Scusate il disturbo. Tre giudizi su Fp

Scusate il disturbo. Tre giudizi su Fp


♥***Esattamente due mesi fa, il 31 marzo, usciva “Fabula postuma”.
Ringrazio per i primi feedback (qualificati, generosi). Che riporto***♥
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artista

1) “Ho iniziato subito la lettura, concedendomi le pause che un libro così lungo e denso richiede. Molti testi sono fulminanti. La cosa più bella è che non ci si abitua al tuo gioco di parole, che resta imprevedibile pagina dopo pagina. Sai che ci sarà anche nella pagina successiva, e per questo lo vai a cercare perché comunque non sai su cosa e come potrà svilupparsi. Lo stesso vale per ogni singolo componimento. C’è sempre un gioco che non è un gioco, ma un invito a scoprire.
E poi, davvero, i fulmini sospesi di tante chiusure dure e leggere. Fulmini che non si scaricano a terra, ma si fermano a qualche centimetro dal suolo per alleggerire un impatto che sarebbe forse insopportabile. E’ un modo di scrivere di grande fascino per me: un modo di vivere, di fingere di fingere inseguiti dalle parole e ad inseguire parole. Una poesia che, se non ti ci metti sul serio, può sembrare ti prenda per i fondelli (e ironia e autoironia ne troviamo in abbondanza), anche per l’abbondanza di riferimenti colti e citazioni” (g.b.)

2) “Ho letto il libro e ho apprezzato il tuo essere un funambolo del desiderio che sfaglia e sfoglia il linguaggio tra Palazzeschi e Zanzotto” (p.f.i.)

3) “Un libro a suo modo unico e sorprendente, il primo che io mi trovi a conoscere che mandi in onda una poesia fermamente e vigorosamente nuova, con una parola insieme goduta e ironica, dove la distinzione è riccamente, spregiudicatamente, primariamente linguistica.
Lo stilo è lo stile: ne offri le ragioni e una vitale sovrabbondanza di esempi. Come Kafka che leggeva agli amici i suoi racconti tragici ridendo a crepapanza, non di rado tu, poeta ‘altro’, innesti la marcia di una rabelaisiana ironia. Come non ripartirne per una diversa storia del pensiero?” (m.p.)

Quel gran gender del mio amico

Quel gran gender del mio amico


gay pride

*****“SI’, SFILARE (QUEL GRAN GENDER DEL MIO AMICO)”*****
Di Arcigay-Radio Spada-Comune di Reggio (Feat. Dj Kameezaska)
Dirige il m° Padre Amorth / Ed. Ecce Omo snc + Angeli&Demoni srl
#unacoverMogolBattisti #sabato3giugno #ReggioEmilia #sischerza

* STROFA
Quel gran gender del mio amico
Lui saprebbe cosa fare
Lui saprebbe come aizzare
Come un mangiapreti in chat
Fa miracoliii!

Ti regolerebbe il vescovo
Scalzandolo un po’
E la butterebbe in vacca
Solo per dire “no”
Col Pd ad applaudire
Certamente non pregare
Ma ciurlareee!

*** RITORNELLO
Sì, sfilare
Evitando i Leo Burke più duri
Senza per questo flagellarsi di parole
Laicamente, senza figli, con orgoglio

Dolcemente RE Pride
Reclamando per volersi un dì sposare
Con il ritmo fluente di Vecchi in Comune
Formalmente senza strappi alla Giunta

E tornare a votare
E di notte per le vie a volantinare
Chiaramente Radio Spada da ascoltare
Con coraggio, gentilmente, gentilmente
Feb-bril-mente twittare…

* STROFA
Quel gran gender del mio amico
Con le mani sporche d’ovvio
Capirebbe molto meglio
Meglio certo di sfilare
R I P A R A R E E !

Punirebbe giusto il clero
Sfruttandolo un po’
Scinderebbe poi i cortei
Quelli omo e quelli no
E si potrebbe ripartire
Anche un po’ camisascare
Benedireee!

*** RITORNELLO
Sì, sfilare
Evitando le Scopelli più pure
Senza per questo cadere nelle pie paure
Per i viados, senza Lega, con Bergoglio

Dolcemente RE Pride
Trascurando chi vorrebbe transitare
Con la chioma fluente di Natalia in Comune
Virilmente a far dispetti ai renziani

E tornare all’ovile
Ringraziare Radio Spada per la eco
Poi di notte tutti in centro a sbevazzare
Con coraggio, gentilmente, gentilmente
Soa-ve-mente cazzeggiare…

20 improvvisi a mo’ di brainstorming

20 improvvisi a mo’ di brainstorming


Il giorno di Pasqua a Cervia

Il giorno di Pasqua (16 aprile) a Milano Marittima

1) Il passato che ripassa dal via, il presente che si dà assente: carpe death!

2) La speranza è l’ultima a gioire: c’è sempre una luce-rtola in
fondo al tunnel, c’è sempre tempo per un altro rag-giro di giostra.

