiva. Che questo rigorismo a senso unico non ci porti da nessuna parte è ormai evidente. Guardiamo a quel che sta succedendo nel resto del mondo. Di ricette alternative ce ne sono. Pensi per esempio agli Stati Uniti, e, su un piano ben più radicale, anche al Giappone. È presto per dare un giudizio, bisognerà vedere come andrà nel medio-lungo termine, ma qualche primo risultato positivo mi pare ci sia. E in ogni caso, anche se di formule magiche non ne esistono, resta il fatto che economie molto importanti hanno rifiutato la linea del rigore ad ogni costo”.

“De Benedetti costruisce le sue fortune sulle sfortune altrui”
Il presidente di Mondadori su De Benedetti: “Altro che imprenditore: lui era e resta un inarrivabile prenditore, il numero uno di quel capitalismo cannibale che pensa solo ad arricchirsi senza dare nulla in cambio”
Marina Berlusconi: “De Benedetti costruisce le sue fortune sulle sfortune altrui”. “Certo che vedere De Benedetti dare lezioni di imprenditorialità… Proprio lui, con le macerie industriali che si è lasciato alle spalle… Altro che imprenditore: lui era e resta un inarrivabile prenditore, il numero uno di quel capitalismo cannibale che pensa solo ad arricchirsi senza dare nulla in cambio, anzi, costruisce le sue fortune sulle sfortune altrui.

Lo sostiene Marina Berlusconi, presidente di Fininvest e Mondadori, in una intervista che il settimanale Panoramapubblicherà nel numero in edicola domani, alla richiesta di commentare le affermazioni di De Benedetti, secondo il quale Silvio Berlusconi sarebbe non un imprenditore ma un impresario.

All’intervistatore che le fa notare come De Benedetti sponsorizzi Matteo Renzi alla leadership del Pd, Marina Berlusconi replica: “Sono questioni che non mi riguardano. Anche se, visto com’è andata a finire per tutti quelli che finora hanno ricevuto l’investitura dell’Ingegnere, fossi in Renzi magari qualche scongiuro lo farei”.

“Grillo ed il Pd hanno commesso errori politici”
Marina Berlusconi: “Uno dei più gravi errori della sinistra è aver rinunciato a fare politica”. E su Grillo e i grillini: “Sono il nullismo, un gruppo di dilettanti, o replicanti, allo sbaraglio”.

“Uno dei più gravi errori della sinistra, che mi pare stia pagando a carissimo prezzo è stato proprio quello di aver rinunciato a fare politica, ad affrontare l’avversario sul terreno della politica”, diceMarina Berlusconi nella lunga intervista che Panoramapubblicherà nel numero in edicola da domani.

E rispondendo ad una domanda sull’”antiberlusconismo” sottolinea: “La sinistra ha preferito illudersi che altri provvedessero, in altri modi. Si è consegnata così alle procure e a determinati gruppi editoriali, ma ha fatto anche di più: ha perfino inseguito un ex comico che straparla di golpe, sperando che fosse lui a toglierle finalmente le castagne dal fuoco. Sia chiaro, una sinistra così non è un bene per nessuno: prima torna la politica, la buona politica, e meglio è. Almeno questo, per quel che vale, è il mio auspicio”.

A proposito del Movimento 5 Stelle, Marina Berlusconi afferma:“Per Grillo e i suoi guardiani della rivoluzione parlerei di nullismo, con l’antiberlusconismo e con il loro essere antitutto tentano di mascherare il nulla assoluto di programmi e proposte. La politica avrà mille colpe, ma non può finire nelle mani di un gruppo di dilettanti, o replicanti, allo sbaraglio. Certo, se poi i replicanti dimostrano di avere un’anima e un portafoglio, e se l’antipolitica va subito a impantanarsi nelle questioni più “terrene” della politica, rimborsi spese e diarie, beh, chissà che non ci siano presto sorprese. (“Panorama”)


Da Famiglia Cristiana a VF:  il neo-ministro si confessa (la fede, la famiglia, la politica)

grillo napo“I diritti individuali vanno tutelati per tutte le coppie. Ma il matrimonio nel nostro ordinamento è un’unione tra sessi diversi”, ha spiegato Delrio.
“Vengo da una famiglia molto umile”, comunista e atea. Ma a 17 anni il futuro primo cittadino di Reggio scopre la fede. Cinque anni più tardi il matrimonio con Annamaria, madre dei suoi nove figli: “Un atto d’amore non pianificato, non si siamo mai seduti e detti: vogliamo tanti bambini. Siamo semplicemente stati aperti alla possibilità che i figli arrivassero”.
Poi un cenno alla sua città, alla decisione di non dimettersi: “Avrebbe significato commissariare la città e io volevo che il progetto su cui stiamo lavorando a Reggio andasse avanti. Io decadrò naturalmente dei prossimi giorni, ma la Giunta potrà continuare il suo lavoro”.
Infine un commento sullo stato del suo partito, il Pd: “C’è bisogno di gente giovane, libera dai retaggi del passato”. Come Matteo Renzi: ”Sono tra i pochi ad aver sempre creduto in lui, lo vedo come un figlio – anche perché ha pochi anni più del mio primogenito – e penso che debba essere il prossimo candidato premier”.  (Jessica Bruno, “4minuti.it”)

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“Romano Prodi si rimette alla finestra. Una volta trapelata la notizia della sua intenzione di non ritirare la tessera Pd del 2013, clamorosa notizia che lui non ha smentito, il Professore non ha comunque alcuna intenzione di partecipare al dibattito precongressuale del partito (…) Quel che manca ai prodiani non sono i punti di attacco o una linea politica, ma anche il leader «giusto», il «nuovo Prodi». Parisi e Santagata da tempo avevano puntato su Graziano Delrio, sindaco cattolico di Reggio Emilia e la sua «promozione» a ministro paradossalmente potrebbe ridimensionarne le ambizioni” (Fab. Mar., “La Stampa”, oggi)


kierkeLui umilmente l’ha sottotitolata «una biografia», ma il professore danese Joakim Garff era sicuramente consapevole di avere firmato La Biografia di Kierkegaard (1813-1855), la più imponente finora tentata, ora pubblicata da Castelvecchi. L’ha chiamata SAK, ossia le iniziali di Søren Aabye Kierkegaard, l’esistenzialista e teologo che bastonò la Chiesa costituita e che della «singolarità» fece un manifesto sempre in voga almeno finché non passerà di moda l’io (per il momento il trend è positivo).
Teologo, satiro, borghese, eremita, narciso, scrittore e romanziere delle sue maree interiori, è il Kierkegaard che balza fuori a forza di sfregare le varie patine d’autenticità usate con destrezza civettuola dal filosofo che forse più di tutti pianificò la sua fama postuma (interessato a rendersi immortale su più fronti). Dunque, a chi fosse interessato a inseguire il «vero» Kierkegaard, va detto preliminarmente che «la mistificazione, la mascheratura e la finzione sono tratti costitutivi della sua auto-rappresentazione» e dunque si ritroverà tra le mani un «falso» Kierkegaard, quello delle recite, delle ricostruzioni romanzate, dell’ironia, dei depistaggi e pseudonimi usati per sfuggire ai biografismi, rimanendo unico regista autorizzato alla rappresentazione di se stesso.
kierkegaard duecento anniL’infanzia ricostruita nei suoi diari, ad esempio, è zeppa di topos. Prima di tutti quello del padre, imprenditore-merciaio calzante appieno il modello del patriarca veterotestamentario, forse castrante, sicuramente tanto cupo da proibire i giocattoli e cogliere i segni della maledizione divina in una saliera rovesciata. E lui, Søren, è il settimo figlio di un matrimonio strano: il padre non rispetta il lutto e va a letto con la domestica che poi è costretto a sposare, in un’unione che comunque sarà solida. Alti tassi di sfortuna s’abbattono sulla casa: i cinque fratelli di Søren morti uno dopo l’altro, le sorelle entrambe decedute dopo il parto assieme al bambino (erano i momenti bui in cui i medici non si lavavano le mani e applicavano sanguisughe sulla fronte), poi il trapasso della madre e della cognata scandiscono il trantran sempre più tetro di quella famiglia ridottasi al triangolo tra Søren, il fratello Peter Christian e il padre che alle tragedie reagiva con la religione pietista e la superstizione… Leggi tutto…