3) Fingere di fingere, ricordare di dimenticare, smettere di smettere. O fungere da fungo atomico nell’implosione del più bieco teatro dell’assunto: noi intellettuali dei nostri stivali, lì a invidiare il più determinato dei lavoratori cechi avviato per assurdo al tempo indeterminato. Darsi all’ottica in Slovacchia, far le fusa alla rinfusa.

4) Rimettersi in gioco è come rimettersi addosso, e non è bello gomitarsi appresso.

5) Di questo passo, dove andremo a iniziare!? Rallenta, amico: non ne vale davvero la lena.

6) In aula in ultima fila, a detestare l’arcobaleno col suo compagno di bianco. “La pezza è sempre peggio del buco-lico”, disse l’albero maestro al tronco genealogico. Va da sé che la classe degli ultimi della classe è acqua non potabile, e la scuola un suppellettile supplente supponente.

7) Vedeva tutto nero, poi a un tratto la cerimonia finì: il paggio è passato, e comunque tutti i calmi finiscono in boria. Andate in pece. Amen, caro signor Onan figlio di Nemo.

8) Chi partecipa, chi posticipa, chi fagocita. Ma il non plus ultra è chi tuttologa del quid e del meno.

9) “Lasciami perdere vuol dire lasciami vincere”. “Mi prendi per il culo?”. “No, ti prendo come sei”. “E chi sarei?” “Non saprei”. “Dimmelo, voglio saperlo”. “Io so che tu sai che io so”. “Ah sì?”. “Sì. Lo so bene chi sei quando vuoi”. “Oh ma ci sei o ci fai?”. “Io resto, tu vai”. “Cretino!”. “Cretese”. “E quindi?”. “Troiana!”.

10) “Non ti merito, davvero, tu meriti di più”. “Tranquilla, less is more: fammi maritare!”

11) Non c’è due senza tre-gua: il cerchio magico non quadrerà mai.

12) Farsi del male o farsi da parte? A volte bastarsi è farsi una saga.

13) “C’è sempre una prima volta”. “No: è sempre la prima volta”. “E se invece fosse l’ultima?”. “Sarebbe l’ultima prima volta”. “E poi?”. “Poi mai”. “E noi?”. “Noi quali?”. “Sei davvero convinto, vero?”. “No, ne sono solo sicuro”. “C’è ancora uno spiraglio allora”. “Allora, non adesso”. “Ok, ma tiratela meno”. “Di più: ne sono persuaso come un dissuaso”.

14) Non aveva il senso del limite, ma conosceva bene il limite dei sensi. Tra la resa e l’attesa, dunque, scelse la prima. Allentò la presa, ma mai le pretese.

15) Ogni successo, nella vita, è già successo: e vabbè, succede anche questo.

16) “Fa’ agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te”, disse il masochista.

17) Raschiava il banale come un pesce in un barile: chiavava poco perché mischiava tutto, rosicava molto ma non rischiava mai.

18) Il fornitore se la faceva con la cliente: niente di serio, solo una bolla e via.

19) “Sei entrato nella mia vita”. “Ah sì? Un tempo si chiamava figa”.

20) “Non me l’hai mai data”. “Non me l’hai mai chiesta”. “La pretendevo”. “E allora dovevi prendertela”. “Appunto: me la sono presa”. “Fai l’offeso?”. “No, rifaccio l’offerta”. “Non ti arrendi mai, vero?”. “Potrei metterlo dentro anche al 91°”. “Questo non è un campo, e nemmeno una camporella”. “L’arbitro non ha ancora fischiato la fine della partita”. “L’arbitro è cornuto, come te”. “Fallooo!”. “Ma io sto partendo, devo prendere l’aereo”. “Facciamolo al volo”. “Dove?”. “Qui”. “Sicuro?”. “Taci e bacia!”. “Da dietro no però”. “E’ presto per dirlo”. “Ho cambiato idea, lo voglio!”. “Non me l’hai mai chiesto”. “L’ho sempre sognato”. “Dovevi prendermelo”. “Lo faccio ora”. “Fanne buon uso”. “Lo uso e te lo rendo”. “Ok mi arrendo, ma non abusarne”. “Voglio farti un pompino”. “Sei saggia”. “Ma sono timida”. “Sei pazza”. “Adoro i rapporti orali”. “Bene, ma stavolta mettimelo per iscritto”.

“Fabula postuma”: presentazione venerdì 5 maggio (ore 21.30) al circolo tennis di Albinea. [Siateci]

“Fabula postuma”: presentazione venerdì 5 maggio (ore 21.30) al circolo tennis di Albinea. [Siateci]


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Per Lacan la domanda sul senso primo e il destino ultimo dell’amore è “ancora!”, “encore”, dove gioca sull’assonanza tra encore e en-corps.

La passione è una feritoria nella ferita dell’incomunicabilità, cioè è “a-mur”, un’assenza temporanea di muro.

Quando si ama si ama un nome, ed è sempre un nome proprio, talvolta il proprio nome (l’amore, per Freud, è sempre amore di sé nell’altro: un corto circuito logico destinato a bruciarsi nell’innamoramento).

Chi ama, appunto, invoca (chi-ama e ri-chi-ama) la mancanza di sé nell’altro, se non addirittura la mancanza dell’altro tout court: e questo è desiderio puro, non contaminato da inconoscibili ed estranee presenze.