Domanda: la Jolie ha deciso di farsi asportare il seno o il senno?
angelina


(Satira politica filo-governativa)
20070924-gorila

La Corte dei Miracoli (dei Miracolati?) s’allarga, gli Affari (Regionali) s’ingrossano.

Lì lì a partire per Roma (volo charter Ryanair, perché la sobrietà innanzitutto) anche i futuri porta-aureola Spadoni, Catellani, Magnani, Caselli, Melloni e Panarari, che insieme ai già atterrati Bonaretti, Battini e Gabbi costituiranno lo staff-staffetta dell’ex presidente Anci – la stampa nazionale li ha già ribattezzati
“i 9 figliocci ministeriali”.

Il 9 giugno, infine, con viaggio in business class su Frecciarossa da Reggio, per un pieno “ricongiungimento familiare”, potranno seguirli pure Rota, Dossetti Jr, Lindo Ferretti, Maramotti, Piacentini, Panattoni, Grazioli, Farioli, Didì, Vavà e Pelè.


LO SCRANNO DI DELRIO IN SALA DEL TRIC OLORE SARA' MOMENTANEAMENTE OCCUPATO DAL MARCHESE DEL GRILLO COMPILATORE DI QUESTO BLOG

LO SCRANNO DI DELRIO IN SALA DEL TRICOLORE SARA’ OCCUPATO PER ALCUNI MESI DAL MARCHESE DEL GRILLO COMPILATORE DI QUESTO BLOG

(Satira politica governativa)
battinigabbicapo tribù
A sinistra, la spadoniana Gabbi nel 2006 a una serata con don Ranza.
Al centro il noto servizio di “Famiglia Cristiana” dedicato alla famiglia del sindaco Delrio, fotografata al desco in quel di Canali.
A destra, appena rientrato da Marte, lo scandianese Battini in tenuta da pellegrino scalzo folgorato sulla via di D’Amato indossa il copricapo ufficiale delle larghe intese mostrando altresì il voluttuoso ombelico a un cronista del Resto del Graziano, prestigioso foglio mariano che in occasione del primo mese trascorso a Roma dall’eponimo e illustre concittadino dedicherà un’edizione straordinaria di 32 pagine, a colori e bilingue (italiano-aramaico); la quale edizione però, almeno per una volta, considerato il pio e compunto contesto, quasi eucaristico, uscirà senza la tradizionale e curiosamente “fisioterapica” penultima pagina, quotidianamente impreziosita da un bouquet di annunci indirizzati agli amanti dei massaggi curativi o rilassanti – tuttavia non è chiaro se chi di dovere, cioè le inserzioniste del settore medico-infermieristico-sanitario, pratichi o meno pure la riflessologia plantare.
La Gazzetta dell’Anci, invece, organo non meno sobrio e comunque anch’esso assolutamente refrattario ai salamelecchi, all’evento dedicherà un inserto in pelle umana con speciali pagine full optional.
rana


roma
TER-RAZZA PADRONA (“La sera andavamo in via Veneto-via Squadroni”)
terrazza
LA PIOGGIA NEL(LO) SPINETO (di Arcangelo Gabriele D’AnNunzio Apostolico)