“Amare è donare (per-donarsi) quello che non si ha a qualcuno che non lo vuole”, in quanto diamo sempre ciò che “voliamo” per noi (proprio perché “bi-sogno” siderale di sé).

Per Lacancheabbaianonmorde non esistono rapporti sessuali, bensì semplici apporti, supporti, riporti… #Fabulapostuma #5maggio #circolotennisAlbinea

LA COVER DEL NUOVO LIBRO! Anteprima. Uscita venerdì 31 marzo Titolo: “Fabula postuma” (252 pagine, 7 capitoli, 210 liriche). Poema nocumentale

LA COVER DEL NUOVO LIBRO! Anteprima. Uscita venerdì 31 marzo Titolo: “Fabula postuma” (252 pagine, 7 capitoli, 210 liriche). Poema nocumentale


Teogonie, cosmosofie, falloforie
e altre tragicomiche prosopopee

In 7 capitoli: Buco nero, Zona grigia, Linea d’ombra,
Camera oscura, Notte blu, Tabula rosa, Quaderno rosso

cover

Un dialogo tra l’Io e Dio, tra il Tutto assoluto e il relativo Nulla, tra il Doppio che siamo e l’Oblio che ci attende, in una sceneggiatura fatta di duelli ricchi di citazioni che l’autore – un antieroe cosmico alle prese con sconforti e innamoramenti – ingaggia con se stesso e le sue varie anime o proiezioni.

Il volume è un “poema di formazione” in sette capitoli (un climax a colori in 210 componimenti) che ruota intorno all’esperienza dell’esistenza. Un’opera (a suo modo un’epopea) disseminata di incontri onirici, annotazioni ironiche e situazioni di vita reale dagli sviluppi più o meno paradossali. Un viaggio (ora in terza, ora in prima persona) che mette a fuoco la condizione umana e a nudo il senso tragico e insieme comico di una quotidianità dominata dalla natura e dal tempo (dall’amore, dalla morte) e incistata nella necessità del divenire.

Un taccuino in rima di illusioni a perdere e speranze a venire, di arrivi disattesi ma anche di fulminee illuminazioni e piccole rinascite interiori. Un’avventura in tre fasi (esodo, attraversamento, ritorno) costruita su più livelli narrativi e comunque vissuta in compagnia di miti greci, personaggi biblici, figure letterarie e filosofi cari all’autore, scritta con uno stile originale che procede dall’introspettivo al pirotecnico, dall’alto al basso, fino a toccare gli opposti estremi del criptico e del didascalico, tra puntini di sospensione, grida di aiuto e stati di grazia.

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Quarta di copertina

Quarta di copertina

Ciro Andrea Piccinini, 45 anni, ride e vegeta in provincia di Reggio Emilia, dove sopravvive a se stesso.

Da vent’anni, talvolta con eteronimi, si occupa di libri, musica dal profondo e comunicazione generativa.

Nella stagione degli amori si apparta nella sua turris eburnea o si rifugia in baite di montagna, dove pratica sessioni improvvisate di pensiero speculativo (che poi traduce in brillanti saghe mentali).

Dorme poco e scrive dappertutto, ama leggere le etichette delle bottiglie (o i “bugiardini” dei medicinali) e nel tempo libero lavora per un’azienda nazionale specializzata in alta tecnologia.

Nel 2015, con thedotcompany editore, ha pubblicato la raccolta di liriche “Tabula rosa. 77 variazioni senza tema né tempo”.

Oggi alla Panizzi con lo studioso Denis Reidy, già responsabile delle collezioni italiane e greche della British Library (Londra) e, tra l’altro, membro onorario dell’Associazione Italiana Biblioteche

Oggi alla Panizzi con lo studioso Denis Reidy, già responsabile delle collezioni italiane e greche della British Library (Londra) e, tra l’altro, membro onorario dell’Associazione Italiana Biblioteche


Ferraboschi-Reidy-Gasparini-Piccinini-Conficoni-Spallanzani-Fracass

Al convegno organizzato dal Rotary Club Reggio sul letterato e patriota reggiano Antonio Panizzi (1797-1879) seguito alla presentazione pubblica (nella sala del Planisferio) dell’importante acquisizione di dodici sue lettere autografe (carteggio con Carina) da parte dell’omonima biblioteca comunale di via Farini: una donazione resa possibile grazie al contributo economico di Thedotcompany. Una giornata di approfondimento e valorizzazione della cultura italiana, quindi della storia e del patrimonio letterario della nostra città.

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A Firenze con Caterina e il suo nuovo libro di poesia (bilingue) disponibile da ieri anche su Amazon #thedotcompany

A Firenze con Caterina e il suo nuovo libro di poesia (bilingue) disponibile da ieri anche su Amazon #thedotcompany


“Attimi e Infinito – Moments and Infinite” di Caterina Trombetti (ed. thedotcompany, 154 pp., 13,90 euro in formato cartaceo e 6,99 il formato ebook, entrambi disponibili su Amazon).
Poesie scelte 1986-2016. Traduzione in inglese di David Tammaro e scritti critici di Mario Luzi

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